128 tra i più importanti personaggi dell’Occidente attorno al tavolo della geopolitica e non solo
Il Gruppo Bilderberg si descrive come un forum di dialogo tra Europa e Nord America nato nel 1954 nell’Hotel de Bilderberg di Oosterbeek, nei Paesi Bassi, e dal quale ha preso il nome.
La caratteristica primaria è rimasta a quella tradizionale: si discute a porte chiuse e secondo la Chatham House Rule. Ciò significa che un partecipante può utilizzare le informazioni ascoltate, ma non può attribuire pubblicamente una frase al suo autore né rivelare chi abbia sostenuto una definita posizione. Non vengono pubblicati verbali o trascrizioni. (Bilderberg Meetings)
Le riunioni del Bilderberg un tempo “segrete”, e dalla misterica nomea complottista, sulla quale esiste un’ampia letteratura, ora si sa di loro, ma non cosa fanno. Infatti, il gruppo continua a ritrovarsi con discrezione, perciò, vale la pena indagare, senza il pregiudizio: Bilderberg, centrale occulta del mondo.
La domanda principale è la seguente: perché 128 persone che occupano posizioni importanti in politica, finanza, industria, informazione, tecnologia, intelligence e difesa sentono il bisogno di incontrarsi ciclicamente senza diffondere apertamente le loro parole?
Difatti, quando una concentrazione così elevata di potere e competenze discute lontano dallo sguardo pubblico, visti gli sviluppi di questo turbolento 2026, un minimo di inchiesta è necessario tra notizie e fonti ufficiali.
Chi compone il Bilderberg 2026 e cosa si sa delle competenze
La 72ª riunione del Bilderberg si è tenuta a Washington D.C. dal 9 al 12 aprile 2026. L’organizzazione ha pubblicato ufficialmente 128 partecipanti, provenienti da 23 Paesi e territori. Elenco ufficiale dei partecipanti 2026
La lista è tutt’altro che omogenea. Comprende:
politici e ministri,
dirigenti industriali e finanziari,
vertici della tecnologia e dell’intelligenza artificiale,
militari e responsabili della sicurezza,
accademici e analisti geopolitici,
direttori e giornalisti dei grandi media,
oltre a figure istituzionali e monarchiche.
Fra i nomi più significativi troviamo Mark Rutte, segretario generale della NATO; Alexander Stubb, presidente della Finlandia; Rob Jetten, primo ministro dei Paesi Bassi; David Lammy, vicepremier britannico; Radosław Sikorski, ministro degli Esteri polacco; Elina Valtonen, ministra degli Esteri finlandese; rappresentanti della Commissione europea, dell’EIB e dell’OSCE.
Sul fronte militare e strategico figurano, fra gli altri, Samuel Paparo, comandante dell’US Indo-Pacific Command, Daniel Driscoll, segretario dell’Esercito americano, e figure di vertice della NATO e della sicurezza francese/ britannica, Blaise Metreweli, capo del Secret Intelligence Service britannico.
Anche su fronte tecnologico la composizione è significativa: Demis Hassabis di Google DeepMind, Jack Clark di Anthropic, Arthur Mensch di Mistral AI, Mira Murati, Alex Karp di Palantir, Brad Smith di Microsoft e Alexandr Wang di Meta. A questi si affiancano imprese come Siemens, BMW, TotalEnergies, Safran, Deutsche Bank e altre. (Bilderberg Meetings)
Una caratteristica evidente del 2026 è quindi l’intreccio fra politica, industria della difesa, finanza, AI e sicurezza internazionale.
I cinque italiani
Gli italiani ufficialmente elencati sono cinque su 128, e rappresentano ambiti diversi.
Marco Alverà, cofondatore di zhero.net e CEO di TES, il quale, fa anche parte dello Steering Committee, l’organo che governa la fondazione Bilderberg e contribuisce a preparare programma e selezione degli invitati.
Vittorio Colao, Vice Chair EMEA di General Atlantic. È quindi presente soprattutto dal versante finanziario-industriale.
Enrico Letta, Dean della IE School of Politics, Economics & Global Affairs, figura con una lunga esperienza politica e istituzionale europea.
Silvia Maria Rovere presidente di Poste Italiane S.p.A., dunque rappresentante di un grande gruppo italiano con una forte componente finanziaria e tecnologica.
Valentino Valentini viceministro delle Imprese e del Made in Italy, quindi l’unico rappresentante italiano esplicitamente presente con un ruolo governativo nazionale nella lista ufficiale. (Bilderberg Meetings)
C’è dunque un dato che, giornalisticamente, merita attenzione: la rappresentanza italiana mette insieme energia e tecnologia, finanza, università e politica industriale.
Quali risultano gli obiettivi del 2026?
L’obiettivo ufficiale dal Bilderberg è quello di favorire il dialogo fra Europa e Nord America. L’organizzazione afferma esplicitamente che non esiste un risultato politico prestabilito, non si votano risoluzioni e non viene approvato un documento finale. Però, quest’anno possiamo conoscere abbastanza bene la direzione strategica della discussione, perché sono stati pubblicati 14 di argomenti:
AI; sicurezza dell’Artico; Cina; finanza digitale; diversificazione energetica; Europa; commercio globale; Medio Oriente; Russia; rapporto transatlantico industria-difesa; Ucraina; Stati Uniti; futuro della guerra; Occidente. (Bilderberg Meetings)
Una scaletta molto più significativa di quanto possa sembrare a prima vista.
- Intelligenza artificiale
L’AI non è più trattata solo come una risorsa economica. Nel 2026 è collocata accanto a guerra, sicurezza, industria della difesa e competizione tecnologica con la Cina. La presenza contemporanea di Microsoft, Meta, Google DeepMind, Anthropic, Mistral, Palantir, rendendola uno dei maggiori punti della riunione.
- Guerra e nuova industria militare
“Future of Warfare” e “Trans-Atlantic Defence-Industrial Relationship” sono due voci distinte dell’agenda. In pratica si incontrano nello stesso ambiente militari, industrie della difesa, sviluppatori di AI, aziende di droni e dirigenti tecnologici. Questo non dimostra che Bilderberg abbia deciso una politica militare, ma indica con chiarezza quale tipo di problema considera strategicamente rilevante. (Bilderberg Meetings)
- Russia, Ucraina, Cina e Artico
La presenza simultanea di Russia, Ucraina, Cina e Arctic Security mostra una forte concentrazione sulla competizione geopolitica e sulla sicurezza delle aree strategiche del pianeta. L’Artico, in particolare, è ormai collegato a rotte, risorse naturali, infrastrutture e confronto strategico fra grandi potenze.
- Energia
“Energy Diversification” è una delle quattordici voci ufficiali. Non significa automaticamente una scelta a favore di una determinata tecnologia energetica: indica piuttosto che sicurezza energetica, diversificazione delle fonti e geopolitica dell’energia sono entrate stabilmente nella discussione strategica occidentale. (Bilderberg Meetings)
Chi decide davvero?
Formalmente non esiste un “governo Bilderberg” e il gruppo non dispone di poteri legislativi o esecutivi.
Il meccanismo organizzativo è però molto preciso: la Foundation Bilderberg Meetings è governata da uno Steering Committee, che prepara il programma e contribuisce alla selezione dei partecipanti. Il Bilderberg dichiara inoltre di essere finanziato privatamente, mentre i costi di ospitalità del meeting sono sostenuti dai membri del comitato del Paese ospitante. (Bilderberg Meetings)
Ultima questione: influenza o potere?
Qui ci si trova di fronte a due estremi.
Da una parte, non abbiamo prove documentali che il Bilderberg nel 2026 abbia votato decisioni segrete, impartito ordini ai governi o approvato una “strategia mondiale”. Anzi, l’organizzazione dichiara espressamente il contrario.
Dall’altra, è semplicistico ritenerlo una “normale conferenza”. È una riunione nella quale possono sedersi allo stesso tavolo il segretario generale NATO, ministri, capi militari, amministratori di multinazionali, banche, giganti dell’AI, direttori dei maggiori media occidentali.
Quindi l’influenza va cercata più plausibilmente nel networking, nello scambio di informazioni, nella formazione di una visione comune e nella possibilità di mettere in relazione persone che poi operano nei rispettivi centri decisionali.
Un particolare significativo del 2026
Alla vigilia dell’incontro circolavano online liste che comprendevano anche Antonio Costa, Ursula von der Leyen e Kaja Kallas. L’ANSA ha verificato che i tre vertici UE non partecipavano; era invece confermata la presenza di Mark Rutte. È un esempio di come condurre un’inchiesta secondo la nota ufficiale anziché quelle che circolano sui social. (ANSA.it).
Ultima, istintiva riflessione:
dall’inchiesta è risultato un focus centrale per il settore militare, ma non sono emersi particolari interessi dedicati al contenimento del riscaldamento globale. Si spera se ne sia parlato seriamente e che sia rimasto un lungimirante & costruttivo, “biopolitico segreto”.
Carlo Mariano Sartoris
