Dichiarazione del Segretario Generale del SIULP di Torino Eugenio Bravo
Dopo 29 anni di occupazione illegittima, di sistematica violazione delle regole di convivenza civile e democratica, di attacchi continui e violenti alle Forze dell’Ordine, alle istituzioni, alle opere pubbliche e al patrimonio collettivo, lo Stato ha finalmente riaffermato la propria presenza e la propria autorità.
“Per quasi tre decenni – insiste Eugenio Bravo – il disordine, i tumulti e la violenza sono stati elevati a presunta forma di “civiltà alternativa”, tolleranza e talvolta persino giustificati in nome di una narrazione ideologica che nulla aveva a che fare con il dissenso democratico e tutto con l’illegalità organizzata”.
Il Segretario afferma inoltre come le Forze dell’Ordine siano state sistematicamente individuate come il primo e principale obiettivo da colpire, trasformate deliberatamente nel nemico da abbattere:
“Secondo quanto emerso nel tempo anche dalle attività investigative, all’interno della sede del centro sociale si è consolidata una vera e propria cultura dello scontro, con la pianificazione delle azioni di piazza, l’organizzazione delle manifestazioni violente e l’individuazione preventiva degli obiettivi, a partire proprio dagli operatori in divisa”.
Una strategia consapevole e reiterata che ha prodotto feriti, traumi e ricoveri ospedalieri, colpendo donne e uomini che svolgevano esclusivamente il proprio dovere al servizio dello Stato e dei cittadini.
A ciò si sono aggiunte le devastazioni di negozi, attività commerciali, beni privati e arredi urbani, spesso distrutti durante cortei e azioni violente:
“Danni ingenti che non sono mai stati pagati dai responsabili, ma che sono ricaduti, come sempre, sull’intera collettività, attraverso le tasse dei cittadini e gli interventi pubblici di ripristino”.
Un meccanismo inaccettabile che ha trasformato l’illegalità in un costo sociale permanente:
“Lo sgombero di Askatasuna rappresenta quindi un atto di giustizia e di verità, reso possibile dall’azione complessiva delle istituzioni preposte alla sicurezza pubblica, condotta nel rispetto delle regole e con il legittimo avallo dell’Autorità giudiziaria.
Il SIULP prende atto del corretto operato del Questore di Torino, che ha dato esecuzione a un provvedimento complesso e delicato nel rispetto delle competenze e delle procedure previste, senza alcuna forzatura e con senso di responsabilità istituzionale”.
Il Segretario SIULP Eugenio Bravo ha altresì voluto trasmettere un ringraziamento al Ministro dell’Interno per il necessario avvallo e supporto istituzionale che ha consentito il regolare svolgimento dell’operazione.
“Positivo – aggiunge – anche il ripensamento del Sindaco di Torino, che ha finalmente preso atto della grande mistificazione che per anni ha coperto violenze, illegalità e occupazioni abusive, mascherate da presunte finalità sociali mai realmente perseguite”.
Per poi sottolineare :
“Questo sgombero non è una vittoria contro qualcuno, ma una vittoria per tutti. È la dimostrazione che la legalità non è negoziabile, che lo Stato non può essere ricattato dalla violenza e che la convivenza civile si fonda sul rispetto delle regole comuni.
Per troppo tempo chi ha scelto la strada dello scontro ha goduto di impunità, mentre le Forze dell’Ordine pagavano un prezzo altissimo in termini di feriti, sacrifici personali e delegittimazione pubblica. Oggi viene riaffermato un principio essenziale: la divisa non è un bersaglio, ma un presidio di democrazia”.
In chiusura, Eugenio Bravo ha tenuto a rimarcare con determinazione:
“La libertà di pensiero è sacra ma non esiste libertà senza responsabilità, né diritti senza doveri. Dove la violenza prende il posto del confronto, muore la democrazia. Dove lo Stato arretra, vince l’arbitrio. Dove lo Stato agisce nel rispetto delle regole, vince la società intera.
I poliziotti, i carabinieri e i finanzieri che per anni hanno affrontato quelle piazze possono oggi guardare al futuro con maggiore fiducia: non per spirito di rivalsa, ma perché sentono finalmente che lo Stato c’è, li tutela e riconosce il valore del loro servizio.
Per il SIULP questa è una giornata di soddisfazione, ma soprattutto di riaffermazione di civiltà giuridica e morale. Perché senza legalità non c’è sicurezza, senza sicurezza non c’è libertà, e senza Stato non c’è giustizia”.
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