Copenaghen ha introdotto una politica alimentare nelle strutture pubbliche, comprese le case di riposo, per ridurre le emissioni di CO₂ legate al cibo, diminuendo, in taluni casi eliminando, il consumo della carne a favore degli alimenti vegetali.
Il 18 ottobre, il quotidiano Berlingske (il più antico quotidiano della Danimarca) riporta che si è arrivati al punto di negare a un anziano un piatto di manzo in occasione del suo compleanno in nome della riduzione delle emissioni di CO₂.
Riporta ancora che non si tratta di un caso isolato perchè in altre case di riposo gli ospiti si sono visti rifiutare la carne a causa degli obiettivi climatici del Comune.
Se i fatti sono questi, siamo davanti a un paradosso che ha dell’incredibile: nel nome di un pianeta più pulito, si finisce per dimenticare il rispetto dovuto alle persone.
La crociata climatica non risparmia più nulla: trasporti, riscaldamento, consumi e ora persino il piatto di un anziano in una casa di riposo, davvero siamo arrivati al punto in cui una bistecca diventa un problema ambientale più importante del desiderio, della dignità e della libertà di chi ha trascorso una vita intera lavorando e contribuendo alla società?
Nessuno contesta la necessità di ridurre gli sprechi o di tutelare l’ambiente, ma una cosa è promuovere scelte sostenibili, un’altra è trasformare le emissioni di CO₂ in un criterio capace di condizionare ogni aspetto della vita quotidiana, quando una statistica climatica pesa più del sorriso di un anziano nel giorno del suo compleanno, qualcosa si è profondamente capovolto.
Gli anziani non sono numeri in un bilancio ambientale, non sono consumatori da rieducare né bocche da disciplinare per far quadrare le percentuali delle emissioni, sono persone che meritano attenzione, rispetto e la possibilità di godersi un pasto senza sentirsi colpevoli di contribuire al cambiamento climatico.
Il caso di Copenaghen dovrebbe essere un campanello d’allarme: la sostenibilità, quando diventa un’ossessione burocratica, rischia di smarrire ogni senso della misura.
Il pianeta merita rispetto, ma anche le persone, e una società che sacrifica la libertà dei propri anziani sull’altare della CO₂ non sta necessariamente costruendo un futuro migliore, rischia soltanto di dimenticare il valore umano del presente.

Questi corrotti dalle multinazionali dell’ambiente ci porteranno alla rovina
Dopo avere distrutto il patrimonio industriale dell’auttomotive e le raffinerie dll petrolio, si stanno accanendo contro l’Uomo.Vigiliamo, xche i complici, pure loro corrotti rivestono cariche istituzionali anche in Italia