Nel comune monferrino, le sue opere narrano la storia e le tradizioni della comunità e ricordano Francesco Cirio, imprenditore del settore conserviero
Il comune di Fontanile, situato nel Monferrato astigiano, è un borgo collinare noto per la viticoltura e i suoi murales che ne raccontano la storia e l’identità. La sua chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista, con la sua imponente cupola, è un punto di riferimento visibile da lontano.
Il nome del paese, Fontanile, curiosamente richiama l’abbondanza di acque sorgive, nonostante la sua vocazione vitivinicola. Il territorio è caratterizzato dalla coltivazione di vitigni aromatici come Moscato bianco e Brachetto, oltre a varietà tradizionali come Barbera, Dolcetto, Freisa, Grignolino, Cortese e Chardonnay.

I vini locali sono disponibili presso la Cantina Sociale di Fontanile, che dal 2022 è confluita in un grande gruppo cooperativo con La Vecchia – Cantina di Alice Bel Colle e Sessame d’Asti, contando su 305 soci e circa 1.500 ettari di vigneti, come si è detto in un precedente articolo.
Il paese è circondato da muraglioni di origine medievale, un tempo protetti da un fossato pieno d’acqua, oggi interrato. Questo fossato, utilizzato per l’abbeveraggio del bestiame, il lavaggio dei panni e la bagnatura della canapa, e persino per pattinare d’inverno o fare giri in barca in occasioni speciali, è immortalato in uno dei murales, intitolato “Il Fosso”.
Il progetto comunale “I muri raccontano…”, ideato dall’artista locale Luigi Amerio (detto Ginetto), ha lo scopo di decorare e migliorare esteticamente il centro abitato, ma anche di documentare aspetti della vita del paese, storie e immagini della civiltà contadina.

Tra i murales significativi, oltre a “Il Fosso”, ci sono: “La Gita in bicicletta 1912: Svizzera e ritorno”, che raffigura un’impresa di cicloturismo di cinque abitanti; scene di vita contadina come “Spannocchiando il granoturco”, “La trebbiatura” e “La vendemmia”; “Battaglia di Aleramo”, che evoca uno scontro tra Aleramici e Saraceni nel 936; “Aldo Pesce: uno di noi”, un omaggio a un campione di “Palla a pugno” (pallone elastico) originario di Fontanile.
Due murales sono dedicati alla chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista: “La vecchia chiesa”, che mostra l’edificio prima della sua demolizione nel 1897 per fare spazio al nuovo e più grande tempio.
Della vecchia chiesa rimangono il campanile, parte dell’abside e un portale cinquecentesco. La nuova parrocchiale, inaugurata nel 1900, ospita il monumento sepolcrale di don Alessandro Biagio Soave, promotore della costruzione, e affreschi di Luigi Morgari.
Il secondo murales, “Arrivo delle campane”, rievoca l’evento del 1922 in cui cinque nuove campane giunsero a Fontanile, trasportate da Mombaruzzo con carri trainati da buoi, per la chiesa parrocchiale.
Sempre a Fontanile ritroviamo un personaggio torinese d’adozione: Francesco Cirio (Nizza Monferrato, Asti, 25 dicembre 1836 – Roma, 9 gennaio 1900). L’imprenditore pioniere del settore conserviero, da bambino, si era trasferito a Fontanile dalla natia Nizza, per poi raggiungere Torino, dove aveva dato inizio al suo clamoroso percorso di industriale.

Francesco Cirio è il signore baffuto che a Torino occhieggia dalla lapide monumentale, opera liberty dello scultore Cesare Biscarra, collocata nel 1910 a lato del civico 24 di Piazza della Repubblica, in pratica all’angolo con corso Giulio Cesare.
A Fontanile appare nel murales, sempre di Luigi Amerio, intitolato “Francesco Cirio: uno di noi”, che lo raffigura da ragazzino quando svolgeva i suoi primi modesti commerci per aiutare il bilancio familiare.
L’integrazione profonda della figura di Cirio nella narrazione e nell’identità locale è anche testimoniata dalla iniziativa del Comune di Fontanile, che ha ricordato Francesco Cirio domenica 4 maggio 2025, in collaborazione con Nizza Monferrato e Castelnuovo Belbo, con “Sulle orme di Francesco Cirio”, giornata tra memoria storica, racconti del territorio ed eccellenze enogastronomiche.
La conferenza “Dalle origini ai nostri giorni” ha annoverato gli interventi di Giuseppe Baldino con “L’impossibile si farà. Vita meravigliosa di un grande italiano: Francesco Cirio. Il film che nessuno ha mai visto”, di Fausto Marino (Mulino Marino) con “L’innovazione dell’arte molitoria ai nostri giorni”, e di Pier Paolo Rosetti (Conserve Italia) con “Un marchio con un grande cuore”. Il giornalista Pier Ottavio Daniele è stato moderatore dell’incontro.
Si è poi svolta la visita alla storica Bottega della famiglia Cirio, animata dalla Compagnia teatrale Belli da Morire e accompagnata dai Narratori del Territorio, ed è stata allestita la mostra “Cirio uno di noi”. Tutte queste iniziative costituiscono una dichiarazione esplicita del legame intimo tra la comunità di Fontanile e il personaggio di Francesco Cirio, considerato non solo come una figura storica, ma come parte integrante e identificativa della loro identità collettiva.
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