Cinquantasei dipinti, alcuni dei quali inediti e frutto di recenti attribuzioni, provenienti da collezioni pubbliche e private, presentati negli spazi del Palazzo Ducale di Urbino in una grande mostra antologica fino al 12 ottobre 2025
Prosegue dopo lo strepitoso successo della mostra del 2024 a Federico Barocci, un’altra, ad un altro grande artista:
unico e originale, dal talento innovativo: Simone Cantarini (1612-1648). Un giovane maestro tra Pesaro, Bologna e Roma”.
Gli ambienti del Palazzo Ducale di Urbino ospitano 56 dipinti del più grande pittore marchigiano del Seicento, nato nel 1612 a Pesaro e scomparso prematuramente nel 1648, a soli 36 anni, in circostanze ancora misteriose.
Il progetto espositivo – curato da Luigi Gallo (Direttore della Galleria Nazionale delle Marche) , Anna Maria Ambrosini (Docente di Storia dell’Arte Moderna all’Università di Urbino) e Yuri Primarosa ( funzionario storico dell’arte delle
Gallerie Nazionali d’Arte Antica Barberini Corsini di Roma) – vuole analizzare la pittura del Cantarini negli snodi significativi di una breve vita, mettendo in luce i temi e i modi del suo fare: dalla ritrattistica alla pittura sacra, dai quadri di devozione alle composizioni filosofiche e profane, attraverso una selezione di oltre cinquanta dipinti, alcuni dei quali inediti e frutto di recenti attribuzioni, provenienti da collezioni pubbliche e private, nazionali e internazionali.
La mostra è organizzata in collaborazione con le Gallerie Nazionali Barberini e Corsini di Roma. “La mostra è l’espressione di un museo che cresce e, scrive
nella presentazione Luigi Gallo Direttore Palazzo Ducale di Urbino/Direzione Regionale Musei Nazionali delle Marche , dopo la grande monografica su Federico Barocci, prosegue nella celebrazione degli artisti marchigiani, offrendo al pubblico la meravigliosa pittura di Simone Cantarini in cui si cristallizza l’eredità di una regione unica per varietà e importanza del patrimonio culturale che siamo chiamati a trasmettere e valorizzare, solidamente guidati dal superiore Ministero della Cultura”.
Per l’occasione, sono stati condotti diversi restauri e indagini diagnostiche su dipinti di collezioni pubbliche, non solo italiane, e altrettante sono state le scoperte di opere capitali sino ad oggi inedite o mai esposte al pubblico, come il licenzioso “Ercole e Iole” , proveniente da un’antica collezione privata, la preziosa “Madonna della rosa” datata 1642, o il seducente “San Giovanni Battista nel deserto”, geniale invenzione di Cantarini sinora documentata esclusivamente da diverse copie o repliche di bottega.
Un bellissimo “San Girolamo in meditazione”. La mostra è anche l’occasione per
celebrare l’ingresso, nelle collezioni di palazzo Ducale, delle opere del “Pesarese” che, dopo il deposito della collezione della Fondazione Cassa Risparmio di Pesaro e delle due grandi pale arrivate dalla Pinacoteca di Brera con il progetto 100 opere tornano a casa, presto si arricchirà di un ulteriore nucleo in deposito comprendente anche cinque dipinti di Cantarini.
Alla scuola di Guido Reni la scelta di andare a Bologna stabilmente verso la metà degli anni Trenta, alla scuola del maestro dei maestri del tempo: Guido Reni, dimostra come Simone Cantarini fosse pienamente consapevole che i centri della creazione artistica erano ormai lontani dalla sua patria nativa.
La spinta decisiva per muovere verso Bologna venne dall’arrivo nel Duomo di Pesaro, tra il 1631 e il 1633 circa della monumentale pala di Guido Reni per la cappella Olivieri, oggi alla Pinacoteca Vaticana.
Un altro fatto è certo: quando nel 1631 ci fu la Devoluzione del Ducato di Urbino
alla Chiesa e giunse il legato papale Antonio Barberini junior, il giovane Simone fu chiamato a ritrarlo.
Possiamo ammirare quei ritratti nel percorso della mostra: immediati, intensi sanno esprimere tutta la passione e anche l’inquietudine di quel giovane cardinale.
Una commissione così importante dimostra quanto i pittore fosse già molto considerato ed inserito ai più alti livelli e rimanda quindi ad una formazione avvenuta che, oltre al viaggio a Venezia attorno al 1627, dovette basarsi sullo studio, possibile fin dalla sua adolescenza, delle novità che giungevano da Bologna e dal divino Guido.
Guardano i stupendi capolavori giovanile di Cantarini, presenti in mostra – come”La Sacra Famiglia con Santa Caterina da Siena”, di Banca Intesa, la pala coi Santi Barbara e Terenzio, protettore di Pesaro, eseguita per la sua parrocchia o “l’Immacolata” oggi conservata alla Pinacoteca Nazionale di Bologna – sono già evidenti i frutti di questa ricca variegata educazione. 
La più importante fonte per Simone Cantarini, il bolognese Carlo Cesare Malvasia (1678), afferma quando giunse alla scuola dei Reni, attorno al 1635, era già un pittore fatto e formato, che si fingeva inesperto per poter carpire i segreti del grande maestro.
Nel percorso espositivo urbinate il pubblico si troverà davanti ad eccelsi capolavori come “La Madonna della rosa”di collezione privata, “il San Giacomo in gloria” del Museo di Rimini, “Amore disarmato delle ninfe” di collezione privata”, “il Giudizio di Paride” della Cassa di Risparmio di Pesaro e molti altri, tutti dislocati nelle sei sezioni della stupenda mostra, tutto per divulgare al pubblico l’opera di un importante pittore del XVII secolo il cui nome , è ancora oggi relegato ad una ristretta cerchia di storici dell’arte, appassionati di cultura barocca.
L’esposizione è accompagnata da un catalogo pubblicato da Officina Libraria, con gli scritti di: Anna Maria Massari, Daniele Benati, Andrea Bernardini, Tommaso Borgarelli, Valentina Catalucci, Marina Cellini, Nikita de Vernejoul, Luigi Gallo, Susanna Mari, Angelo Mazza, Eliana Monaca, Paola Nicita, Maria Maddalena Paolini e Yuri Primarosa, la raffigurazione delle opere presenti in mostra, ognuna corredata da una scheda esplicativa.
Descrizioni immagini:
Foto copertina catalogo
Foto 1 Simone Cantarini “Allegoria della Pittura” 1633-1635 circa olio su tela; cm 78×52 Repubblica di San Marino, Istituti Culturali Musei di Stato
Foto 2 Simone Cantarini “Ritratto del cardinale Antonio Barberini junior “, 1631 circa olio su tela; cm 80×64 Roma, collezione privata
Foto 3 Simone Cantarini “Adorazione dei Magi”, 1628-1630circa olio su tel, cm 208,5×154,5 Bologna, UniCredit Art Collection, Quadreria di Palazzo Magnani
Foto 4 Simone Cantarini “San Giacomo in gloria” 1642-1644circa olio su tela, cm 215×144 Rimini, Museo della Città “Luigi Tonini”
Foto 5 Simone cantarini “Riposo durante la fuga in Egitto”, 1635-1640 circa; Collezione privata
Foto 6 Simone Cantarini “San Girolamo assorto nella lettura” 1637-1639 circa olio su tela; cm 117×89
Foto 7 Simone Cantarini “Agar e Ismaele nel deserto con l’arcangelo Michele”, 1642-1645 circa , olio su tela, cm 50×77 Fano Pinacoteca san Domenico della Fondazione Cassa Risparmio
Foto 8 Simone Cantarini “Sacra famiglia con san Giovannino che bacia la mano a Gesù”, 1635-1640 circa olio su tela; cm 96×73 Roma galleria Borghese
Foto 9 Simone Cantarini “Vergine orante”, 1637-1645 olio su rame; cm 23×17,7 Collezione privata
Foto 10 Simone Cantarini “Ercole e Iole” 1642-1646 olio su tela; cm 182×120 Collezione privata
Le immagini che documentano il testo sono tratte dal catalogo della mostra:
“Simone Cantarini (1612 – 1648). Un giovane maestro tra Pesaro, Bologna e Roma”, a cura di Luigi Gallo , Anna Maria Ambrosini Massari e Yuri Primarosa”, Galleria Nazionale delle Marche Palazzo Ducale di Urbino, piazza Risorgimento 13, fino al 12 ottobre 2025. Orari dal Martedì a Domenica dalle 8.30-19.15. Telefono per informazioni +39 0722 2760.
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