Immagine creata da Fabio Mandaglio
Ma per l’AMA il genere è uno spettro
In Genesi, primo libro della Torha ebraica e della Bibbia cristiana, si legge che “Dio creò l’uomo a sua immagine: maschio e femmina (1,27-28)” e Trump, nel suo discorso di insediamento, ha detto che la politica ufficiale del governo degli Stati Uniti prevederà solo due “generi”, maschio e femmina.
L’autoritario tycoon ancora una volta Presidente ha precisato poi, in uno dei tanti ordini esecutivi firmati subito dopo il giuramento, che il “sesso”, maschio o femmina, viene assegnato alla nascita e non è modificabile e a tutti è sembrato a questo punto che non avesse le idee chiare sulle nozioni di “genere” e di “sesso”; ma in un successivo intervento ha precisato, certo per ragioni governative e di economia politica, che il termine da usare nel mondo del lavoro dovrà essere quello di sesso non quello di genere.
Il sesso per natura non è stabilmente binario e, per la scienza, è nelle caratteristiche biologiche e anatomiche di una persona. Il genere è nei mutevoli tratti sociali e culturali che qualificano la persona in termini di mascolinità o femminilità ed è pertanto una entità fluida, che per l’American Medical Association (AMA) è uno spettro e per la Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) è un costrutto sociale.
L’uguaglianza fra uomo e donna è nell’art. 1 della Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo adottata a Parigi il 10 dicembre 1948 dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite, ma la distinzione tra maschi e femmine, per tradizione, è stata sempre determinata con riguardo agli aspetti fisici anatomici sessuali, che fissavano sin dalla nascita la gerarchia dei ruoli giacché, sempre per tradizione, delegata alla biologia la inferiorità femminile, si organizzava la società secondo i generi uomo/maschio dal ruolo attivo e donna/femmina dal ruolo passivo.
A questi due generi, distinti per sesso, l’Australian Human Rights Commission ne ha aggiunti altri 21, distinti invece per caratteristiche diverse: omosessuali, bisessuali, transgender, trans, transessuali, intersex, androgini, agender, crossdresser, drag king, drag queen, genderfluid, genderqueer, intergender, neutrois, pansessuali, pan gender, third gender, third sex, sistergirl, brotherboy. Gli smanettoni su Internet potrebbero imbattersi in siti che arrivano alla elencazione di una settantina di generi, tra i quali c’è “bear” – orso – che distingue gay o bisessuali pelosi, robusti e mascolini.
La ricerca accademica, intanto, per la quale il giudizio di corrispondenza del sesso assegnato alla nascita col proprio genere è intimo e personale, si va interessando da qualche tempo, col rigore scientifico di sempre, alla “sessualità grigia” la quale, nello spettro delle varianti, sta cercando un proprio posto tra la “asessualità”, che si caratterizza per l’assenza di attrazione sessuale verso qualsiasi altro genere e la “allosessualità”, che non fa distinzione di alcun genere quanto alla attrazione sessuale.
Sesso, genere, identità di genere, orientamento sessuale e loro varianti occupano molto spazio sui social, e inducono spesso a considerazioni nate dal personale sentire e lontane da qualsiasi serio e condivisibile ragionamento. Ci sono, però, siti affidabili, con articolati glossari i cui vocaboli sono spesso fonte, per tanti, di non poco morbosa curiosità, che però potrà essere stemperata dalle esaurienti spiegazioni di portata scientifica del giusto link consultato.
Citiamo, a tal proposito, di un ente pubblico [email protected], dell’Ordine degli psicologi della Lombardia il glossario in https://www.opl.it/public/files/17141-OPL_Dossier-LGBT+_singolapdf.pdf e quello della Università per stranieri di Perugia in https://www.unistrapg.it/it/unistrapg-inclusiva/identita-espressioni-di-genere-e-orientamenti-sessuali; interessante anche https://modenapride.it/scopri/glossario-lgbtiq.
Sono siti che, con altri altrettanto affidabili riportano ampie accezioni socio-psico-medico-culturali tipiche della complessa materia, che trascende la biologia degli esseri umani. Questi costrutti, per la estrema mutevolezza della nostra vita individuale e di relazione nel nostro sociale dai confini sempre più labili, sono altrettanto mutevoli nel tempo e nel luogo e catalogarli in schemi o generi dalle componenti loro comuni e stabili è sempre più arduo.
Un uomo, una donna, possono sentire in ogni momento della propria vita la propria identità diversa da quella che è stata loro attribuita o da essi percepita in un momento diverso. Il sesso non può essere definito in termini strettamente biologici né può essere determinato immutabilmente alla nascita e, quanto al genere, non possono essere ignorati i suoi vari aspetti sociali e identitari, tutti mutabili nel tempo anche con processi di andata e ritorno allo stato precedente.
I grandi cambiamenti culturali della nostra epoca postmoderna, che molto risentono anche degli incontenibili flussi migratori e dei facili e velocissimi contatti transnazionali sui social, hanno innovato il modo di intendere la sessualità tra la gente e la accettazione delle differenze sessuali ha sgretolato il muro atavico della mascolinità e della femminilità.
Si impone, quindi, una revisione critica di questo fenomeno epocale con la presa d’atto della visione sociale attuale la quale, forse prima di quella scientifica, è per la inclusività liquida di tutte le figure umane, tanto se nettamente distinte quanto se decisamente contrarie ad ogni retriva aspettativa o anche se estremamente prossime l’una all’altra o ad altre, nello sfumato d’uno spettro dai contorni equivoci.
Dal punto di vista della accettazione pubblica della diversità e del valore collettivo di ciò che non è identico, ai fini di una ragionevole convivenza civile tra persone differenti, scevra da stereotipi e pregiudizi, questo approccio inclusivo comporta il riconoscimento del diritto di ognuno di identificarsi nel modo che meglio ritenga lo rappresenti e a questa rappresentazione che ognuno fa e dà di sé, quale essa possa essere e sia di fatto, comunque, va conferito il debito riconoscimento sociale e ogni doverosa protezione legale.
Si vales, vàleo.

Leggere, informarsi, aggiornarsi; confrontarsi, non pontificare,il tema non puo’ e non deve avere talebani dalle posizioni rigide e dal giudizio approssimativo.Diamo valore alla dialettica, non alle posizioni preconcette.