Esposte 29 fotografie originali di grande formato selezionate dal fondo di circa 700 fototipi e stampate da Enrico Peyrot, fino al 28 febbraio 2026
La chiesa di San Lorenzo di Aosta racconta attraverso la mostra, “Rosalie D’Hérin Seris (1871 – 1956). La prima fotografa in Valle d’Aosta”, la straordinaria vicenda della prima fotografa professionista che tra Ottocento e Novecento, ha anticipato il ruolo delle grandi autrici della fotografia contemporanea. La mostra realizzata dalla struttura attività culturali espositive e politiche identitarie
Regione autonoma Valle d’Aosta, è disponibile fino al 28 febbraio 2027, a ingresso libero. Il percorso espositivo si compone di una pregiata antologia di opere selezionate dalla curatrice Daria Jorioz, che tra i settecento fototipi originali negativi in bianco e nero alla gelatina – bromuro su lastra di vetro che compongono il Fondo Seris, ripercorre l’importante contributo della fotografia valdostana alla storia della fotografia. Ventinove immagini presentate in mostra, riprodotte in grande formato stampate filologicamente da Enrico Peyrot, alcune con procedimento ai sali d’argento, altre con tecnologia digitale.
“Questa iniziativa nasce con un doppio intento: recuperare la memoria di un’apripista della cultura valdostana, da una parte, dichiara l’Assessore all’Istruzione Cultura e Politiche identitarie Regione autonoma Valle d’Aosta Erik Lavevaz , e dall’altra continuare a dare all’Antica Chiesa di San Lorenzo ad Aosta il ruolo di vetrina della storia e dell’espressione artistica del nostro territorio”. I visitatori, vengono a conoscenza e possono apprezzare la vicenda di un’autrice che ha documentato la società della Valle d’Aosta attraverso la ritrattistica fotografica negli anni Venti del Novecento. Rosalie ed è stata la prima professionista in questo settore nella Regione Valdostana.“Le fotografie realizzate da Rosalie D’Hérin documentano il suo atteggiamento partecipe e umano verso gli altri, scrive nel saggio la curatrice Daria Jorioz, consegnandoci un racconto dinamico e vivace del suo duplice mondo, da un lato la società contadina delle sue origini, dall’altro la società borghese del turismo termale”.
Marie Rosalie D’Hérin Series è una figura atipica nella storia della fotografia in Valle d’Aosta. Nata (il 5 luglio del 1871 in una frazione Oley di Montjovet, in Valle d’Aosta e deceduta a Saint Vincent il 13 marzo del 1956 all’età di 84 anni) in un contesto contadino, nel suo destino sembra non esserci posto per grandi ambizioni. Nonostante Rosalie, provenisse da un ambiente contadino molto lontano dai grandi centri, aveva già i suoi precisi obbiettivi verso la fotografia, che in quei periodi la fotografia si stava trasformando da conoscenza tecnologica e pratica artigianale in vera attività commerciale. Nella seconda metà dell’Ottocento, infatti, fotografare non era ancora un
gesto quotidiano, in quanto le apparecchiature i materiali sensibili e le procedure di sviluppo e stampa richiedevano conoscenze tecniche, tempo e forti investimenti economici.
Il fotografo era generalmente un artigiano specializzato, spesso proprietario di uno studio capace di gestire sia la ripresa sia la successiva fase di lavorazione dell’immagine. Secondo le ricostruzioni oggi disponibili, il primo contatto che Rosalie, ebbe con la fotografia avvenne quando, poco più che ventenne, incontra un fotografo ambulante piemontese specialista in ritratti. La giovane decide di seguirlo per imparare l’utilizzo dell’apparecchio fotografico e poco più tardi trascorre alcuni mesi a Torino per apprendere e perfezionare la tecnica fotografica e di stampa, facendo poi ritorno in Valle d’Aosta, dove si specializza nel ritratto in studio e in esterno. I suoi clienti sono gli abitanti del luogo e i villeggianti della Fons Salutis di Saint Vincent, agiati borghesi che amano farsi ritrarre in gruppo nell’ambiente termale.
“In questo prezioso e straordinario fondo di lastre negative legate a Rosalie D’Hérin Seris, continua Daria Jorioz nel suo saggio, non vi è alcuna immagine che la ritragga con certezza. Non abbiamo nessun autoritratto, non sembra emergere nessun desiderio di indagare il proprio volto. Questo mi ha fatto ipotizzare quanti questa autrice sia stata severa, rigorosa, schiva e mi ha ricordato una celebre frase attribuita alla fotografa americana Lee Miller:” Preferisco fare una foto che essere una foto”. Forse anche Rosalie, interrogata, avrebbe risposto così”.
Questa prima retrospettiva monografica a lei dedicata e il volume che l’accompagna, sono un grande e doveroso omaggio alla determinazione e alla passione di una donna che ha saputo con le sue sole forze farsi strada sin dai primi anni del Novecento in un settore considerato prevalentemente maschile. Il catalogo pubblicato in bilingue italiano- francese, arricchito con un saggio di Daria Jorioz, riccamente illustrato con oltre 50 immagine che contestualizzano il valore storico e sociale dell’archivio valdostano. Il volume è pubblicato dalla Tipografia Valdostana.
Vademecum:
“Rosalie D’Hérin Seris (1871-1956). La prima donna fotografa in Valle d’Aosta”
Chiesa San Lorenzo Via sant’Orso
Orari: martedì – domenica dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 14.00 alle 18.00
Curatori Daria Jorioz
Ingresso gratuito
Telefono per Informazioni +39 0165 275937
Descrizione immagine:
Foto copertina: Rosalie D’Hérin Seris “Villeggianti Saint Vincent” anni 1920. Negativo b/n gelatina bromuro su lastra di vetro, 13x18cm @Archivio BREL – Fondo Seris
Foto 1 Rosalie D’Hérin Seris “Sposi e invitati, Valle D’Aosta”, anni 1920, Negativo b/n gelatina bromuro, su lastra di vetro 18×13 @Archivio BREL – Fondo Seris
Foto 2 Rosalie D’Hérin Seris “Donna in studio. Saint Vincent”, anni 1920 negativo b/n gelatina bromuro, su lastra di vetro 10x15cm @Archivio BREL- Fondo Seris
Foto 3: copertina catalogo
“Rosalie D’Eérin Seris (1871-1956). La prima donna fotografa in Valle d’Aosta”, a cura di Daria Jorioz
