Regione Abruzzo e Regione Piemonte ricevono aiuti dal Governo. Servono atti strutturali se no si rischia di non risolvere nulla.

Il Governo Italiano, nell’ultima seduta del Consiglio dei Ministri, la numero 139, dando la parola al Ministro per la Protezione Civile e le Politiche del Mare, Nello Musumeci, ha deciso che saranno stanziati “euro 2.165.600 per la realizzazione degli interventi relativi allo stato d’emergenza già deliberato in conseguenza degli eccezionali eventi meteorologici che si sono verificati nei mesi di maggio e giugno 2023 nei territori delle province di Teramo, Pescara e Chieti”.
La Regione Abruzzo, finalmente vedrà del denaro per poter far fronte ad una situazione emergenziale verificatasi oltre due anni fa.
Il ministro Musumeci ha anche proposto – ed ottenuto – “euro 17.850.000 per la realizzazione degli interventi relativi allo stato d’emergenza già deliberato in conseguenza degli eccezionali eventi meteorologici che si sono verificati dal 15 al 17 aprile 2025 nel territorio della città metropolitana di Torino e delle province di Alessandria, Asti, Biella, Cuneo, Vercelli e Verbano-Cusio-Ossola”.
Anche la Regione Piemonte vedrà giungere una bella cifra per poter aiutare le persone che si sono viste portare via tutto da alluvioni, frane, smottamenti, ecc…

Il Governo Meloni, anche se a dire il vero con tempi biblici, ha affrontato la questione e sta stanziando dei denari che serviranno a dare una mano a chi ha perso tutto ma che, purtroppo, non risolvono il problema.
E’ necessario che il nostro Paese inizi ad obbligare le Regioni, le Province ed i Comuni a fare gli interventi infrastrutturali per far sì che certe calamità non si ripetano. Ci sono zone nazionali dove, ad ogni piovuta, strabordano i torrenti, si allagano i sottopassi, franano le strade, ecc…
Bene che il Governo aiuti chi ha subito danni da questi eventi atmosferici ma meglio se si interviene alla fonte per impedire che i danni si ripetano, magari in portata pure peggiore.
E’ necessario che i cittadini, in campagna elettorale, anziché votare chi promette più bonus, sussidi, mancette ed elemosine, facciano pressione sui candidati perché i programmi parlino di infrastrutture, sicurezza, trasporto pubblico locale, ponti, strade, ferrovie e reti idriche dignitose e funzionanti.
Lamentarsi, sempre e comunque, per quello che non va serve a poco, soprattutto se a mal gestire la cosa pubblica sono soggetti che abbiamo votato noi, senza valutarne capacità, spessore e competenza.
Nell’autunno prossimo, tra la fine di settembre e la metà di novembre, si voterà per rinnovare i Consigli Regionali di Calabria (5 e 6 ottobre), Toscana (12 e 13 ottobre), Valle d’Aosta (28 e 29 settembre), Veneto, Puglia e Marche (in date ancora da definire).
L’occasione è ghiotta e propizia per imparare a votare sui contenuti, i programmi, il valore dei candidati e le competenze di chi si accinge a guidare un ente importante come la regione.
