“Cuneo città tranquilla” dice qualcuno. Al Complesso Residenziale “Agorà Porta di Francia” non tutti concordano.
Mentre la sinistra cuneese continua a negare o a minimizzare il fenomeno della sicurezza urbana, uno degli amministratori di condominio del Complesso Residenziale “Agorà Porta di Francia” ha sporto una querela alla Polizia Locale per occupazione abusiva di aree private.
Nella querela si legge: “in data 8 ottobre 2026, verso le ore 15, ricevevo una chiamata da parte di un condomino di cui non ricordo il nome, che mi segnalava l’impossibilità ad aprire la porta di sicurezza posta al piano -1 ove vi sono i box auto del condominio Complesso “Agorà Porta di Francia” di cui sono Amministratore Condominiale, a causa della presenza di numero due persone sdraiate in mezzo a una serie di masserizie abbandonate, di cui la Polizia Locale ha effettuato rilievo fotografico, impedendo totalmente l’apertura a spinta verso l’esterno della porta dell’uscita di emergenza“.

Già solo per questo si dovrebbe iniziare a prendere atto del fatto che sono sempre più le situazioni di disagio che i cittadini si trovano a dover affrontare quotidianamente nell’indifferenza dell’assise politica cuneese.
La querela continua: “preciso che la proprietà di cui sopra fa parte delle parti comuni condominiali e che serve per uscita di sicurezza in caso di pericolo e come tale non può essere ostruita. Alle ripetute insistenze di lasciare libero il passaggio e abbandonare la proprietà privata, uno dei due soggetti, un maschio, abbandonava il sito prima dell’arrivo della polizia, preciso che non era persona da me conosciuta ed aveva un cappuccio in testa per cui non sarei in grado di riconoscerlo“.
In questi anni, a tutela dei residenti onesti e per bene del Quartiere Gramsci e del Complesso Residenziale “Agorà Porta di Francia”, è intervenuto – diverse volte – il Consigliere Comunale Noemi Mallone, “Fratelli d’Italia“, ma, con tutta evidenza, dal Comando di Polizia Locale e dalla Giunta si è sottovalutato il problema.
La querela si conclude così: “sopraggiungeva dall’esterno, Via San Giovanni Bosco, scendendo la scala esterna, una pattuglia della Polizia Municipale, la quale dopo aver svegliato la persona sdraiata a terra, provvedeva alla sua identificazione e al suo allontanamento. Riferisco che il fatto denunciato, si ripete, molto sovente, con soggetti non identificati, e in qualità di Amministratore Condominiale provvedo ad effettuare interventi come sopra riportato e alla pulizia dell’area a spese dei condomini“.

Cosa si aspetta dai piani alti della Sicurezza Cuneese – per esempio in sede del tavolo del Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica (COSP), che si riunisce in Prefettura – ad aumentare il pattugliamento e il controllo nei Quartieri Gramsci e Donatello?
Segnalazioni ce ne sono state già molte, querele ne sono state sporte, le archiviazioni non sono mancate.
Nella serata di ieri, giovedì 22 ottobre 2026, nella trasmissione “Dritto e Rovescio” su Rete4, cittadini di Parma hanno lamentato in diretta che sta diventando inutile sporgere querele all’Autorità Giudiziaria.
Le loro perplessità vanno capite perché le Forze dell’Ordine formalizzano correttamente la querela, fanno le indagini di polizia giudiziaria quando necessario, ma poi i querelanti trovano la solita Magistratura che procede all’archiviazione.
I cittadini stanno perdendo la fiducia nella Giustizia perché hanno ben compreso che esistono un buonismo e un permissivismo – specialmente nei confronti di maranza e immigrati – che hanno portato a quanto visto a Milano, Torino, Bologna, il fine settimana scorso.
Si vedranno dei cambiamenti, si assisterà ad interventi, o – come spesso accade in Italia – bisogna che “ci scappi il morto” o che avvenga qualche atto efferato, narrato poi dalle emittenti nazionali?

Il morto c’è già stato. E nulla è cambiato. https://www.lastampa.it/cuneo/2018/05/13/news/cuneo-trentatreenne-trovato-morto-per-le-scale-in-un-condominio-forse-overdose-1.34016497/
Si, vero. Dimenticavo il morto per “presunta” overdose. È incredibile vedere il lassismo di chi amministra dinanzi all’innegabile.