Una visita del FAI di Torino annuncia la mostra che si apre il 7 giugno 2025
Ho scoperto la realtà storica e artistica di Verolengo e la famiglia dei pittori Augero grazie alla visita “A Verolengo, tra storia e relax” organizzata dal FAI di Torino, sabato 17 maggio 2025, insieme alla capogruppo Chiara Marinoni.
Guidati dalla restauratrice Tania Reano, dall’architetto Alberto Barbero e dai volontari della Fondazione Santuario della Madonnina di Verolengo, i partecipanti sono andati alla scoperta di tre chiese (San Giovanni, San Michele e la SS. Trinità), per poi raggiungere il Santuario.
Il pomeriggio si è concluso con un momento conviviale presso l’Enoteca Ebo’, con vista sul Santuario illuminato dal tramonto, con una “merenda sinòira”. Va detto che le chiese, la loro storia e le opere in esse contenute meriteranno uno specifico approfondimento.
Per quanto riguarda la famiglia e la Bottega degli Augero, partiamo da un antefatto. Nel 1977 un gruppo di dieci “artisti” di Verolengo e simpatizzanti dell’arte (Giancarlo Barbero, Massimo Brusatin, Pier Carla Coggiola, Luigi Cuocci, Flavio Frola, Gualtiero Marana, Maria Olivero, Mariuccia Passera, Adelmo Regis e Franco Tanini) crea il Gruppo Artistico Augero, con lo scopo di realizzare una collettiva di pittura che verrà allestita, durante le vacanze di Natale di quell’anno, nei locali della Macelleria Vittino. Il nome è stato scelto nome in omaggio a una dinastia di artisti e benefattori, la famiglia Augero, al cui interno due sono i nomi di spicco: Amedeo e Francesco. Oltre alle tante loro opere presenti a Torino e dintorni, i loro ateliers erano ubicati in piazza Vittorio Veneto 2 e in via Vanchiglia, quest’ultimo in luogo non ancora individuato.
Amedeo Augero (Verolengo, 1799 – 1885?) è documentato a Roma tra il 1833 e il 1838 dove, probabilmente nel proprio studio, espone copie da Raffaello e da Giulio Romano, vedute di genere cronachistico e ritratti, secondo un sistema di promozione privata in uso all’epoca e che riprenderà al suo rientro a Torino. Qui, all’Esposizione del Valentino del 1838 invia, tra gli altri, il dipinto “La Civica Amministrazione di Torino presenta a Monsignor Arcivescovo l’ordinamento del voto fatto in occasione del cholera – morbus” (Torino, Museo Civico, in deposito presso il Municipio), in cui le immagini dei notabili torinesi appaiono connotate da una resa maliziosa, quasi grottesca, che fa supporre un suo interessamento alla contemporanea caricatura francese diffusa dal foglio “La Caricature”. Su committenza regia eseguì alcuni ritratti di piemontesi illustri destinati alla Galleria del Daniels, a Palazzo Reale.
Negli anni successivi si allinea al genere e alle tematiche del romanticismo storico, con dipinti che sposano la tradizione barocca al gusto troubadour e che lo inseriscono nell’ambiente artistico prescelto dalla Corte per le opere di apologia dinastica (“Il matrimonio di Emanuele Filiberto”, esposto a Torino nel 1843, a Palazzo Reale).
Tale legame si allenta in seguito e il pittore si dedica ed espone quasi soltanto opere di soggetto religioso, con qualche digressione nella pittura di genere e nella ritrattistica (1850-1856). Numerose le tele e gli affreschi da lui realizzati per le chiese: Oratorio di San Filippo Neri, a Torino, oltre che a Verolengo, Carignano, Montanaro, Torrazza Piemonte, Crescentino e Cuneo.
Francesco Augero (Verolengo, 1829 – Torino, 1882), dopo avere vinto un concorso internazionale si trasferisce a New York. Risiede per molti anni oltre oceano, realizzando tra Stati Uniti e Argentina grandi opere a tema storico. Rientrato a Torino, lavora a dipinti di soggetto sacro: si ricordano in particolare le tele della Parrocchiale di Santa Maria Assunta a Feletto.
Una prima riscoperta degli Augero avviene nel 1935, quando il prof. Felice De Gioanni presenta una comunicazione, intitolata “I pittori Amedeo e Francesco Augero da Verolengo”, al XXVIII Congresso Storico Subalpino della Regia Deputazione Subalpina di Storia Patria, che si tiene a Casale Monferrato (AL) nei giorni 8/9/10 settembre. Il suo intervento è stato raccolto in un volumetto a stampa di 39 pagine, a cura dello Stabilimento Arti Grafiche.
Dieci anni fa è stato pubblicato il catalogo di una precedente mostra, “La Bottega degli Augero: percorsi d’arte a Verolengo”, svoltasi nel Salone Consiliare dell’ex Municipio e nella Confraternita della SS. Trinità. Ne è risultato un volume di 156 pagine che, a partire da cenni storici e biografici, ripercorre e illustra le opere d’arte realizzate dagli Augero.
Dopo la visita del FAI a Verolengo, con l’auspicio è di poter dare ulteriore luce a un immenso patrimonio artistico diffuso, il 7 giugno 2025, alle ore 17, nel Salone Consiliare dell’ex Municipio si inaugura la mostra “La Bottega degli Augero… 10 anni dopo”, un evento che si propone di unire la comunità in un viaggio emozionante tra ricordi, creatività e identità collettiva.
La mostra rimarrà aperta sino al prossimo 30 novembre, a ingresso libero, visitabile nei giorni di sabato e domenica, dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 18.
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