Quasi cinquanta opere in sei sezioni tematiche, dai celebri manichini, alle Piazze d’Italia alle nature morte ai celebri cavalli, tutto per onorare il grande Maestro padre della metafisica in un unicum esposto alla Galleria Comunale d’Arte Contemporanea di Monfalcone, ingresso libero fino al 6 aprile 2026
I riflettori della Galleria Comunale d’Arte Contemporanea di Monfalcone si riaccendono su una grande mostra per
onorare il padre della Metafisica, “Giorgio de Chirico. La meccanica del pensiero” a cura di Cesare Orler , fino al 6 aprile 2026. L’esposizione promossa e realizzata dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Monfalcone in sinergia con la Regione Friuli Venezia Giulia, rientra nella tematica di Go!2025 Nova Gorica e Gorizia Capitale europea della cultura 2025”.
Luca Fasan , Sindaco e Assessore alla Cultura del Comune di Monfalcone”Sento profondamente viva in me la volontà di custodire e tramandare alle nuove generazioni l’eredità che i grandi maestri del Novecento hanno lasciato al nostro Paese e più in generale al mondo tutto. La rassegna sul grande maestro, padre della Metafisica, ricostruisce il percorso creativo dell’artista, restituendo al pubblico la sua poliedrica e geniale personalità come pittore, scultore, scrittore, letterato, amante della sua terra d’origine e del nostro Paese. Tale progetto, continua Luca Fasan nel saluto istituzionale, è frutto di un meticoloso lavoro di
relazione portato avanti da questa amministrazione con le più importanti autorità Culturali legate all’arte di questo Paese, grazie anche alle quali abbiamo regalato alla città mostre straordinarie e di livello assoluto, facendo conoscere Monfalcone come città della cultura e Polo internazionale di bellezza”.
La mostra attraverso una selezione di quasi cinquanta dipinti dislocata in tre sale suddivise in sei tematiche si affrontano tutti i temi principali della pittura dechirichiana. Solo sei di queste opere esposte provengono da istituzioni museali tra cui il MART di Rovereto (Trento), la GNAMC di
Roma e la Casa Remo Brindisi di Comacchio ( Ferrara), le altre opere, tutte da collezioni private, appartenenti a collezionisti residenti all’estero, probabilmente, dopo la fine della mostra di Monfalcone non torneranno mai più in Italia. “Basterebbe solo il nome a “ far tremar le vene e i polsi”. Scrive il curatore Cesare Orler. E non v’è artista più complesso, affascinante, impegnativo, seducente da raccontare per un critico d’arte del nostro “oggi”, sia questo navigatissimo professionista che, come il sottoscritto, giovane “alle prime armi”, se il confronto in atto è con la grande letteratura che da sempre lo accompagna”.
Nella prima sezione il pubblico incontra l’arte sulla Neometafisica, dove si spiega le ragioni della ripresa di determinati soggetti e del rifacimento, a più riprese e per diverse ragioni, delle prime opere metafisiche(1912-1918), quando si cercherà di mettere in luce il diverso stile pittorico, più legato al realis
mo ritrovato negli anni Trenta, e il metodo compositivo che si basa sul principio della «variazione sul tema» giustapponendo i più celebri soggetti. Dopo una sequenza di trovatori metafisici e Piazze d’Italia ci si collega a una serie di Paesaggi tra cui spiccano due celebri capolavori di vedute di Venezia, il Porto di Genova, una veduta di Rapallo e un paesaggio con i ruderi romani chetestimoniano l’inizio di una fase che potremmo definire tranquillamente post-metafisica della sua produzione e si distingue per uno stile molto diverso dalle sue opere giovanili: in queste, evidente appare un “ritorno all’ordine” per il quale il Maestro di Volos cerca ispirazione nella pittura dei maestri del Rinascimento e del Barocco, soprattutto veneziano, come Tiziano, Canaletto e Francesco Guardi. Pur non essendo più strettamente metafisiche, queste ope
re mantengono però un’atmosfera sospesa, enigmatica, tipica della prima produzione dell’artista. Permane infatti quell’idea di lungo immobile e atemporale evidenziate da scene deserte prive di figure umane.
Non poteva mancare una sezione dedicata alle figure e ai Ritratti in cui a un autoritratto sono affiancati tre ritrattifemminili e una composizione di figure in un paesaggio ameno. Questi cinque dipinti ci permettono di analizzare alcune caratteristiche stilistiche comuni come ad esempio l’assenza drammatica di movimento – i soggetti sembrano sospesi, contemplativi, in uno stato di quieta estraniazione, in stile fluido e versatile che vede un continuo alternarsi di tempera, olio e velature, un intenso lavoro su panneggi e vesti che diventano protagonisti insieme al volto che viene spesso idealizzato, quasi mitizzato e infine il tentativo di sintetizzare il passato e presente attraverso una classicità allegorica che convive con un sottotesto psicologico e metafisico. 
Segue una sezione sulle nature morte in cui, partendo da una natura morta del 1923, si attraversa tutta la produzionepittorica del Maestro Giorgio de Chirico, soffermandosi sul cambiamento stilistico, sull’impasto sempre più morbido e sul suo gusto classico e realista. Il percorso espositivo si avvia alla conclusione nella sala del primo piano in cui i disegni condividono lo spazio con i suoi iconici cavalli e cavalieri. Il disegno ha avuto un ruolo fondamentale per Giorgio De Chirico, tanto nella fase giovanile quanto in tuta la sua lunga carriera. Era per lui non solo uno strumento preparatorio, ma anche un mezzo autonomo di espressione artistica, teorica e poetica.
Scrisse: «Tutto nella pittura è problema di disegno» a testimonianza di quanto fosse in lui radicata l’idea che la pittura dovesse partire dal disegno. Per q
uanto riguarda il secondo argomento di questo sala, Giorgio de Chirico attribuì al cavallo un ruolo profondamente simbolico all’interno delle sue opere, che mutò nel tempo passaggio dalla fase metafisica a quella barocca e infine a un classicismo più narrativo. La rassegna è accompagnata da un importante catalogo pubblicato da Gaspari Editore, dove le immagini delle opere presenti in mostra sono riprodotte, accompagnate dai saggi dal curatore Cesare Orler, Francesco Mutti, Elisa Prete, Elena Lazzarini e Andrea Daffra, il tutto contribuisce a valorizzare nel tempo l’opera del grande Maestro: Giorgio de Chirico, che la città di Monfalcone le rende omaggio con questa grande iniziativa.
Descrizione delle immagini:
Foto copertina catalogo
Foto 1 Giorgio de Chirico “Piazza d’Italia con monumento di un uomo politico”, iniziata nel 1965 e terminata entro la prima metà anni Settanta”olio su tela, 50x40cm. Collezione privata
Foto 2 Giorgio de Chirico ” I frutti dell’autunno”, 1923 olio su tela, 46,5x62cm, Collezione privata
Foto 3 Giorgio de Chirico “Venezia (Chiesa della salute)”, primi anni Sessanta olio su tela,50x70cm Collezione privata
Foto 4 Giorgio de Chirico ”Bagnanti”, olio su tela, 50x60cm., Collezione privata
Foto 5 Giorgio de Chirico “Cavalli sull’Ellesponto”, 1936 circa, olio su tela, 38,5×45,5cm., Collezione privata
Foto 6 Giorgio de Chirico “Cavallo in riva al mare” (1965), matita e acquerello su cartone, 300x400mm. MART, Museo di arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto. Collezioni Greti e Franco Miraglia © Archivio fotografico e Mediateca Mart
Foto 7 cartolina della mostra
Le immagini che documentano il testo sono tratte dal catalogo della mostra:
“Giorgio de Chirico. La meccanica del pensiero”, a cura di Cesare Orler, Galleria Comunale d’Arte Contemporanea , Piazza Cavour 44 Monfalcone, fino al 6 aprile 2026, ingresso libero. Orari di apertura: Mercoledì 10.00-13.00; Venerdì, sabato, domenica e festivi 10.00 – 13.00/15.00-19.00 , Visite guidate Venerdì 17,30, sabato, domenica, festivi 11.00,16.00, 17.30; per informazioni 0481 494177/371
