È stata inaugurata la mostra del pittore Pasquale Filannino presso AD MAIORA ART, in via Santa Maria 4/C
A Torino, domenica 8 febbraio 2026, è stata inaugurata la mostra personale del pittore Vincenzo Filannino presso AD MAIORA ART, in via Santa Maria 4/C, con la partecipazione di Lillo Baglio, intenditore d’arte figurativa, e non solo che rifiuta la definizione di “critico”, e di numerosi pittori torinesi.
Lillo Baglio come buon conoscitore dell’ambiente artistico torinese, ha brevemente, ma abilmente, tratteggiato le personalità e la produzione di Pasquale Filannino.
Pasquale Filannino nato a Cerignola (Foggia) nel 1942, vive e lavora da tempo a Torino tanto da essere definito torinese d’adozione. Fertile, estroso, multiforme, comincia a dipingere con l’acquerello sotto la guida di Angelo Bosio. Dall’acquerello all’olio il passo è breve: egli trova così la sua vera vocazione, la ricerca del colore e del segno. Tipiche della sua produzione sono le tele “cloisonné”.

Lillo baglio nella sua breve presentazione, con toni cordiali che sottolineano la sua lunga amicizia con Filannino, ha illustrato come questa tecnica sia insolita poiché a una geometria di base – costituita da un iniziale, attento processo grafico – fa riscontro una gioiosa tavolozza. Le aree cromatiche di colore uniforme giustapposte non appaiono più separate dai profilati scuri e sottili, ma unite in un risultato finale che ricorda le vetrate delle cattedrali gotiche. Una tecnica che permette a Filannino, “inventore” torinese di questo stile, di ritrarre i soggetti più vari, a partire da elementi della natura, come i paesaggi, per poi estendersi ai più vari soggetti, inserendo memorie, passioni, un intimo desiderio di pace e di purezza. Lillo Baglio ha concluso con l’augurio che l’artista possa essere conosciuto su scala nazionale, come uomo del Sud che ha portato bellezza e colori.
Silvana Gatti, artista e collaboratrice della rivista Art&trA, ha poi sottolineato il dinamismo delle opere di Filannino in contrasto solo apparente con la campitura del soggetto ritratto tipica della sua tecnica.

In questa sua personale, Filannino propone tele “cloisonné” dai colori particolarmente vivaci e gioiosi, che ritraggono figure iconiche della sua vasta produzione, ovvero lo Charlot di Charlie Chaplin, visto nel finale del film “Tempi Moderni” e in altre figurazioni, anche in compagnia di personaggi amati da Filannino, come Chet Baker, Louis Armstrong, Arlecchino, una modella con una Vespa scooter, in una composizione ispirata agli anni Sessanta e una spregiudicata modella ispirata agli anni Settanta.

Tre quadri rientrano nel suo originale nuovo filone “animalier” che ritrae gatti e cani, sempre con tecnica “cloisonné”, impiegando colori solo in apparenza improbabili visto il risultato particolarmente felice.

Diversi artisti torinesi hanno partecipato all’inaugurazione della mostra, manifestano il loro apprezzamento per l’attività di Filannino; tra questi abbiamo riconosciuto Gianfranco Anastasi, Simone Baldi, Martino Bissacco, Ettore Della Savina, Silvana Gatti, Maurizio Prina, Ciro Spinapolice, Umberto Zullo.
La mostra personale di Pasquale Filannino sarà visitabile dal 10 febbraio fino al 16 febbraio, dalle ore 14:30. Si svolge presso AD MAIORA ART, in via Santa Maria 4/C.
Questa nuova e interessante realtà nel panorama delle gallerie d’arte torinesi – scaturita dall’iniziativa benemerita di Alessio Torzi – merita veramente l’augurio “Ad maiora!”.

