Il 3 agosto 2025 inizia una nuova stagione artistica
Il Museo a Cielo Aperto di Camo (MCA), frazione di Santo Stefano Belbo (CN), è una di quelle sorprese che non ti aspetti. Il Museo nasce dall’amore per il territorio, da ricordi di infanzia condivisi e dal desiderio di scegliere l’arte come strumento di valorizzazione di un piccolo luogo (non più Comune) delle Langhe cuneesi.
Goffredo Casalis così descrive Camo, nel suo Dizionario geografico storico statistico commerciale degli Stati di S.M. il Re di Sardegna:
« CAMO (Camum), com. nel mand. di s. Stefano Belbo, prov. e dioc. d’Alba , div. di Cuneo. Dipende dal senato di Piem., intend. prefett. ipot. d’Alba, insin. di Cortemiglia, posta di Canelli.
È detto Camulum in un diploma del 1001 dato dall’imperatore Oddone III, a favore del marchese di Torino Ulderico Manfredo padre della celebre marchesa Adelaide. In esso gli conferma gli altri suoi possedimenti nel contado d’Alba. Dopo la morte di Adelaide, Bonifacio marchese di Savona e del Vasto, avendo occupato questa terra, la trasmise a Guglielmo suo figliuolo, stipite dei marchesi di Busca, dai quali essa venne ai marchesi del Carretto. La ebbero un tempo gli astesi con s. Stefano e con gli altri vicini luoghi intorno al Belbo.
Poichè questi si diedero al re di Provenza Roberto, Camo fu occupato dai marchesi di Monferrato, dai quali col trattato di Cherasco venne ceduto ai Duchi di Savoja. Lo ebbero in feudo i signori Beccaria, Grattarola, Incisa conti di Grognardo.
È discosto un miglio da s. Stefano Belbo, e sette da Alba. Siede sopra un alto monte; le vie per salirvi sono carreggiabili.
Tre comunali strade di qua si dipartono: una, da levante, conduce. a s. Stefano Belbo; un’altra, da mezzodì, tende a Cossano; la terza, da ponente, scorge a Mango, e al capo luogo della provincia.
Sonovi alcune selve folte di castagni, roveri, e pini.
Trovansi cave di pietra che si riduce ad uso di pavimenti e di balconi.
La chiesa parrocchiale è sotto il patrocinio di s. Pietro in Vincoli.
Si usano i pesi e le misure del Piemonte.
I terrazzani di Camo sono molto robusti, ed applicati ai lavori campestri.
Nel territorio si trova: arenaria più calcarea che selciosa, di color bigio molto oscuro. Della regione Ozjosa, posta a tramontana, e di proprietà del signor Francesco Varrino. Questa cava è ora abbandonata.
Popolazione 200. »
In breve, ecco la storia di questo anomalo ed eccezionale museo. Nel 2013 in questo angolo incontaminato di mondo, Claudio Lorenzoni ha spalancato le porte ad artisti provenienti da tutta Italia, ospitati ogni anno in una residenza ad hoc, o in occasione di eventi specifici.
Il Museo è visitabile gratuitamente tutti i giorni dell’anno da chiunque sia in cerca di ispirazione.
Fino ad oggi oltre 400 artisti si sono lasciati incantare dal profilo della chiesa e del campanile di Camo, scoprendo quanto sia straordinario godere, durante una giornata dal cielo limpido, della vista di uno scorcio dell’arco alpino. Illustratori, fotografi, pittori, scultori e street artist sono stati folgorati da questo sito piccolo minuscolo e autentico, che si è trasformato in un punto di riferimento per gli appassionati italiani di arte contemporanea. La simbiosi tra artista e territorio ha generato opere di vari generi che non raccontano soggetti predefiniti in modo razionale, ma emozioni e suggestioni che non si possono descrivere a parole.
Andrea Ravo Mattoni, Sergio Padovani, Mr. Fijodor, RefreshInk sono solo alcuni degli artisti che hanno fatto di Camo la tela dei loro capolavori.
In questo angolo di Langa, lontano dalle trafficate strade di fondovalle, il tempo sembra essersi fermato, sino a fluire più lentamente, e prende per mano i visitatori, regalando loro un’esperienza di vita totalizzante tra arte, natura e tradizioni locali. Camo infatti non è solo una meta turistica riconosciuta a livello nazionale, ma una finestra da cui sporgersi con entusiasmo, certi che il panorama saprà stupirci e accarezzarci con infinita delicatezza.
Il Museo a Cielo Aperto di Camo raccoglie oltre 90 opere, distribuite perlopiù lungo un percorso all’aperto che si snoda tra le vie del paese e i filari di viti. Un altro gruppo di opere è esposto all’interno della Pinacoteca Civica, mentre altre opere “site specific”arricchiscono le stanze della Casa degli Artisti, dove è possibile pernottare tutto l’anno. Più che un museo di arte contemporanea, l’MCA è un progetto di interazione sociale, in cui la permanenza degli artisti sul territorio, ospitati nei locali di Camo, è parte di esso: la creazione dell’opera nasce qui, diventa essa stessa un’opera d’arte in progress e dialoga con il paesaggio e con gli altri artisti presenti.
Inoltre, non è solo una esposizione: il Museo a Cielo Aperto colloca Camo in una posizione strategica rispetto alla realtà culturale di Santo Stefano Belbo, arricchendolo con il lavoro e le diverse sensibilità degli artisti che si sono confrontati con queste colline. Letteratura, arte e storia partecipano coralmente alla narrazione del territorio, all’interno del quale palpita la presenza degli abitanti, veri custodi del museo e dei luoghi pavesiani.
Dal 2019 le attività del Museo a Cielo Aperto di Camo fanno capo alla Fondazione Cesare Pavese, ente che promuove la figura di Cesare Pavese, le sue opere e i luoghi che le hanno ispirate, raccogliendo sotto di sé l’intera proposta culturale del Comune di Santo Stefano Belbo.
Infine, anche quest’anno, riparte la sua stagione estiva, con l’inaugurazione del 3 agosto 2025. Si legge, infatti, nel comunicato stampa approntato per l’occasione:
«Per il dodicesimo anno il Museo a Cielo Aperto di Camo torna a mettere in dialogo ricerca artistica e territorio con il progetto #Costruzioni. A inaugurare la stagione 2025 sarà l’artista Tiziana Menegazzo, da Palermo, che dal 29 luglio svilupperà con le donne di Camo il progetto transgenerazionale “Futuro Composto”, a seguire Irma Paulon con un progetto site specific dedicato al territorio “Cullare le radici”, poi Adele Lo Feudo dal 31 luglio con il progetto “Ritorno”, il muralista per antonomasia Mono Carrasco (dal 30/7) realizzerà un lavoro nel centro storico, lo street PAO (dal 2/8) colorerà i suoi pinguini, Michele Lombardo presenterà il progetto fotografico “To engrave Peace” (3/08) , il duo Eliana Littarru e Carola G. Balma (dal 29/7) andranno alla ricerca degli “Spazi Imprecisi” e condurranno un laboratorio di Caviardage.
Le aree museali open air saranno poi arricchite dalle sculture di Franco Alessandria e da quelle di Art Magique Ici. La supervisione fotografica sarà affidata a Bruno Biddau.»
Negli stessi giorni si svolgerà la festa patronale, con divertimenti di ogni tipo. Che dire? Camo vi aspetta, con le sue attrattive!
MCA – Museo a Cielo Aperto di Camo
Piazza Municipio, 3
12050 Camo (frazione di Santo Stefano Belbo, CN)
Direzione artistica: Claudio Lorenzoni
Ufficio stampa: Valentina Cei
334 9811570
www.museoacieloapertodicamo.it
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