Smentita categorica del Segretario Generale Provinciale Eugenio Bravo:”La vicenda sarà oggetto di azione legale”
Eugenio Bravo, Segretario Generale provinciale del SIULP, ha smentito categoricamente quanto riportato nell’articolo intitolato “Trait d’union”, di un quotidiano cittadino nel quale gli viene attribuito, un presunto ruolo di collegamento e di possibile mediazione in vista di un’alleanza politica tra soggetti e forze politiche.
“Si tratta di una ricostruzione del tutto infondata – ci ha detto – priva di qualsiasi fondamento e la respingo con assoluta fermezza. Personalmente non svolgo alcun ruolo di “pontiere” né sono impegnato nella costruzione, nella mediazione o nella promozione di accordi politici o di futuri progetti di alleanza tra le realtà citate nell’articolo”.
L’attribuzione di simili funzioni, specifica Bravo, significa introdurre nella narrazione giornalistica circostanze e ruoli che non corrispondono alla realtà.
Bravo vuole altresì evidenziare che la partecipazione del segretario provinciale a un’iniziativa pubblica, per portare i saluti propri e del sindacato che rappresenta, non può essere arbitrariamente trasformata in un indizio di intese politiche, né utilizzata per accreditare ipotesi di accordi o strategie che non esistono.
“Non è la prima volta – ribadisce il Segretario del SIULP di Torino Eugenio Bravo – che vengo tirato in ballo in ricostruzioni giornalistiche riguardanti presunti intrecci con la politica. Già in una precedente occasione il mio nome era stato impropriamente associato, a livello locale, a una vicenda riguardante uno schieramento politico”.
Una vicenda che, nei termini in cui era stata rappresentata, semplicemente non esisteva:
“Oggi ci ritroviamo nuovamente di fronte a un’altra ricostruzione che mivorrebbe addirittura nel ruolo di “pontiere” per possibili accordi e alleanze politiche. Non siamo quindi di fronte a una semplice interpretazione di fatti realmente accaduti, ma all’attribuzione di ruoli e circostanze inesistenti. Non è tollerabile che il nome di un rappresentante sindacale venga ripetutamente tirato in ballo per costruire scenari politici del tutto inventati, con il rischio di compromettere rapporti personali, sindacali e istituzionali e di mettere in difficoltà chi, come me, ha precise responsabilità nei confronti dei colleghi che rappresenta”.
Eugenio Bravo ricopre infatti un incarico di responsabilità all’interno della più grande organizzazione sindacale di polizia e risponde del proprio operato ai colleghi che rappresenta, nel rispetto del mandato ricevuto e dell’autonomia del SIULP:
“Proprio per questo, attribuirmi ruoli politici inesistenti significa espormi ingiustamente, io e l’organizzazione sindacale, a equivoci, strumentalizzazioni nei rapporti con altre realtà, comparti e istituzioni. Il diritto di cronaca e la libertà di stampa sono principi fondamentali, ma devono essere esercitati nel rispetto della verità dei fatti e della necessaria distinzione tra notizie, interpretazioni e mere supposizioni”.
Bravo sottolinea inoltre come non sia accettabile che si attribuiscano a una persona ruoli politici mai assunti, trasformando circostanze pubbliche in presunte strategie o intese prive di riscontro:
“Per queste ragioni, anche quest’ultima vicenda sarà oggetto di azione legale, a tutela della persona, della reputazione e del ruolo sindacale da me ricoperto nonché dell’immagine del SIULP. Ritengo inaccettabile che vengano attribuiti fatti, ruoli e presunti accordi politici che non possono coinvolgere il SIULP di Torino e il suo Segretario. Intendiamo tutelare nelle sedi competenti ogni diritto leso da simili”.
La smentita è netta e inequivocabile: nessun ruolo di pontiere, nessuna mediazione politica, nessun accordo e nessun progetto di alleanza riconducibile a Eugenio Bravo:
“Ogni diversa rappresentazione è destituita di fondamento e viene respinta con la massima fermezza. Il SIULP di Torino continuerà a svolgere la propria attività sindacale con autonomia, responsabilità e trasparenza, senza accettare che supposizioni o ricostruzioni prive di riscontri vengano presentate come fatti, con possibili ricadute sulla credibilità dei propri rappresentanti e sulla serenità dei rapporti istituzionali”.
