“Farei studiare a tutti la fede musulmana” Matteo Zuppi arcivescovo di Bologna e presidente della Cei
Ogni mattina alle ore 7:00 do un primo sguardo ai giornali, leggo i titoli degli articoli che leggerò durante l’arco della giornata, e mi accingo a fare colazione. Ieri no! Ieri la mia colazione si è raffreddata perché la mia attenzione è stata catturata da un articolo apparso su un quotidiano che non ho potuto non leggere tutto e immediatamente.
Il titolo dell’articolo:“I vescovi italiani tengono lezioni di islam. La Cei lancia le schede da usare nelle scuole “per superare i pregiudizi” e segnala la penuria di moschee”. E l’autore dell’articolo esordisce:“La Cei lancia le schede per insegnare la religione musulmana durante l’ora di religione cattolica. Surreale l’intervento del cardinale Zuppi: “Manderei tutti a scuola di islam”.
Le ‘schede’ sono contenute in un volume intitolato “Schede per conoscere l’Islam” redatto dalla Cei e dal Pisai (Pontificio Istituto di Studi Arabi e d’Islamistica), ed è un sussidiario didattico e formativo che dovrebbe essere utilizzato dagli autori di libri scolastici e per la formazione degli insegnanti di religione cattolica. Il volume è stato presentato all’ambasciata dello Stato italiano presso la Santa Sede del Vaticano.
Si tratta di una vera ingerenza ecclesiastica dei vescovi cattolici nell’ordinamento giuridico italiano in materia di istruzione, stante il disposto dell’art. 33 della Costituzione che sancisce che “la Repubblica detta le norme generali sull’istruzione”, sebbene i libri di testo e il loro contenuto con gli insegnamenti cattolici, ai sensi degli accordi del Concordato dei Patti Lateranensi del 1929 tra Vaticano e Stato Italiano, debbano essere definiti attraverso un accordo bilaterale tra il Ministro dell’Istruzione e del Merito e la Cei. Ancora di più appare un’invasione di ‘campo’ di stampo ideologico la pretesa d’imporre altra religione nella scuola pubblica oltre quella cattolica, che dopo la modifica del Concordato dei Patti Lateranensi del 1984, non è più la religione di Stato, che ha assunto l’attuale veste di Stato laico.
Ma la Cei, incurante di tutto ciò, oggi esplicitamente promuove l’islamismo come religione modello, incurante del fatto che essa è l’unica religione presente in Italia che non ha mai sottoscritto un concordato con lo Stato italiano a causa della incompatibilità dei suoi precetti religiosi con la Costituzione italiana, e a causa della mancanza di trasparenza su chi e come la finanzia, quali organizzazioni essa finanzia (jihad) e su come nomina e istruisce i suoi imam.
I vescovi italiani portatori del messaggio universalista di fratellanza della religione cattolica, in un impeto di buonismo distopico e lontano dalla realtà civile, pongono sull’altare cattolico la religione islamica per superare i pregiudizi che su di essa sono stati creati dalla civiltà occidentale, perché in realtà il mondo musulmano “vive i valori della pace, della misericordia, dell’amore verso il prossimo” (Wasim Salman, Preside del Pisai). Viene subito da pensare che il Preside Salman a furia di frequentare i cattolici abbia copiato i valori della cristianità, che nel loro Corano vengono riconosciuti solo tra loro fedeli del profeta.
Durante la presentazione viene anche detto che la divulgazione di queste schede avviene per “assicurare alla scuola italiana testi per l’insegnamento della religione cattolica di qualità”, e mi chiedo… solo perché promuovono l’insegnamento dell’islam dimostrando quanto l’ecumenismo e il dialogo interreligioso della Cei progressista sia pregno di bontà e verità?
Don Alberto Gastaldi, rettore dell’ufficio nazionale per l’Educazione, la Scuola e l’Università, della religione cattolica, sempre durante la presentazione delle schede, ha dichiarato che:“in un’aula scolastica conoscere l’islam attraverso strumenti affidabili e rispettosi, non significa abdicare alla propria identità, bensì esercitare quell’umanesimo integrale che sa fare spazio all’altro”. A dir poco stucchevole e storicamente ipocrita, questa considerazione mette in evidenza come facendo spazio sul nostro altare maggiore all’islam, senza alcuna reciprocità, significa che si vuole ridefinire l’identità del cattolico, anche quando proprio quell’altare viene costantemente profanato anche dai fondamentalisti islamici. Atti vandalici, crocifissi distrutti, paramenti e ostie consacrate rubate, chiese bruciate in tutta Europa vengono documentati e monitorati a migliaia dalle forze dell’Ordine e dall’Osservatorio sull’intolleranza e la discriminazione contro i cristiani in Europa, ma nessuno ne parla, e nessun vescovo ne fa pubblica denuncia.
Le parole di don Gastaldi, unico corretto interprete dell’anima dell’islam, bruciano come legna bagnata gettata nel fuoco ardente, creano solo fumo e confusione. Sono parole che disconfermano le denunce degli intellettuali cattolici e laici studiosi dell’islam, sulla sua natura contraria ai valori occidentali, e quindi sull’impossibilità della sua integrazione nella nostra cultura. Le parole di quest’uomo bruciano come tutti i cristiani cattolici perseguitati e uccisi in Africa (Sudan, Nigeria, Eritrea, Somalia, Mozambico, Mali, Burkina Faso, Libia, Niger) dai musulmani, le loro vite e le loro chiese non valgono niente, non vengono citati nei loro sermoni da perbenisti e non vengono difesi...neanche con le parole.
Ecco allora che, nonostante tutto, i vescovi con tono sfacciato e con i loro strumenti, da loro stessi giudicati ‘affidabili e rispettosi’, cercano di lustrare l’immagine dell’islam, imponendo la sfida del dialogo interreligioso a senso unico per il bene della pace e della reciproca convivenza.
Lamentano i vescovi che ci sono troppe poche moschee in Italia, e non obiettano alcunché quando vengono bruciate dai musulmani le chiese cristiane non solo in Africa ma anche in Europa. Ma certo lo faranno perché sono woke, l’eredità lasciata da Bergoglio: sono inclusivi e vogliono integrare l’islamismo al punto tale da confonderlo con la religione cattolica. Ci sarebbe da dire peggio di quelle dirigenze scolastiche che hanno imposto la dieta halal a scuola o le gite nelle moschee dove bambini delle primarie si sono dovuti inginocchiare davanti all’imam che impartiva loro lezioni sugli infedeli non musulmani.
E ancora, ci spiegano i vescovi, con la loro interpretazione corretta e autentica che l’islam non è la religione della violenza contro l’infedele cristiano, e che i versetti del Corano che inneggiano alla guerra si riferiscono “in linea di massima solo alla guerra difensiva”.
Loro, i vescovi, che strigliano lo Stato italiano che sta cercando di porre rimedio alla violenza conclamata anche con atti terroristici di certe frange fondamentaliste islamiste, e che cerca di fare rispettare i nostri valori occidentali di democrazia e libertà.
Dulcis in fundo, a chiosa della conferenza di presentazione delle schede, arriva la dichiarazione del Presidente della Cei, l’arcivescovo Matteo Zuppi: “manderei tutti a scuola di islam!”, e invita tutti, giornalisti compresi, a dismettere i pregiudizi islamofobi contro la cultura e la religione islamica.
Insomma, è nel volume che porta le 25 schede della Cei che viene raccontato il vero islamismo! Tutto il resto, fatti compresi, sono solo fuffa, parola di vescovi!
N.B. Questo articolo è stato confezionato con RSS (Ricerca, Studio e Scrittura) dell’autrice senza alcun ausilio della A.I.

Non ci sono parole😭mi viene solo da piangere
Ma il reato di apostasia, non contemplato dall’ordinamento laico italiano, è a tutti gli effetti presente nei paesi mussulmani?
E quando si parla del “prossimo” secondo i vescovi, di cosa si sta’ parlando?
Ho come l’idea che in realtà molti, troppi sostenitori del “vero cristianesimo” siano in realtà dei “pagani”, Bergoglio in cima alla lista…..
Il vero cristianesimo negli ultimi secoli in ambito occidentale secondo me ha visto qualche sprazzo di luce, tutto il resto ha ruotato intorno a interessi economici e politica, soprattutto quel buonismo molto caro alla “chiesa di Roma”, che con il cristianesimo non ha nulla in comune! Senza dimenticare la realtà malata dell’inquisizione.
Padre Minutella ritorna presto con tutti noi!
Con Bergoglio, falso Papa, l’apostasia della chiesa é diventata visibilissima ai cristiani specialmente se praticanti nella vera fede e Zuppi é il braccio destro di Bergoglio! Zuppi dovrebbe vergognarsi per quello che ha saputo fare negli anni del papato bergogliano ! Quest’ ultima poi sull’insegnamento della religione cattolica con quella islamica si somma a tutte le altre eresie!! Sono da tempo in piena apostasia poiché la massoneria ecclesiastica vive tranquillamente in Vaticano! Quella con Bergoglio ed ora con Prevost non è più la chiesa cattolica, ma è una falsa Chiesa che non ha nulla a che fare con gli insegnamenti di Gesù Cristo! La vera chiesa Cattolica Apostolica continua in un piccolo resto di fedeli che rimangono ancorati alla parola di Dio grazie ad alcuni veri Sacerdoti , veri pastori di anime che per non accettare le eresie e altre falsità sono stati scomunicati da un papa falso e idolatro come Bergoglio!! Queste scomuniche non valgono nulla soprattutto agli occhi di Dio ed io personalmente aderisco alla vera Chiesa Cattolica Apostolica di sempre seguendo un vero percorso di fede con i Sacerdoti del Sodalizio Mariano guidato da Padre Alessandro Minutella!