Il patrimonio culturale del territorio di Accumoli salvato dal terribile terremoto di dieci anni or sono in un libro curato da Francesca Licordari e Renzo Colucci pubblicato dalla casa editrice Campisano Editore
Il volume, “Le Pietre e la memoria. Il patrimonio culturale del territorio di Accumoli tra presente e futuro”, a cura di Francesca Licordari e Renzo Colucci, pubblicato dalla casa editrice Campisano editore ( Foto copertina, 248 pag. con oltre 130 illustrazioni in B/n e 60 tavole a colori) raccoglie i contributi del convegno
organizzato nel 2019 dall’Associazione Radici Accumolesi in Marcia ASD-APS, con l’intento di far conoscere le evidenze culturali materiali del territorio di Accumoli dopo il sisma dell’agosto 2016, tristemente noto come terremoto di Amatrice”, ma che purtroppo ha colpito anche i centri delle vicinanze tra cui Accumoli.“La storia di questo estremo lembo di terra laziale incastonato tra le Marche, l’Umbria e l’Abruzzo, con le quali ha sempre dialogato, scrive nella presentazione Lisa Lalambusier – Soprintendente Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per l’area metropolitana di Roma e per la provincia di Rieti, lasciandosi contaminare dai poliedrici linguaggi artistici e culturali che transitavano lungo la via Salaria, diventa oggi uno stimolo per approfondire aspetti spesso ingiustamente trascurati tra l’archeologia e la storia dell’arte, fino ad arrivare alle celebrazione di due figli di Accomoli: Agostino Cappello e Salvatore Tommasi, due scienziati ottocenteschi che appartengono alla storia patria alla quale hanno consegnato le loro ricerche nel campo della medicina e delle malattie infettive”.
Da anni si sta lavorando nel difficile campo sociale e culturale della ricostruzione e delle macerie in modo da elaborare in maniera concertata con la popolazione locale, le migliori strategie tecniche per ricucire la trama della memoria di una comunità, oggi ancora lacerata da quel terribile evento. Claudia Cenci, Soprintende Speciale per le aree colpite dal sisma del 24 agosto 2016,”La presente opera si pone, quindi, come parte integrante di questo processo di
restituzione e valorizzazione, contribuendo a mantenere viva la memoria di quanto è stato e a promuovere una nuova consapevolezza collettiva”. Mauro Trilli, Presidente della Fondazione Varrone,”È per questo che quando nel 2019 la Fondazione Varrone avviò un importante processo di recupero e valorizzazione delle opere d’arte scampate al sisma del 2016 volle che Accumoli avesse piena cittadinanza nell’accordo di programma siglato con le Soprintendenze, la Diocesi di Rieti e i Comuni del Cratere”. Si aggiungono, inoltre, degli approfondimenti sulla storia di Accumoli e sui suoi personaggi illustri, cui la cittadina è profondamente legata, per tenere vivo il ricordo del suo glorioso passato.
Mauro Tolomei, Sindaco di Accumoli “Nel viaggio della vita personale e di una comunità, le nostre radici rappresentano la base solida su cui costruiamo il nostro futuro. I capolavori che abbiamo ereditato, siano essi artistici, culturali o storici, non sono solo testimonianze del nostro passato, ma anche fonti d’ispirazione per il nostro cammino avanti”. In mezzo a tutto questo non bisogna dimenticare il punto che riporta Emma Morriconi nel suo intervento “il valore delle “cose”(il grande sisma del 24 agosto 2016 e i terremoti successivi (le scosse del 26 e 30 ottobre dello stesso anno e quelle ripetute del 18 gennaio 2017) hanno devastato interi borghi cancellando, insieme alle “cose”, anche i simboli identitari di intere comunità. Il lutto, individuale e collettivo, è per le troppe vite spezzate, per le famiglie intere spazzate via dalla furia sismica, per le tante persone che facevano parte della quotidianità di ciascuno di noi e che ancora oggi ci si stupisce di non poter più abbracciare”.
Renzo Colucci – Presidente Radici Accumolesi in Marcia ASD APS “Subito dopo il terremoto, la paura di perdere qualsiasi cosa od oggetto che potesse interrompere il legame con il passato sia delle nostre case che dei palazzi o delle chiese del nostro territorio aveva innescato nelle nostre menti una forte preoccupazione. Al convegno hanno preso parete studiosi della Sapienza Università di Roma, della Diocesi di Rieti e i funzionari della Soprintendenza territoriale che, mettendo insieme le loro competenze multidisciplinari, si occupano del recupero del patrimonio culturale accumolese.
Autori:
Francesca Licordari, laureata in Archeologia Classica alla Sapienza Università di Roma, specializzandosi nello stesso ateneo in Beni Archeologici. Ha conseguito inoltre i master di II livello “Architettura per l’Archeologia” ed “Esperti nelle attività di valutazione e di tutela del patrimonio culturale”. Nel MIC dal 2012 è funzionario archeologo nelle soprintendenze dal 2018. Attualmente è in servizio nella Soprintendenza ABAP per l’area metropolitana di Roma e per la provincia di Rieti; per sei anni si è occupata della tutela territoriale archeologica della provincia di Rieti. I suoi studi sono dedicati alla scultura romana di età imperiale e all’utilizzo dei marmi colorati. Si interessa, inoltre, di museologia e di accessibilità ai beni culturali delle persone con disabilità, in particolare visiva. Ha partecipato a convegni, ha collaborato a diverse mostre archeologiche e allestimenti museali, tra cui quello nel Museo Civico Archeologico della sabina Tiberina (Fara in sabina,RI), dei materiali della tomba XI della mecropoli di Colle del Forno da Eretum. Per la
collana Sabina Nova ha curato, insieme ad Alessandro Betori e Giuseppe Cassio, il volume Da Forum Novum a Vescovia . Per uno stato degli studi sulla maior ecclesia Sabinensis.
Renzo Colucci , dopo aver vissuto per circa trent’anni ad Accumoli, per motivi di lavoro è stato costretto a trasferirsi a Rieti, dove tra l’altro ha lavorato in una azienda privata nel campo del servizio idrico integrato. Pensionato, dopo il sisma del 2016 ha costituito l’Associazione di volontariato”Radici Accumolesi”con l’obbiettivo di contribuire alla ricostruzione materiale e socioeconomica del territorio, favorendo anche il recupero delle tradizioni e delle radici della comunità accumolese(restauro del monumento a Salvatore Tommasi, assistenza agli anziani, collaborazione su progetti Art Bonus ecc). Appassionato di storia locale, ha curato insieme il professore V. Di Flavio la guida storico-turistica di Accumoli “Il Canto della serena” e il volume “Gli Ottocento Anni di Accumoli”, in occasione dell’anniversario della fondazione della città. Per l’Associazione “Radici Accumolesi” ha curato le seguenti pubblicazioni:”Accumoli nelle storie, storielle, memorie, poesie ed immagini”, “La storia della comunità accumolese e La tradizione a tavola – Ricette, prodotti, erbe e ricordi di Accumoli”. È socio della Deputazione di Storia patria negli Abruzzi.
Descrizione immagini:
Foto copertina del libro – ©Accumoli, RI, chiesa di Santa Maria della Misericordia , ora Rieti , Palazzo Papale, particolare della Pietà (foto M. Coen)
Foto 1© Accumoli,RI; Cassino, chiesa di San Lorenzo, ora Rieti, Palazzo Papale “Madonna con il Bambino2 (foto R.Garzarelli)
Foto 2© Arrone,TR, chiesa di Santa Maria Assunta, Giacomo e Raffaele da Montereale (attr.), Madonna lactans (foto R. Garzarelli)
Foto 3 ©Amatrice, RI Sommati, chiesa di Santa Maria delle Grazie detta di Sant’Egidio, ora Sommati, cappella della Madonnella, Giacomo e Raffaele da Montereale(attr.) , “Madonna in adorazione”( foto R. Garzelli)
Foto 4© Accumoli , RI, chiesa di Santa Maria della Misericordia, “Pietà”, suddivisione in blocchi di cottura” (foto L’Officina Consorzio – Roma)
Foto 5 ©Accumoli, RI, chiesa di Santa Maria della Misericordia, ora Rieti, Palazzo Papale, “Pietà, intero dopo il restauro (foto L’Officina Consorzio – Roma)
Le immagini che documentano il testo sono tratte dal libro:
“ Le Pietre e la memoria. Il patrimonio culturale del territorio di Accumoli tra presente e futuro”, a cura di Francesca Licordari e Renzo Colucci , collana Sabina Nova, pag. 248 con oltre 130 illustrazioni in b/n e 60 a colori, Campisano Editore, Roma, 2026,€ 30.00 ISBN 979-12-80956-98-9
