Albanese tratto in arresto dalla Sezione Radiomobile dei Carabinieri di Alessandria.
Mentre la Sinistra e un numero non trascurabile di prefetture nega il problema dell’immigrazione criminale, derubricando il tutto a “errata percezione dei cittadini” e ad “integrazione non riuscita”, ad Alessandria i Militari della Sezione Radiomobile Carabinieri, “hanno tratto in arresto un cittadino albanese responsabile della violazione delle norme sul rientro illegale sul territorio nazionale a seguito di espulsione”.
Dispiace rammentare al mainstream dell’informazione che – vittimizza sempre gli immigrati – che “il 27enne era già stato allontanato dall’Italia con provvedimento prefettizio e con il divieto di rientro per la durata di dieci anni”.
Dal Reparto Operativo presso il Comando Provinciale Carabinieri di Alessandria fanno sapere che “l’arresto è stato eseguito a San Salvatore Monferrato, dove una Gazzella della Sezione Radiomobile, impiegata in un servizio di controllo del territorio per la prevenzione dei reati predatori, ha fermato un’autovettura di grossa cilindrata con targa svizzera”.
Incredibile a dirsi ma questo tipo di arresti sembrano fatti con la modalità del “copia-incolla” perché questi immigrati si comportano tutti nella medesima maniera, pensando forse che le Forze dell’Ordine siano stordite e non pronte all’intervento.
Purtroppo per l’immigrato alla guida dell’autovettura con targa elvetica, “gli accertamenti condotti tramite la banca dati delle forze di polizia hanno consentito di appurare che il conducente, un 27enne con precedenti penali, era stato espulso il 29 maggio 2026 dal Prefetto di Milano e riaccompagnato in Albania”.
L’albanese, dunque, dopo l’allontanamento “aveva cambiato il proprio cognome e ottenuto nuovi documenti per rientrare in Italia attraverso lo scalo aereo di Bergamo. Durante le fasi del controllo, il 27enne ha opposto resistenza e minacciato gli operanti ed è stato denunciato anche per resistenza, violenza e minaccia a pubblico ufficiale. A seguito della convalida dell’arresto e del contestuale rilascio del nulla osta all’espulsione da parte del Tribunale di Alessandria, l’uomo è stato trasferito presso il Centro di Permanenza per il Rimpatrio (CPR) di Milano per il successivo accompagnamento nel paese d’origine”.
La speranza è che – questa volta – in Albania ci rimanga e non solo per dieci anni. La popolazione di nazionalità albanese nelle carceri italiane è assai nutrita. Gli albanesi che compiono reati nel nostro Paese sono tanti, troppi, ammorbanti.
Complimenti dovuti e doverosi al personale del NORM Carabinieri di Alessandria che ha dimostrato la grandissima professionalità in dote ai Militari dell’Arma.

sempre onore all’arma dei carabinieri è ha tutte le forze dell’ordine chi non è in regola in Italia deve essere rimpatriato al suo paese
Chi sbaglia è giusto che paghi. La comunità Albanese è assai nutrita e come in tante comunità numerose qualcuno che si renda autore di reati c’è. Purtroppo diciamo che qua la pecca grossa sta anche nel fatto che le varie frontiere non abbiano saputo individuare il suddetto ed esercitare un controllo più preciso. Come lui, chissà quanti ne rientrano con documenti contraffatti. Grazie ai Carabinieri.