Francesco Saccheggiani
Ricordando Francesco Saccheggiani il 28enne suicida- episodio avvenuto a Torino il 24 agosto
di Maria Grazia Spadaro
28 Agosto 2025
Fa discutere il caso del 27enne di nome Leonardo, trovato privo di vita con una maschera antigas davanti al pc, una sfida social finita male?
Indagini in corso faranno sapere con più chiarezza.
O l’altro caso di aprile 2025, di Adam, il 16enne californiano invogliato da ChatGPT (modello linguistico creato da OpenAI) nella costruzione del cappio, assecondando il ragazzo a sopprimere la sua vita, nel provare l’ebbrezza e la semplicità attraverso la modalità di sospensione dell’essere umano. Stiamo parlando del nostro tempo, di quella fetta di tecnologia allarmante, in grado di manipolare, distorcere la realtà, i contenuti di un video, di una fotografia, annullando l’autenticità iniziale.
Non dimentichiamo che l’AI inventa grazie all’addestramento impartito dall’uomo. Sconvolgenti i drammi rilevati tramite l’interazione con ChatGPT, non ci riferiamo alle ricette prelibate “della nonna”, che in un certo qual modo offrono un contorno allettante alla vita.
La cosa preoccupante è l’incitamento della macchina artificiale esente da empatia, che istiga al suicidio, come buttarsi nel vuoto, spingere il soggetto debole verso avvelenamenti, ecc.. poiché bisogna ammettere che l’utente fragile viene lusingato subito, ma in un secondo momento, il software invece di dissuadere, agevola la persona in difficoltà, incoraggiando ad afferrare iniziative pericolose. L’AI è in grado di programmare veri piani di uccisione, con tanto di data, orari e modalità, allora ci domandiamo, dove sono finite le normative efficaci di correzioni, allertando magari in modo autonomo le forze dell’ordine, le autorità sanitarie competenti, come uno psicologo, un mediatore? Oppure le linee guida sono carenti sul piano della moralità, o addirittura nulle?
I chatbot possono solo simulare l’empatia, non insegnarla, in quanto essa appartiene all’umano.
All’orizzonte dunque, si profilano risultati finali drastici. Lo sapevate che in alcuni casi, interrogando ChatGPT, la stessa invoglia a smettere improvvisamente cure mediche, come possono essere cure antidepressive o altro, e che dopo “i consigli”, hanno causato al soggetto scompensi psico-fisici o addirittura la morte?
La suggestione imposta non ha niente a che vedere con la diagnosi di uno psicoterapeuta.
I nostri giovani si lasciano trascinare nell’induzione di giochi di volo, convinti dall’AI nel considerare la loro vita all’interno di una finzione della realtà, come dentro una bolla fluttuante che si prende gioco di noi. Non da meno i tanti annunciati risvegli di coscienza, collegati chissà a quale pensiero religioso fasullo.
E’ il caso di dire che c’è un avvertimento riguardo il danno che si sta creando all’umanità.
Il declino dell’importanza della religione, detta un freno al suicidio anomico, termine usato già da Durkheim, ciò perchè il credo religioso funge da regolazione sociale, ma nel momento in cui le norme perdono significato e valore, la regolazione sociale s’indebolisce. Altro termine usato da Durkheim è il suicidio fatalistico, in sintesi causato da una disciplina oppressiva. Sono molteplici le cause di suicidi: conflitti domestici, difficoltà finanziarie, abuso dei social media, disturbi del sonno, malattie gravi, avvelenamenti, emarginazione, cyberbullismo, revenge porn, xenofobia, amore non corrisposto, illusioni, aspettative mancate e senso di impotenza, tradimenti, gelosia, disoccupazione, sovraffollamento delle carceri, problema culturale, come modelli imposti di donne magre perfette, o frasi come “L’uomo che non deve chiedere mai”, impostati su riviste, schermi, media in generale, che sviluppano malesseri.
E’ di pochi giorni fa, il coinvolgimento inconsapevole di donne le quali si sono ritrovate rappresentate fotograficamente dagli stessi mariti/compagni, su piattaforme social, nelle loro vesti intime, e con conseguenti commenti inopportuni, come nel gruppo creato su fb “Mia Moglie” .

Aggiungiamo i suicidi immaginari nei videogiochi, film, romanzi, tali per cui un soggetto influenzabile possa essere indotto a progettare la morte.
La cosa che oggi fa inorridire è il contesto sociale, la gente che trae immediate conclusioni pensando subito al disturbo mentale, un termine riduttivo in qualche contesto, poichè non si presta attenzione alla sofferenza umana.
La stessa affrettata conclusione si sta attuando nel triste episodio suicida di Francesco Saccheggiani, avvenuto pochi giorni fa a Torino, zona Mirafiori Sud.
Al contrario di quanti stanno ipotizzando verso un comportamento antisociale, o con problemi legati alla detenzione di armi, tra l’altro era un collezionista e tutte le armi regolarmente dichiarate, Francesco rappresenta l’eccezione alla regola. Nessun problema con la legge dunque, inverosimile il comportamento antisociale, visto che amava stare insieme alla gente e si divertiva e divertiva con le sue battute ironiche.
Appassionato di storia, non solo studioso di teoria, ma anche applicata quotidianamente attraverso il ruolo conquistato di Monitore Museale al Museo Pietro Micca.
Insegnava la storia (‘600/700/800, tesserato in diversi Gruppi Storici), sul suo territorio torinese, a livello nazionale e internazionale, in particolar modo in Spagna, come aveva imparato dalle esperienze conferite dall’Associazione Pietro Micca e dal suo Gruppo Storico integrato.
Narrava i percorsi storici principali, annedoti famosi, raccontava le vestizioni delle Uniformi, delle Armi e degli accessori dell’Esercito Sabaudo, utilizzati nelle epoche citate, trasbordando la storia nella sua fase dinamica, illustrandola nei minimi dettagli ad un pubblico di diversa età cronologica, soprattutto esponendo ai più piccoli la cura delle uniformi, a partire dalle parrucche, i tricorni, i singoli bottoni speciali degli Ufficiali dell’epoca.
Ripercorreva spesso il periodo storico riguardo l’Anniversario dell’Assedio di Torino del 1706, che anche quest’anno viene celebrato il giorno 6 settembre, sempre nella prima settimana di settembre. Lo contraddistingueva una eccelsa passione, disponibilità e volontà, amava la danza e il canto, si dilettava in queste peculiarità durante la programmazione degli eventi nella edificazione simulata dei campi, cercava sempre l’approccio con la gente.
Ebbene, un ragazzo educato, cortese, con una spiccata sensibilità, e che forse qualcuno in questa società egoista e narcisista se ne sia approfittato?
Ce lo chiediamo in molti, e Francesco ha voluto portare con sè questo segreto, che non sapremo mai a fondo. Se solo qualcuno ravvisava un malessere, molti che lo conoscevamo potevano dare una parola di conforto. Forse voleva accettare rassegnato le sue sofferenze in silenzio, e tutti presi dalla frenesia del lavoro, tempo da dedicare, abbiamo fatto una mancanza. O forse non avremmo avuto il tempo necessario, poichè in alcuni casi la rabbia, l’insoddisfazione e la sofferenza del momento, hanno potuto concludersi disgraziatamente in una forma di impulsività incontrollata.
Non parlate però di Borderline della personalità, per favore.
Ogni anno si suicidano circa 740.000 persone a livello globale, 1 ogni 43 secondi, (numeri emersi da una analisi IHME 2025), il suicidio è la 2° causa di morte, dopo gli incidenti stradali.
I dati Istat raccolti dal 2019, confermano in Italia circa 10 persone al giorno, suicide. I dati sono in crescendo, ma nessuno ha il coraggio di confermare la lacerazione che ha causato la pandemia col famoso lochdown soprattutto nei giovani.
E le Istituzioni stanno elaborando qualche progetto atto a far diminuire questo cancro esistenziale?
Ciao Francesco.
Un Abbraccio alla Famiglia
Non attuate gesti estremi se siete in difficoltà, la vita è preziosa ed è una
vi potrà essere d’aiuto un amico, un familiare, il Tel. Amico Italia N. 0223272327 , (tutti i giorni 9-24)
o rivolgetevi ai Carabinieri Pronto Intervento 112

Grazie Maria Grazia condivido pienamente tutto ciò che hai avuto voglia di scrivere soprattutto x quanto riguarda Francesco che, rimarrà nei nostri cuori .
Ti Ringrazio Anna, Ringrazio tutti i lettori: è un dovere morale per tutti coloro che conoscono i fatti con chiarezza e, dare il contributo alla collettività, oltre al rispetto per la/ le persone e le loro famiglie.
Maria Grazia Spadaro