Ventisei miliardi di euro per intervenire su fisco, sanità, pensioni, famiglie, lavoro e imprese
Il Governo ha varato l’ultima manovra finanziaria della Legislatura che inevitabilmente si porta appiccicata la patacca di legge elettorale seguendo la prassi sempre percorsa dalle opposizioni di ogni colore. Da un primo esame, tenuto conto della situazione internazionale, potremo definirla seria e responsabile. Vale 26 miliardi e concentra la maggior parte delle risorse sulle priorità della coalizione di governo: famiglia, natalità e ceto medio.
Circa 14 miliardi di euro saranno vincolati a investimenti su energia e difesa previsti dai vincoli europei. Poi, arriverà un altro tassello del taglio dell’Irpef per il ceto medio. Tra gli altri provvedimenti, figura l’esenzione – strutturale – del bollo auto, il “salvadanaio” previdenziale per i nuovi nati e il rafforzamento del congedo parentale (che passa da tre a quattro mesi con lo stipendio all’80 per cento).
Verrà poi introdotto un premio per i lavoratori under 30 e un voucher da 300 euro per le spese sanitarie degli anziani. La maggior parte delle risorse per la sanità, infine, saranno canalizzate negli aumenti salariali dei medici di pronto soccorso. “Abbiamo lavorato con grande serenità, con buon senso, con compattezza, guardando solo a quello che era meglio per i cittadini”, ha ammesso la premier Giorgia Meloni in conferenza stampa. Il “lavoro di squadra” dei ministri ha portato ad un’approvazione “serena” in Consiglio.
I soldi per finanziarie la manovra arriveranno da banche e assicurazioni, dopo un confronto, dapprima teso con gli istituti che alla fine hanno ceduto a un corposo contributo da 5,5 miliardi di euro. Il settore finanziario ha compreso la situazione “e condiviso la necessità di dare una mano”, ha detto Meloni, nonostante non ci sia stato margine per raggiungere un accordo preventivo. Altri 700 milioni arriveranno dalle società energetiche e 700 dai giochi.
“Non è una manovra contro qualcuno”, ha chiarito la presidente del Consiglio. Il momento è complesso, ed è stato chiesto “a chi ha meno problemi” di dare una mano. Lo Stato darà il buon esempio con circa un miliardo di tagli ai ministeri.
Gli alleati di governo si dicono soddisfatti. Matteo Salvini ottiene l’estensione della flat tax fino a 100mila euro ed esulta per il fondo da 850 milioni per la flessibilità in uscita. Anche se la proposta del leader della Lega sul pensionamento a 64 anni, al momento in bilico, potrebbe costare il doppio, circa 1,6 miliardi di euro. “All’interno della manovra ci saranno delle risorse per il caro materiali delle opere pubbliche”, ha spiegato il vicepremier.
“Il problema non riguarda solo il Terzo Valico Milano-Genova, ma tutte le opere pubbliche in Italia anche per i comuni di mille abitanti perché queste maledette guerre stanno portando a un aumento del costo delle materie prime, non solo energia e carburante, ma bitume, plastica, acciaio e cemento”, ha aggiunto Salvini.
Anche Antonio Tajani accoglie con favore i provvedimenti in Legge di bilancio. Tutto quello che ha chiesto Forza Italia è arrivato: dal taglio, seppur limitato dell’Irpef e la proroga di sei mesi della plastic e sugar tax (un’altra delle tante assurdità imposteci dall’UE) .
“Avevamo chiesto di non toccare le banche di credito cooperativo, quelle di prossimità e di non tassare i profitti”, ha detto il ministro degli Esteri. “Ma il contributo chiesto anche ai grandi operatori dell’energia ha reso il tutto più equo. Io sono contro la tassa sugli extraprofitti, ma è giusto che chi ha utili significativi contribuisca di più. Mentre abbiamo protetto le fondazioni bancarie. Che tireranno fuori pochissimo, perché aiutano il terzo settore”, ha evidenziato Tajani.
Con l’approvazione del Consiglio dei ministri si apre ora la fase parlamentare. L’esame partirà dalla Camera, con le prime audizioni previste dal 9 novembre. La disponibilità per gli emendamenti parlamentari dovrebbe aggirarsi intorno ai 300 milioni di euro.
Restano da definire alcuni aspetti, soprattutto in materia previdenziale, mentre il confronto politico si concentrerà sull’effettiva portata degli sgravi fiscali, sulle risorse per la sanità e sui contributi richiesti ai settori finanziario ed energetico. Il ministro Giorgetti ha già rivolto un appello alle forze politiche affinché il Parlamento mantenga la linea di prudenza adottata dal governo. Una richiesta che dovrà misurarsi con le rivendicazioni dei partiti della maggioranza e con le critiche delle opposizioni, in un confronto destinato ad accompagnare la legge di bilancio fino alla sua approvazione definitiva.
