Dichiarazione sulla Massoneria e attuale stato della Chiesa Cattolica. Quanto il Vaticano considera il documento del 26 novembre 1983?
Sono sempre di più i Cristiani Cattolici che si domandano come sia possibile che il Vaticano sia così debole nel pensiero e vano nell’agire.
Con Giovanni Paolo II la Chiesa Cattolica era molto influente anche nella geopolitica, basti pensare alla caduta del Muro di Berlino o alla lotta operaia in Polonia.
Oggi, dinanzi a guerre che coinvolgono il confine est dell’Europa, o addirittura la Terra Santa, il Vaticano gioca un ruolo di assoluta irrilevanza e il suo agire sembra quello di chi ha paura di scontentare qualcuno.
Ma chi è questo “qualcuno”?

Ovviamente tutti sanno che dal 13 marzo 2013, con la discutibile elezione al soglio di Pietro di Jorge Mario Bergoglio, conosciuto come papa Francesco, la Massoneria Ecclesiastica, resa nota dal Cardinale Godfried Danneels nella sua Autobiografia, ha “alzato la testa” e si è manifestata in molte scelte della Santa Sede.
E’ stato proprio il porporato del Belgio, prima di morire, a dare alle stampe la sua autobiografia nella quale si è adoperato a spiegare l’esistenza di una realtà massonica interna alle alte sfere della Chiesa Cattolica denominata “Mafia di San Gallo”.
La “Mafia di San Gallo” è stato – e probabilmente è ancora – un gruppo di Cardinali, Vescovi, Prelati e Dignitari con incarichi di spicco nella Chiesa Cattolica, che ha agito nell’ombra – nel Cantone svizzero di San Gallo – per contrastare, boicottare e rendere iniqua la posizione conservatrice di Benedetto XVI.
In quel di San Gallo, la conventicola segreta di alti prelati ha ordito la trama dell’elezione di Jorge Mario Bergoglio e quel che è accaduto dopo lo sappiamo.

Benedetto XVI è stato praticamente costretto a dover abdicare anche se, da un punto di vista squisitamente canonico, la sua Dichiarazione dell’11 febbraio 2013 non ha alcuna validità e il suo fine di Pontificato del 28 febbraio 2013 non è stato altro che un porsi in Sede Impedita.
Non ci si dilunga più di tanto sull’argomento in quanto ci sono moltissime conferenze online ed esiste il libro “Codice Ratzinger” del giornalista Andrea Cionci.
La Massoneria Ecclesiastica si è data una gran pena per fermare il Pontificato di Benedetto XVI che, con la sua teutonica fermezza, stava contrastando la pedofilia nel clero, mettendo mano alla Morale sessuale della Chiesa, stendendo un importante mole di documenti su Fede e Ragione, criticando in modo molto chiaro il Relativismo filosofico e del pensiero, e via discorrendo.
Ciò che ha più infastidito gli appartenenti alle Logge delle differenti Obbedienze Massoniche è il fatto che, con Benedetto XVI, il Vaticano ha “sempre condannato la Massoneria, dichiarandola inconciliabile con i principi cristiani”.
Resta memorabile – quanto intramontabile – la Dichiarazione sulla Massoneria che la Congregazione per la Dottrina della Fede ha redatto il 26 novembre 1983 e che non è mai stata né smentita, né modificata.
Nella Dichiarazione sulla Massoneria, il Cardinale Joseph Ratzinger, Prefetto dell’ex-Sant’Uffizio, ha scritto: “Rimane immutato il giudizio negativo della Chiesa nei riguardi delle associazioni massoniche, poiché i loro principi sono stati sempre considerati inconciliabili con la dottrina della Chiesa e perciò l’iscrizione a esse rimane proibita. I fedeli che appartengono alle associazioni massoniche sono in stato di peccato grave e non possono accedere alla Santa Comunione”.
Parole chiare, lapidarie, cristalline, che spiegano benissimo come la Chiesa Cattolica abbia “giudizio negativo” nei confronti della Massoneria. Al contempo i Cattolici non si possono iscrivere a nessuna delle Obbedienze esistenti perché, facendolo cadono in “stato di peccato grave” e non possono più “accedere alla Santa Comunione”.

Il Cardinale Ratzinger, fine ed arguto conoscitore delle oscure trame presenti nei Sacri Palazzi, ha voluto poi precisare che “non compete alle autorità ecclesiastiche locali di pronunciarsi sulla natura delle associazioni massoniche con un giudizio che implichi deroga a quanto sopra stabilito, e ciò in linea con la Dichiarazione di questa S. Congregazione del 17 febbraio 1981 (Cf. AAS 73, 1981, p. 240-241)”.
Questo enunciato, il Cardinal Ratzinger, futuro Benedetto XVI, lo ha scritto per tutti quei Vescovi che, nelle diverse parti del mondo, con la scusa di collaborazioni filantropiche e/o umanitarie, hanno cercato la collaborazione della Massoneria o, cosa assai grave, hanno partecipato a loro iniziative, senza il permesso della Congregazione per la Dottrina della Fede che, de facto, glielo avrebbe negato.

Con Jorge Mario Bergoglio in Vaticano, invece, pur sussistendo la Dichiarazione sulla Massoneria del 26 novembre 1983, il Vescovo di Terni, Francesco Antonio Soddu, ha preso parte all’inaugurazione di un tempo massonico.
La Diocesi si trovò a dover “chiarire che non si trattava di un riconoscimento o di una “luna di miele” tra le due istituzioni, ma che il Vescovo aveva semplicemente partecipato a un evento pubblico, generando però sgomento e polemiche tra i fedeli”.
Bergoglio non prese nessun provvedimento, com’era ovvio.
L’allora Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia (GOI), Stefano Bisi, portò questo evento a suo vantaggio perché riuscì a far uscire la Chiesa Cattolica allo scoperto, risultando poi vittima di un clima oscurantista fra le frange più conservatrici della Chiesa.
La gente si scandalizzò, e non poco, dal momento che al rito del taglio inaugurale il Vescovo Soddu e il Gran Maestro Bisi erano giulivi e giocondi nel reggere il nastro come se appartenessero alla medesima famiglia.
Cattolici e Massoni, però, va chiarito, non appartengono alla stessa famiglia e non hanno assolutamente nulla in comune.
Un Successore degli Apostoli non può – per nessun motivo, fosse anche il più nobile – andare a rallegrarsi per l’apertura di una sede della Massoneria nel suo territorio diocesano.
Benedetto XVI ha pagato, a caro prezzo, la sua opposizione alla Massoneria perché – non lo si può nascondere – in Vaticano c’è chi ha più venerazione per il “grembiulino” che per la Dottrina.
In questo mese di novembre, a 42 anni dall’emissione della Dichiarazione sulla Massoneria, era giusto rammentare che le stravaganze di Oltre Tevere hanno una matrice, un significato, un retrogusto che è quello del “fumo di Satana in Vaticano” di post-conciliare memoria.
L’immagine di copertina è stata generata con Copilot Microsoft AI.

Tutto vero caro Elia!!! La massoneria ha sempre voluto distruggere il cristianesimo e la cultura cristiana, insinuandosi negli ambienti vaticani per corroderla dal di dentro, lo sappiamo. Ha “comprato “ le adesioni dei prelati in molti modi: con privilegi, onori, decorazioni e ricchezze. Là dove si dovrebbe di più testimoniare l’amore per Dio, essere semplici, poveri in spirito, fedeli a Gesù e al suo mandato apostolico, ora regna l’avidità, il vizio, l’eresia e l’apostasia, e, soprattutto, la volontà di distruzione della FEDE CRISTIANA e dei suoi principi testimoniati e insegnati da Gesù nel Vangelo. Infatti TUTTI I CARDINALI, come segno di riconoscimento fra loro, portano la croce di Bergoglio, dove è raffigurato il buon pastore che tiene la pecora sulle spalle in un modo diverso, cioè con le braccia incrociate; e, di più, il pastore ha un piede girato all’indietro, segno demoniaco. Questo simbolo è anche quello dei rosacroce, la setta che ha già fatto parecchi suicidi di massa . Quindi testimoniano cose non cristiane. MA NESSUNO PARLA, anche se sanno, per paura