Il Testamento di Jorge Mario Bergoglio non ha nulla di spiritualmente rilevante. Forse ha voluto svelare al mondo di non esser il Papa?
Nel giorno che segue i funerali di Jorge Mario Bergoglio, vogliamo concentrarci sul Testamento che la Santa Sede ha reso noto alla Cristianità tutta.
A quanto traspare Bergoglio non ha lasciato chissà che testamento spirituale ma si è limitato ad esprimere la sua volontà “solamente per quanto riguarda il luogo” della sua sepoltura.
Proprio per questo, il 29 giugno 2022, Jorge Mario Bergoglio scrive: “La mia vita e il ministero sacerdotale ed episcopale ho sempre affidato alla Madre del Nostro Signore, Maria Santissima. Perciò, chiedo che le mie spoglie mortali riposino aspettando il giorno della risurrezione nella Basilica Papale di Santa Maria Maggiore”.
Qualcuno ha immediatamente detto che questa scelta è atipica per un Papa e il Vaticano ha immediatamente tenuto a precisare che Bergoglio era molto legato alla effige della “Salus Populi Romani” che si trova in Santa Maria Maggiore.
Inoltre, proprio in questa Basilica Papale, il fondatore della Compagnia di Gesù, a cui Bergoglio apparteneva, sant’Ignazio di Loyola, celebrò la sua Prima Messa.
Bergoglio, però, nel suo Testamento, aggiunge: “Desidero che il mio ultimo viaggio terreno si concluda proprio in questo antichissimo santuario Mariano dove mi recavo per la preghiera all’inizio e al termine di ogni Viaggio Apostolico ad affidare fiduciosamente le mie intenzioni alla Madre Immacolata e ringraziarLa per la docile e materna cura”.
Come sempre, anche da morto, Bergoglio ha dovuto distinguersi dai suoi Predecessori, facendo passare il concetto di esser stato il più povero tra i Servi dei Servi di Dio.
Infatti, a conclusione del suo Testamento, verga: “Il sepolcro deve essere nella terra; semplice, senza particolare decoro e con l’unica iscrizione: Franciscus”.
Fa riflettere il fatto che accanto a “Franciscus” non vi sia la dicitura “Pontifex Pontificum”, abbreviata come “P.P.”, a delineare che lì vi è sepolto un Papa.

Con “Pontifex Pontificum” si stabilisce il ruolo del Papa che è considerato il capo supremo di tutti i pontefici, cioè dei vescovi cattolici. Il Papa, come sanno tutti, è il leader supremo di tutta la Chiesa Cattolica.
Jorge Mario Bergoglio, eletto in un Conclave nullo e invalido nel 2013, dopo che la “Mafia di San Gallo” ha guidato e pilotato l’elezione, contravvenendo alla Costituzione Apostolica “Universi Dominici Gregis”, circa la vacanza della Sede Apostolica e l’Elezione del Romano Pontefice, evidentemente, in punto di morte ha voluto svelare al mondo di non esser stato il Papa.
Forse anche per questo Bergoglio non ha voluto che fosse il Vaticano a pagare le sue Esequie ed ha disposto che “le spese per la preparazione della mia sepoltura saranno coperte con la somma del benefattore che ho disposto, da trasferire alla Basilica Papale di Santa Maria Maggiore e di cui ho provveduto dare opportune istruzioni a Mons. Rolandas Makrickas, Commissario Straordinario del Capitolo Liberiano”.

Perché mai un Romano Pontefice dovrebbe chiudere la sua vita terrena, congedandosi dal Popolo Santo di Dio pellegrino sulla terra, con un Testamento tecnico e “freddo”, senza lasciare un ultimo ed eterno insegnamento di carattere spirituale?
Umanamente dispiace leggere l’ultima frase con cui Bergoglio si congeda dal mondo: “La sofferenza che si è fatta presente nell’ultima parte della mia vita l’ho offerta al Signore per la pace nel mondo e la fratellanza tra i popoli”.
Sapere che un uomo di 88 anni ha sofferto ed ha provato dolore prima di esalare l’ultimo respiro dispiace.
Ciò che, però, senza ipocrisia, lascia “l’amaro in bocca” al Popolo Santo di Dio è il fatto che Bergoglio ha occupato la Cattedra di Pietro per oltre 12 anni e si è speso, pure troppo, per “la fratellanza tra i popoli”, accettando in modo assurdo il paragone che gli islamici fanno tra Gesù Cristo, Seconda Persona della Santissima Trinità, e Maometto, un profeta tra i tanti.

La Fede delle persone semplici, delle persone devote, delle anime che cercano nel trascendente una risposta ai grandi interrogativi della vita, è stata messa più volte a dura prova da Jorge Mario Bergoglio che ha più volte scavalcato la Parola di Dio per imporre le sue personali opinioni.
Con “Amoris Laetitia” Bergoglio ha sdoganato i divorziati e risposati, con “Fratelli Tutti” ha posto sullo stesso piano tutti i culti del mondo, con “Fiducia Supplicans” ha aperto alle benedizione delle coppie LGBT all’altare, … e l’elenco sarebbe davvero lungo.
Il Conclave 2025 – che facendo entrare nella Cappella Sistina dei “Cardinali” creati da uno che Papa non era, non sarà valido – donerà alla Chiesa Cattolica Romana un nuovo “non Papa”.

Ironia della sorte sarebbe fosse scelto il Cardinale Giovanni Angelo Becciu a cui Bergoglio tolse la berretta rossa per via di una presunta “speculazione edilizia nel Regno Unito”.
Ai Cardinali e Vescovi in “odor di molestie sessuali su minorenni” non è stato “torto un capello” ma nei confronti del Cardinal Becciu la “misericordia bergogliana” si è scagliata senza eguali.
Tempo per analizzare, ovviamente a posteriori, le vicende ve ne sarà. Al momento non si può che augurare un “eterno riposo” a Jorge Mario Bergoglio nella cristiana speranza che si sia pentito dei suoi peccati prima di esalare l’ultimo respiro terreno.

Di anime che hanno trovato in lui grandi risposte al Trascendente non ce ne saranno state molte, perché Bergoglio parlava poco di spiritualità; ma faceva un figurone quando smaniava per i poveri e migranti, da lui attirati in numero esagerato a casa nostra e a nostre spese. Ricordo che in uno dei suoi primissimi discorsi pubblici disse che la Chiesa era una cosa diversa da una ong, ma invece poi non ha fatto altro che orientarla proprio verso quell’orientamento. Secondo me però molti avevano capito che qualcosa non andava in lui, ma dissentivano sottovoce perché non osavano fare le mosche bianche e ciò ha aiutato a mandare a rotoli la vera Chiesa, a favore della falsa, Ora sono grane…..