Un viaggio tra realismo, ricerca interiore e sperimentazione
A Torino, la storica sede della Promotrice delle Belle Arti, immersa nel verde del Parco del Valentino, ospita la 184ª edizione dell’Esposizione Arti Figurative, una delle manifestazioni artistiche più longeve e rappresentative del panorama culturale torinese. L’evento, inaugurato l’11 settembre, riunisce ben 335 artisti provenienti da differenti percorsi espressivi e resterà aperto al pubblico fino all’11 ottobre negli spazi di viale Diego Balsamo Crivelli 11.
La mostra si conferma come un ampio osservatorio sull’arte contemporanea, offrendo ai visitatori una pluralità di linguaggi che spaziano dalla pittura alla fotografia, fino alla scultura e alle opere polimateriche. Un percorso articolato che testimonia la vitalità della ricerca artistica contemporanea e la capacità della manifestazione di rappresentarne le molteplici sfaccettature.
Tra le opere che catturano immediatamente l’attenzione figura “Neve in Piazza Cavour” di Mauro Azzarita, un olio su tela che si inserisce coerentemente nella poetica dell’artista torinese. Le sue composizioni sono caratterizzate da atmosfere sospese e silenziose, dove il paesaggio diventa occasione di meditazione. Le superfici innevate, i casolari solitari e le figure umane colte in momenti di isolamento trasformano la realtà osservata in una dimensione simbolica, nella quale il dato visivo lascia spazio alla riflessione interiore.

Diversa, ma altrettanto coinvolgente, la proposta di Alessandro Fioraso, che sviluppa una personale interpretazione del realismo contaminata da suggestioni liriche e spirituali. Il colore diventa elemento evocativo e strumento di indagine dell’esperienza umana. L’opera presentata nasce dall’interesse dell’artista per lo yoga e dai suoi numerosi viaggi in India, una terra che egli restituisce attraverso una visione intensa, capace di coglierne insieme la spiritualità, le contraddizioni e la ricchezza cromatica.
Di particolare interesse anche il lavoro di Gianpiero Actis, medico oculista oggi in pensione, che affida all’arte il compito di superare la semplice rappresentazione del reale. Le sue opere si configurano come una rielaborazione mentale dell’esperienza visiva, nella quale la percezione sensoriale si intreccia a dimensioni psicologiche e spirituali. Il risultato è una produzione che invita il pubblico a guardare oltre l’apparenza, interrogandosi sul significato più profondo delle immagini.

La fotografia trova spazio nella rassegna grazie, tra gli altri, agli scatti di Ezio Sarà, presidente e fondatore del Foto Club 4CLIK di Nichelino (Torino). Le sue immagini nascono dall’osservazione di scene quotidiane apparentemente ordinarie, ma vengono reinterpretate attraverso prospettive insolite che amplificano il fenomeno della pareidolia. L’osservatore è così portato a scorgere forme e figure inattese, entrando in una dimensione sospesa tra realtà e immaginazione.

Chiude idealmente questo percorso l’opera di Pierangelo Devecchi, artista poliedrico che da anni esplora i territori del surrealismo e della figurazione simbolica. In mostra presenta la scultura polimaterica “Socrate”, lavoro che sintetizza la sua ricerca orientata alla riflessione sulle grandi questioni dell’esistenza. Attraverso materiali differenti e una forte componente concettuale, Devecchi invita il pubblico a confrontarsi con il pensiero e con il valore della conoscenza.

La 184ª Esposizione Arti Figurative non è soltanto una collettiva d’arte contemporanea, ma rappresenta un’importante occasione di dialogo tra artisti, pubblico e territorio. La presenza di 335 partecipanti rende evidente la capacità della Promotrice delle Belle Arti di continuare a essere un punto di riferimento per la creatività e la ricerca espressiva.
In un’epoca dominata dalla velocità delle immagini digitali, manifestazioni come questa ricordano il valore dell’osservazione lenta e dell’incontro diretto con l’opera. Le diverse sensibilità presenti in mostra, dal realismo poetico alla sperimentazione simbolica, dalla fotografia alla scultura, dimostrano come l’arte contemporanea continui a offrire strumenti preziosi per interpretare il mondo e le sue trasformazioni.
La rassegna torinese conferma così il ruolo storico della Promotrice delle Belle Arti quale luogo di confronto culturale e di valorizzazione del talento, mantenendo viva una tradizione che, giunta alla sua 184ª edizione, guarda ancora con interesse e curiosità alle nuove forme della creatività.
Fotografie di Graziano Secchi.

