Un libro capace di restituire dignità e profondità a una delle famiglie più influenti e tormentate della storia valdostana
Con “Tout est et n’est rien. I XVII conti di Challant” (Edizioni Pedrini, 2025), Ezia Bovo firma un’opera che riesce a essere insieme saggio storico, romanzo corale e meditazione sulla fragilità del potere. Il risultato è un libro che si legge con il piacere della narrazione e la solidità della ricerca, capace di restituire alla dinastia dei Challant non solo la cronologia dei fatti, ma soprattutto la loro dimensione umana, politica e simbolica.
La storia della contea di Challant, ricostruita attraverso diciassette racconti consecutivi, è un viaggio che parte dal 1424, quando Amedeo VIII di Savoia eleva Francesco di Challant al rango comitale, e si conclude nel 1796 con la morte dell’ultimo erede, Francesco Maurizio Gregorio.
Tra questi due estremi si snoda una vicenda fatta di cavalieri e dame che sembrano usciti da un affresco tardogotico; castelli, feudi, franchigie e cariche di corte; matrimoni strategici e alleanze mutevoli; interminabili dispute ereditarie che consumano generazioni.
Ezia Bovo mostra con chiarezza come il titolo comitale, più che un privilegio, sia stato spesso una maledizione ereditaria, un fardello che ha alimentato rivalità interne, contese giudiziarie e perfino guerre familiari.
La struttura in racconti permette all’autrice di dare voce a ciascuno dei diciassette protagonisti – uomini e una donna, Catherine di Challant – includendo anche figure che la storiografia ufficiale tende a marginalizzare, come Enrico di Chissé.
Questa scelta non è solo narrativa: è un gesto critico, un modo per interrogare la tradizione e restituire complessità a una genealogia spesso semplificata.
Il motto di casa Challant, “Tout est et n’est rien”, diventa così la chiave di lettura dell’intero volume: tutto esiste e insieme svanisce, il potere è solido e fragile, la gloria è effimera, la memoria selettiva.
Tra le figure più affascinanti che Ezia Bovo riporta alla luce troviamo Renato di Challant, luogotenente del duca Carlo II, il cui ritratto è ancora oggi visibile a Palazzo Reale di Torino; Carlo Emanuele Madruzzo, principe vescovo di Trento; Francesco Maurizio Gregorio, scienziato e imprenditore, ultimo conte della casata.
Sono personaggi che attraversano la grande storia europea, sempre in dialogo con Casa Savoia, fino alla fine del Settecento.
Il volume è impreziosito da un ricco corredo di immagini tratte dal volume di Giuseppe Giacosa “Castelli Valdostani e Canavesani” (1896). Le tavole di Chessa e Turletti non sono semplici illustrazioni: diventano finestre visive su un mondo feudale che il testo ricostruisce con cura.
La copertina, con il blasone dei Challant tratto dal castello di Issogne, aggiunge un ulteriore livello di suggestione, quasi un invito a entrare nella camera privata del conte Renato.
Il merito maggiore di Ezia Bovo è quello di trasformare una complessa vicenda dinastica in una narrazione viva, accessibile, mai banalizzata. Il lettore si trova immerso in una lunga saga familiare che attraversa epoche, territori e poteri, e che parla – in fondo – di temi universali: l’ambizione, la fragilità delle istituzioni, il peso delle eredità, la lotta per la legittimità, il rapporto tra memoria e oblio.
“Tout est et n’est rien. I XVII conti di Challant” è un’opera colta ma scorrevole, rigorosa ma narrativa, capace di restituire dignità e profondità a una delle famiglie più influenti e tormentate della storia valdostana. Un libro che piacerà agli appassionati di storia medievale e moderna, agli amanti delle genealogie nobiliari, ma anche a chi cerca una lettura che unisca documentazione e storytelling.

Ezia Bovo – Valdostana, laureata in sociologia, giornalista pubblicista. Appassionata di storia e di archeologia industriale, ricerca tracce di uomini del passato che con azioni nel loro presente hanno inciso l’evoluzione del futuro. Nei suoi lavori ne riporta poi testimonianza, affinché non si disperdano negli strati della storia frammenti che spiegano particolarità del nostro quotidiano. Direttore responsabile di organi di informazione istituzionali, ha collaborato alle pagine locali di testate nazionali. Impegnata nella promozione di eventi turistico culturali, è autrice di testi per trasmissioni televisive e radiofoniche ed ha contribuito alla realizzazione di documentari di carattere storico. Moderatrice in festival letterari, ha curato biografie di personaggi del passato.
Ezia Bovo
Tout est et n’est rien i XVII conti di Challant
Edizioni Pedrini, Pont-Saint-Martin (AO), 2025, pp. 112, 18,00 €
