Oltre centocinquanta fotografie curate da Philippe Ribeyrolles , studioso e nipote del celebre fotografo protagonista in mostra al Centro Saint Benin di Aosta fino al 9 novembre 2025, presenti anche sculture, pitture, documenti di Brassaï che non fu solo fotografo, ma anche pittore, scultore, intellettuale
Le sale del Centro Saint Benin di Aosta ospitano fino al 9 novembre 2025 la grande fotografia internazionale con la
mostra “Brassaï. L’occhio di Parigi”. L’eccezionale retrospettiva promossa dall’Assessorato Beni e attività culturali, Sistema educativo e Politiche per le relazioni intergenerazionali della Regione Autonoma Valle d’Aosta, prodotta da Silvana Editoriale , curata da Philippe Ribeyrolles, studioso e nipote del fotografo che detiene un’inestimabile collezione di stampe di Brassaï nonché un’estesa documentazione relativa al suo lavoro di artista.
Il pubblico che si appresterà nel visitarla potrà ammirare i ritratti di personaggi celebri, i graffiti di Parigi, le famose vedute notturne della città e le sue architetture, gli interni dei locali della periferia, la gente comune, in un percorso ricco di sorprese. Le immagini in bianco e nero che Brassaï ha dedicato a Parigi sono celebri e affascinanti eccezionali. “ Ogni mostra – e ogni investimento pubblico che l’accompagna – afferma Jean – Pierre Guichardaz – Assessore ai Beni e alle Attività culturali, Sistema educativo e Politiche per le relazioni intergenerazionali Regione Autonoma Valle d’Aosta – è stata considerata uno strumento per suscitare emozioni, generare conoscenza, stimolare senso critico e competenze, costruire alfabeti comuni.
Il lavoro pluriennale realizzato dall’Assessorato regionale sulle mostre – continua Guichardaz – è il risultato di una meditata visione culturale, sociale e politica: quella di utilizzare il linguaggio della fotografia per raccontare l’umano, per costruire visioni, per educare lo sguardo. La scelta di Brassaï si inserisce con coerenza in questo percorso: un fotografo umanista che ha saputo raccontare una città, ma soprattutto le sue anime, le sue luci, le sue ombre, il suo tempo”. Il percorso espositivo presenta più di centocinquanta opere d’epoca, oltre a sculture, documenti e oggetti appartenuti al fotografo, per un approfondito e inedito sguardo sull’opera di Brassaï, con particolare attenzione alle celebri immagini dedicate alla capitale francese e alla sua vita.
Le sue fotografie dedicate alla Ville Lumiere – dai quartieri operai ai grandi monumenti simbolo, dalla moda ai ritratti degli amici artisti, fino ai graffiti e alla vita notturna – sono oggi immagini iconiche che nell’immaginario collettivo identificano immediatamente il volto di Parigi. La mostra proposta al Centro Saint Bénin di Aosta presenta non solo le più importanti fotografie dedicate alla capitale francese, ma tutto il lavoro dell’autore ungherese, naturalizzato
francese. Le fotografie esposte raccontano la vita e la società del tempo, invitando a riflettere sulla ricchezza di un passato che ci appartiene e restituendoci un ritratto visivo straordinario della capitale francese.
Ungherese di nascita – il suo vero nome è Gyula Halász, sostituito dallo pseudonimo Brassaï in onore di Brassó, la sua città natale – ma parigino di adozione, Brassaï è stato uno dei protagonisti della fotografia del XX secolo, definito dall’amico Henry Miller “l’occhio vivo” della fotografia. In stretta relazione con artisti quali Picasso, Dalí e Matisse, e vicino al movimento surrealista, a partire dal 1924 fu partecipe del grande fermento culturale che investì Parigi in quegli anni, Brassaï è stato tra i primi fotografi in grado di catturare l’atmosfera notturna della Parigi dell’epoca e il suo popolo: lavoratori, prostitute, clochard, artisti, girovaghi solitari.
“Se volessi tentare di descrivere l’originalità di Brassaï , afferma, Daria Jorioz – Dirigente della struttura Attività espositive e promozione identità culturale – attraverso le sue fotografie direi che la sua spinta creativa è stata
quella di creare e scoprire l’inaspettato, andando a cogliere un guizzo di luce nell’oscurità, riuscendo a fermare un attimo di poesia nella miseria quotidiana, considerare ogni essere umano interessante e unico, a sorridere delle meschinità del mondo, celebrando la bellezza sensuale di un sorriso o l’ambiguità di un gesto rubato, raccontando la strada deserta alla fine della notte e bucando il buio con una macchina fotografica”.
Nelle sue passeggiate il fotografo non si limitava alla rappresentazione del paesaggio o alle vedute architettoniche, ma si avventurava anche in spazi interni più intimi e confinati, dove la società si incontrava e si divertiva. È del 1933 il suo storico volume “Paris de Nuit” un’opera fondamentale nella storia della fotografia francese. Le sue immagini furono anche pubblicate sulla rivista surrealista “Minotaure”, di cui Brassaï divenne collaboratore e attraverso la quale conobbe scrittori e poeti surrealisti come Breton, Èluard, Desnos, Benjamin Péret e Man Ray.
“Esporre oggi Brassaï – afferma Philippe Ribeyrolles, curatore della mostra – significa rivisitare quest’opera
meravigliosa in ogni senso, fare il punto sulla diversità dei soggetti affrontati, mescolando approcci artistici e documentaristici;significa immergersi nell’atmosfera di Montparnasse, dove tra le due guerre si incontravano numerosi artisti e scrittori, molti dei quali provenienti dall’Europa dell’Est, come il suo connazionale André Kertész.
Quest’ultimo esercitò una notevole influenza sui fotografi che lo circondavano, tra cui lo stesso Brassaï e Robert Doisneau”. Brassai appartiene a quella “scuola” francese di fotografia definita umanista per la presenza essenziale di donne, uomini e bambini all’interno dei suoi scatti sebbene riassumere il suo lavoro solo sotto questo aspetto riduttivo. Oltre ala fotografia di soggetto, la sua esplorazione dei muri di Parigi e dei loro innumerevoli graffiti testimonia il legame di Brassaï con le arti marginali e l’art brut di Jean Dubuffet.
Nel corso della sua carriera il suo originale lavoro viene notato da Edward Steichen , che lo invita a esporre al Museum of Modern Art (MoMA) di New York nel 1956: la mostra “Language of the Wall, Parisian Graffiti
Photographed by Brassaï” riscuote un enorme successo. I legami di Brassaï con l’America si concretizzano anche in una assidua collaborazione con la rivista “Harper’s, di cui Aleksej Brodovič fu il rivoluzionario direttore artistico dal 1934 al 1958.
Per “Harper’s Bazaar” il fotografo ritrae molti protagonisti della vita e letteraria francese, con i quali era solito socializzare. I soggetti ritratti in questa occasione saranno pubblicati nel volume “Les artistes de ma vie” del 1982, due anni prima della sua morte. Brassaï scompare il 7 luglio 1984, subito dopo aver terminato la redazione di un libro su Proust al quale aveva dedicato diversi anni della sua vita. Brassaï verrà sepolto nel cimitero di Montparnasse, nel cuore della Parigi che ha celebrato per mezzo secolo. “ Questa mostra è un omaggio alla fotografia , dichiara Laura Montani– Soprintendente per i Beni e le Attività culturali Regione Autonoma Valle d’Aosta – all’arte e alla storia, viste attraverso gli occhi di uno dei suoi protagonisti più sensibili e visionari. Un invito a osservare la realtà con curiosità, passione e spirito critico”. 
Brassaï, un artista poliedrico il cui sguardo acuto e poetico sulle sue opere ,continua a ispirare e far sognare generazioni. La mostra è accompagnato da un ricco e bellissimo volume rilegato con copertina cartonata edito da Silvana Editoriale, curato da Philippe Ribeyrolles, le sue pagine contemplano oltre duecento stampe d’epoca, e presentano un’approfondita e inedita documentazione sull’opera di Brassaï.
Descrizione immagini: Foto immagine locandina
Foto 1 Brassaï “Autoritratto in Boulevard Blanqui”, 1931-1932, stampa vintage 29,5x23cm ©Estate Brassaï Succession – Philippe Ribeyrolles
Foto 2 Brassaï “Donna a passeggio con un cane al Bois de Boulogne”, anni Trenta ©Estate Brassaï Succession Philippe Ribeyrolles
Foto 3 Brassaï “Marlene”(Marlene Dietrich dopo il trionfo nell’angelo azzurro), 1937 © Estate Brassaï Succession – Philippe Ribeyrolles
Foto 4 Brassaï “Il bacio”, 1935-1937 circa © Estate Brassaï Succession – Philippe Ribeyrolles
Foto 5 Brassaï “ Coppia di amanti in un piccolo caffè in Place d’Italie” , 1932 circa © Estate Brassaï Succession – Philippe Ribeyrolles
Foto 6 Brassaï “Bagno in un Bordello sulla Rue Quincampoix” 1932 circa, © Estate Brassaï Succession – Philippe Ribeyrolles
Foto 7 copertina catalogo, Brassaï “Coppia alla Balera quatre – saisons in Rue de Lappe”, 1932 © Philippe Ribeyrolles
Le immagini che documentano il testo sono state tratte dal catalogo della mostra:
Aosta : “Brassaï. L’occhio di Parigi”, a cura di Philippe Ribeyrolles , Centro Saint Benin Via Festaz 2 Orari Martedì – Domenica 10.00 – 13.00 e 14.00 – 18.00 Lunedì chiuso. Per informazioni tel.0165.272687
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