Un’affascinante e complessa esplorazione dell’origine del mito e profezia della sibilla nel mondo antico, nel libro di Nomos edizioni curato dallo storico dell’arte Antonio Iommelli
La mostra”Sibille. Voci oltre il tempo, oltre la pietra”, curata da Antonio Iommlli, Direttore dei Musei Civici di
Palazzo Farnese di Piacenza. Il progetto espositivo offriva un’affascinante e complessa esplorazione della figura profetica femminile delle sibille, concepita per valorizzare il loro ruolo nella storia dell’arte e per sottolineare il loro legame indissolubile con il patrimonio artistico della città di Piacenza. Con l’occasione è stato prodotto un bellissimo ed esauriente catalogo edito dalla casa editrice di Busto Arsizio Nomos Edizioni.
Antonio Iommelli ripercorre la storia delle sibille e analizza i cicli pittorici che le hanno viste
prima associate ai profeti, da sant’Angelo in Formis agli appartamenti Borgia affrescati dal Pinturicchio , e poi sempre più indipendenti e protagoniste nel Cinquecento e Seicento, quando artisti come Guido Reni, Domenichino e Guercino ne hanno reinterpretato la figura, offrendo visioni personali, distinte e dal fascino immortale. Il volume , corredato di cinquanta figure, si compone in tre capitoli.“Origine, mito e profezia”,“Le sibille nell’arte;“ I Cataloghi Sibillini”.
“Il percorso che qui si delinea – scrive Antonio Iommelli nell’introduzione del libro – parte dal mondo greco-romano e si conclude con Guercino, a metà del Seicento, non perché in quel momento il tema si esaurisca, bensì perché proprio allora la figura
della sibilla, caricata di nuova vitalità, si rinnova, generando iconografie inedite e una produzione artistica – letteraria che, dalla seconda metà del XVII secolo, continuerà ad evolversi e a fiorire fino ai giorni nostri. Poche figure, infatti, come quella della sibilla, sono riuscite a resistere al passare del tempo, adattandosi, trasformandosi e continuando a parlare, con voce sempre diversa, ai contesti che le hanno accolte. È
proprio in questa continua metamorfosi che risiede la loro forza, che ancora oggi non cessa di ispirarci”.
La Galleria Borghese di Roma, per l’evento ha prestato l’opera “La Sibilla Cumana” di Domenico Zampioni , detto il Dominichino (il particolare dell’opera si è prestata per la copertina del catalogo della mostra) capolavoro del Seicento che incarna l’interpretazione classica e vibrante della profetessa, che sarà il cuore dell’allestimento e fulcro di un dialogo temporale. Nel corso dei secolo la figura della sibilla ha attraversato epoche e culture differenti, modificandosi , adattandosi e rivelando un significato sempre nuovo,
sempre diverso. In questo processo di continui adattamenti le sibille sono diventate portatrici di un sapere universale, capace di parlare al cuore di poli e civiltà differenti. Dal mondo greco e romano a quello giudaico, fino a giungere al cristianesimo, hanno saputo dare voce alle inquietudini di chi cercava nelle loro parole una risposta a misteri senza tempo.
Descrizione immagini:
Foto copertina catalogo ©Domenico Zampieri detto Domenichino “Sibilla Cumana, olio su tela 1617, Roma Galleria Borghese
Foto 1 ©John Collier “Priestess of Delphi (Sacerdotessa di Delphi) olio ssu tela, 1891. Adelaide, Art Gallery of South Australia
Foto 2© Francesco Furini, Circe (o la Sibilla maga), olio su tela, 1630-1640, Lucca, Museo Nazionale di Palazzo Mansi
Foto 3© Giovanni Pisano, “Sibilla che si ritrae(part.), marmo, 1291-1301, Pistoia, chiesa di Sant’Andrea
Foto 4 © Guido Reni “Sibilla2, olio su tela, 1635-1636. Bologna, Pinacoteca Nazionale
Foto 5 © Domenico Zampieri detto il Domenichino, “Sibilla Cumana”, olio su tela, 1622ca. Roma, Pinacoteca Capitolina
Foto 6© Giovan Francesco Barbieri detto il Guercino , “Sibilla Samia”, olio su tela, 1651, Bologna, Collezione d’Arte di Storia della Fondazione Cassa Risparmio in Bologna
Le immagini che documentano il testo sono tratte dal libro:
“Sibille. Voci oltre il tempo, oltre la pietra”, a cura di Antonio Iommelli, pp.95, 50 ill. Nomos Edizioni, Busto Arsizio,2025,€19.90.
