Un volume di Pier Giorgio Corino e Massimo Robotti recensito da Alessandro Mella
Negli ultimi decenni è cresciuta in modo significativo e pienamente percettibile l’attenzione verso la storia militare italiana. A lato di questo interessante fenomeno è cresciuto anche lo studio delle artiglierie e delle fortificazioni. Non che nel passato ciò mancasse ma questo nuovo corso ha permesso l’approfondimento di vari temi nonché una vivace e preziosa produzione bibliografica.
Veri giacimenti di conoscenza per appassionati e studiosi.
In questo contesto benefica è l’uscita del recente volume che, per l’editore Baima Ronchetti di Castellamonte, hanno dato alle stampe Pier Giorgio Corino (le cui opere e benemerenze nel settore hanno del leggendario) e Massimo Robotti.
Vinadio, terra alpestre di confine, è una felice località montana ove sorge, tra l’altro un celebre forte ottocentesco. È questo il luogo che fa da sfondo all’approfondimento oggetto di questo libro.
Sulla fine del XIX secolo, infatti, presso queste fortificazioni si decise di sperimentare i modernissimi cannoni a sfera di produzione tedesca. Opera dei tecnici a disposizione delle celeberrime industrie ed acciaierie Krupp. Una novità assoluta che riscosse l’interesse delle autorità militari italiane. Spesso accusate ingiustamente di passatismo endemico ed invece attente ai mutamenti sebbene, alle volte, in difficoltà nell’applicarli poi su larga scala.

Presso le casematte in pietra del forte di Vinadio, dunque, l’artiglieria italiana provvide ad installare alcuni di questi pezzi per ragioni di studio. Un percorso durato quasi un decennio attraverso prove ed esperienze dirette al fine di valutare al meglio l’efficacia di questi innovativi cannoni. Percorso che condusse, alfine, all’installazione ulteriore di due pezzi in una batteria dedicata.
Fu indiscutibilmente un passo avanti, un salto nel progresso, che, come specificano gli autori, rese il forte di Vinadio il più moderno e temibile tra quelli delle nostre difese fisse nazionali.
Grazie ai documenti ed alle numerosissime immagini (planimetrie, foto, disegni, progetti e molto altro ancora), Corino e Robotti accompagnano i lettori in questa avventura tecnica che i nostri artiglieri vissero a fine ‘800.
Epoca in cui le fortificazioni giocavano ancora un ruolo chiave nella geopolitica e nelle scienze militari. Ruolo che rimase saldo fino all’avvento, nel secolo successivo e delle guerre moderne quando i grandi forti si piegarono o furono aggirati dalla guerra motorizzata e da modernità e mobilità crescenti.
Il volume, in definitiva, raggiunge pienamente il suo scopo affascinando pagina dopo pagina. Il formato, poi, permette d’apprezzare pienamente schemi tecnici ed immagini. L’opera giova al lettore e non può che, tra l’altro, far rinnovare il desiderio di visitare i luoghi qualora già non lo si sia fatto.
Un libro, dunque, che non può mancare tra gli scaffali degli studiosi ed appassionati di storia militare e che, vivamente, si consiglia.
Alessandro Mella

Pier Giorgio Corino e Massimo Robotti
I cannoni a sfera del forte di Vinadio e le artiglierie corazzate di fine Ottocento
Editrice Tipografia Baima-Ronchetti 2025
Pp. 178, brossura, EAN: 9791255570981
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