Cinquanta opere e più, dal Medioevo all’Ottocento tra paesaggi, allegorie e vita quotidiana, nella mostra allestita al Castello Buonconsiglio di Trento curata da Dario De Cristoforo Mirco Longhi e Roberto Pancheri , fino al 15 marzo 2026
In occasione dei Giochi Olimpici e Paraolimpici Invernali Milano Cortina 2026, il Castello del Buonconsiglio di Trento offre al pubblico una suggestiva mostra,“L’inverno nell’arte. Paesaggi, allegorie e vita quotidiana”, curata Dario De Cristoforo, Mirco Longhi e Roberto Pancheri. L’esposizione è inserita nel Progetto Combinazioni dedicata all’inverno , visto attraverso il genio degli artisti nel passato.
La stagione fredda con i suoi paesaggi allegorie e scene di vita quotidiana diventa protagonista nei dipinti, nelle sculture, nelle porcellane e nelle incisioni. Tradizionalmente, immaginato come un vecchio infreddolito, l’inverno conosce nei secoli una molteplicità di interpretazioni spesso associate alle attività tipiche della stagione, al gelo, alla sterilità della natura e all’ultima età della vita umana.
Tali motivi appaiono intimamente connessi tra loro, in un gioco di continui rimandi
semantici e simbolici, dovuti alla visione antropocentrica dell’universo che per secoli ha dominato la cultura occidentale. Tuttavia, a partire dalla celebre battaglia a palle di neve di torre Aquila a Trento, prende piede un diverso approccio iconografico, più libero, in cui il gioco e lo svago, e non solo le sfide del clima rigido, sono al centro della rappresentazione.
Francesca Gerosa – Assessore all’Istruzione, cultura, per i giovani e le pari opportunità”Un racconto di quello stile e di quella quotidianità del vivere la stagione fredda che, se ha sempre caratterizzato la nostra terra, ha visto susseguirsi inevitabili trasformazioni e necessari cambiamenti e che proprio il patrimonio culturale, materiale e
immateriale, quale testimone eccellente ed eminente riesce a restituirci in chiave riflessiva e critica”.
La mostra si divide in otto sezioni, con opere d’arte dal Medioevo all’Ottocento, che esplorano la stagione più fredda dell’anno: l’inverno, raffigurandola come allegoria dell’ultima parte della vita dell’uomo, ma anche nella rappresentazione del paesaggio, culminando con le raffigurazioni dei pittori fiamminghi e quindi alla nascita del paesaggio invernale.
Raffaele De Col – Direttore ad interim Castello del Buonconsiglio Monumenti e collezioni provinciali- “L’evento racconta, per la prima volta in Italia,come gli artisti del nostro passato abbiano interpretato la stagione fredda tra lealtà e immaginazione, vita quotidiana e simbologia. Il progetto ha visto la partecipazione attiva di molti Musei provinciali, accomunati da una visione condivisa raccontare il legame tra
cultura e sport, entrambi strumenti di conoscenza, partecipazione”.
Il percorso espositivo inizia accogliendo, il visitatore con le note dell’Inverno opera di Vivaldi, e introducendolo ai temi della mostra con la riproduzione del mese di Gennaio, affresco del 1440 circa che si trova nella Torre Aquila di Trento. Segue il capolavoro di Peter Brugel il Giovane Adorazione dei Magi nella neve, in trasferta dal Museo Correr di Venezia.
La seconda e la terza sezione sono dedicate alla rappresentazione delle allegorie dell’inverno, immortalato dagli artisti come un vecchio nudo e infreddolito , a volte invece come una donna che si riscalda vicino al fuoco o come un gruppo di bambini che giocano sulla neve. Tra queste opere spiccano alcune incisioni di Giulio Romano, Johann Sadeler e Antonio Tempesta, provenienti dai Musei Civici di Monza e dal Castello Sforzesco di Milano, una terracotta dello scultore barocco
Giovanni Bonazza, porcellane di Meissen, dipinti di Vittorio Amedeo Rapous e Giuseppe Nogari.
La quarta sezione è dedicata alla visione dell’inverno nelle opere dei pittori lombardi Pietro Bellotti, Giacomo Ceruti e Antonio Cifrondi, con opere provenienti dalla Pinacoteca Nazionale di Bologna e dalla Pinacoteca Tosio Martinengo. La quinta sezione presenta opere della vita quotidiana e delle tipiche attività che si svolgono durante la stagione fredda: dalla macellazione del maiale, raffigurata in un magnifico dipinto della cerchia di Jacopo Bassano proveniente dal Museo di Castelvecchio di Verona, alla raccolta della legna; dai corsi d’acqua ghiacciati utilizzati come strade di passaggio a scene di mercato invernale, rappresentate in un dipinto di Sinaldo Scorza provenienti dai Musei di Strada Nuova di Genova. 
La sesta sezione è dedicata alle attività ludiche invernali: molte le scene di pattinatori sul ghiaccio, ma non mancano i giocatori di curling o di chi si diletta a lanciare palle di neve, tutte scene ben documentate nelle opere di Jan Wildens e Barent Avercamp. All’aspetto ludico si unisce in questi dipinti la rappresentazione delle classi più umili, per le quali i mesi più freddi dell’anno hanno in ogni epoca rappresentato una sfida per la sopravvivenza. La settima sezione è riservata alla slitta vista come opera d’arte: sono esposti tre esemplari settecenteschi da parata, accompagnati da accessori come scaldino, una sonagliera e un trattato di fine Settecento sulle slitte.
L’ultima sezione è dedicata al paesaggio innevato, con opere di Marco Ricci, Francesco Fidanza e Luigi Casali. Accompagna l’esposizione il catalogo pubblicato dalla Dario Cimorelli editore che riporta le opere presenti in mostra che spaziano dalla pittura alla
grafica, dalla scultura alla porcellana, proponendo un ricco ventaglio di approfondimenti sull’iconografia della stagione fredda, tra allegoria e presa diretta sulla realtà, in un arco cronologico che va dal tramonto del Medioevo e si spinge fino all’Ottocento.
Il volume è completato dai saggi dei curatori Dario De Cristoforo, Mirco Longhi Roberto Pancheri. Completano l’indagine poi con altri due saggi di Tiziana Gatti e Maddalena Ferrari che offrono uno sguardo inedito sulle slitte da parata e sulle magnifiche stufe in maiolica del Castello del Buonconsiglio.
La mostra e il catalogo, quindi offrono un viaggio affascinante, sull’iconografia dell’inverno, sulla percezione del
paesaggio invernale e come a cambiato lungo i secoli.
Descrizione immagini
Foto copertina catalogo Jan Wildens, Pattinatori su ghiaccio(Gennaio)”, particolare, circa 1614 Genova ©Musei di Strada Nuova, inv.PB 93
Foto 1 Maestro Venceslao (doc. 1393-1415) “Dicembre” circa1400 dipinto murale Trento, torre Aquila
Foto 2 Ignoto veneto “Gennaio e Febbraio in Missale romanum”,Venezia 1521 stampa acquerellata su carta, 330x480mm Trento © castello del Buonconsiglio Monumenti e collezioni provinciali, inv.FSM28
Foto 3 Giovanni Bonazza “Inverno”, circa 1710 terracotta 32x23x15cm Casalserugo (Padova) © Collezione Gallo
Foto 4 Pittore ignoto da Giuseppe Arcimboldo “Allegoria dell’inverno”, circa 1590-1600 olio su tela74x55cm Trentino,
collezione privata
Foto 5 Francesco Ladatte e bottega “Allegoria dell’inverno”, 1740-1745 terracotta 32,26×15,5 cm Torino © Museo di Arti Decorative Accorsi – Ometto, inv. SC 19-1/MP 1426
Foto 6 Pittore lombardo “Contadina con scaldino, prima metà del XVIII secolo, olio su tela, 143x83cm Trento © Castello del Buonconsiglio Monumenti e collezioni provinciali inv. MPA 1851
Foto 7 Thomas Heeremans “Paesaggio invernale, 1684 olio su tela, 69x93cm Verona,© Musei Civici – Museo di Castelvecchio inv. 4017-18644
Foto 8 Pittore tirolese “Coppia di pattinatori (L’inverno) circa 1750 olio su tela, 67x40cm Trento,© Castello del Buonconsiglio Monumenti e collezioni provinciali, collezione Claudio Grezler
Foto 9 Luigi Casali “Paesaggio invernale”, 1857, olio su tela , 143x163cm Trento,© Fondazione Filarmonica
Foto 10 Manifattura veneta “Slitta da parata”XVIII secolo legno dipinto, metallo e cuoio, 270x204x87cm Trento © castello del Buonconsiglio Monumenti e collezioni provinciali, inv. PAT 554755
Le immagini che documentano il testo sono tratte dal catalogo della mostra:
“L’inverno nell’arte. Paesaggi, allegorie e vita quotidiana , curata da Dario De Cristoforo, Mirco Longhi, Robero Pancheri, Castello del Buonconsiglio di Trento, fino al 15 marzo 2026, Orari da Martedì alla Domenica dalle 9,30 alle 17.0 (Lunedì chiuso)visite guidate ogni sabato alle 15.00
