Le dichiarazioni di Matteo Salvini
La notizia era nell’aria. Dopo voci e smentite, nel pomeriggio di oggi, l’eurodeputato e vicesegretario della Lega, Roberto Vannacci, ha lasciato il partito di Salvini per fondare un nuovo partito: “Futuro Nazionale”. Lo ha dichiarato lui stesso sui social.
La rottura era iniziata quando Vannacci ha constatato nella linea del Carroccio un cambiamento, a suo avviso, radicale che non combacia con il “sovranismo” e il “patriottismo”, concetti sigillati nel suo libro “Il Mondo al contrario”, best seller che gli ha dato successo e popolarità e lo ha portato ai vertici della Lega. Matteo Salvini lo aveva presentato alle ultime europee, dove Vannacci ha preso mezzo milione di voti, il più votato in assoluto.
“Futuro nazionale. Il mio impegno, da sempre, è quello di cambiare l’Italia”, scrive sui suoi social Roberto Vannacci pubblicando il simbolo di Futuro nazionale. “Farla tornare – prosegue – un Paese sovrano, sicuro, libero, sviluppato, prospero ed esclusivo. Amo la mia Patria e voglio continuare a combattere per il mio Paese stando lontano da impicci, compromessi di convenienza e inciuci. Proseguo per la mia strada da solo, con tutti quelli che inseguono il sogno di lasciare ai propri figli un Paese migliore di quello che loro stessi hanno ricevuto dai propri genitori. Da oggi Futuro Nazionale è una realtà”.
Il leader leghista Matteo Salvini accoglie la notizia con delusione: “Arrabbiato? No. Deluso e amareggiato. La Lega aveva accolto nella propria grande famiglia Vannacci quando aveva tutti contro ed era rimasto da solo: grandi giornali, opinionisti, politici, sinistra e benpensanti. Abbiamo spalancato le porte di tutte le nostre sedi e di Pontida, tanto a lui quanto ai suoi collaboratori più stretti. Gli abbiamo offerto l’opportunità di essere candidato con noi in ogni collegio alle elezioni europee, io come tanti altri leghisti l’ho votato e fatto votare, lo abbiamo proposto come vicepresidente del gruppo dei Patrioti in Europa, lo abbiamo nominato vicesegretario del nostro partito”, scrive in un lungo post sui social.
“Volevamo fare un lungo cammino insieme, condividere battaglie, costruire. Da parte mia e di tanti, sempre massima disponibilità. Purtroppo, però, far parte di un partito, di una comunità, di una famiglia non significa solo ricevere, essere al centro di tutto, ottenere posti e candidature: è soprattutto lavoro, costruzione, sacrificio e, prima di tutto, lealtà. In questi mesi, invece, abbiamo vissuto polemiche, problemi, tensioni, simboli di possibili nuovi partiti e associazioni, attacchi a chi la Lega la vive e la ama da anni. Siamo abituati a pensare che parole come onore, disciplina e lealtà abbiano un significato preciso, specie per chi ha indossato una divisa”, prosegue il vicepremier.
“Si dice, fin dai tempi dei romani, che un soldato non abbandona mai il proprio posto. Ma la storia purtroppo spesso si ripete: quanti ne abbiamo visti cambiare bandiera e partito, senza ovviamente lasciare il posto in Parlamento e tradendo voto e fiducia dei cittadini. Dispiace umanamente prima ancora che politicamente, ma andiamo avanti tranquilli per la nostra strada. Se è vero che nella vita tutti sono utili e nessuno è indispensabile, la Lega ci ha insegnato in questi anni, spesso sola contro tutti, che gli uomini passano, le idee restano. La forza e il destino di una comunità dipendono dal popolo e dalla truppa, non da a re o generali. Liberi e forti. Senza paura”, ha concluso l’ex “capitano”.

Francesco, ottimo articolo. Hai aperto un tavolo di approfondimento che obbligherà a dialogo e riflessioni. La dialettica non mancherà e, di conseguenza, manco noi.