Torino diventa scenario per un atto politico dal forte senso identitario.
In una Torino ostaggio degli ideologici simpatizzanti del Centro Sociale “Askatasuna” un attivista di “Italia Unita” ha issato la Bandiera Italiana, il Tricolore, nel pieno centro della città.
Ne abbiamo parlato con il Fondatore di “Italia Unita”, Amedeo Avondet, che ci ha detto: “In occasione del 25 aprile occorre rimarginare le ferite storiche della guerra civile ricordandoci ancora una volta l’orgoglio di essere italiani, unendoci nel Tricolore, “Italia Unita” è l’essenza di questo processo storico, politico, sociale e culturale”.
Purtroppo, con la retorica che alberga nelle associazioni di sinistra, il 25 aprile, anche quest’anno, è stato divisivo ed ha creato divisioni tra i cittadini.
Bene ha fatto, in provincia di Cuneo, il sindaco di Monterosso Grana, Stefano Isaia, a dire agli alunni del suo comune: “Non cantiamo Bella Ciao. E’ divisiva”.
In Italia, per fortuna, non tutti gli amministratori locali, i politici, i parlamentari, sono proni all’ideologia partigiana portata avanti dai cosiddetti “liberatori”.
I comuni italiani non hanno bisogno di retorica, ideologia, propaganda vetero-comunista, di quanti volevano trasformare il nostro Paese in un’appendice dell’Unione Sovietica. L’Italia ha bisogno di una politica che pensi ai problemi reali della popolazione, al di là delle opinabili correnti di pensiero.

Per questo motivo Amedeo Avondet chiosa dicendo che “Italia Unita” affiderà “i Lavori Pubblici a chi realmente ama le nostre città, le ama così tanto da abbellirle e rinnovarle a sue spese, come questo attivista torinese ha fatto” issando un Tricolore nel centro di Torino.
Sappiamo da Avondet che l’attivista, un giovane di nome Alessio, ha speso circa 300 euro per donare a Torino, ma soprattutto ai torinesi, un Tricolore in un giorno nel quale sventolano decine di bandiere rosse, contrastando il valore reale dei fatti storici.
La domanda che molti si fanno è: non poteva pensarci il Sindaco di Torino, Stefano Lo Russo, “Partito Democratico”?

Ormai tutto è travisato. Già in tempo di guerra si travisava per il proprio interesse; mio padre è stato vittima di questo comportamento vergognoso. E comunque è stato l’intervento degli americani a farci liberare dai nazisti e fascisti, mentre molti partigiani battevano le campagne a rapinare i contadini con la scusa di nascondersi ai fascisti. Inoltre ormai questi “eroi “ non ci sono più e quelli che rievocano sono i loro discendenti, che creano i vari centri sociali. Mi fermo qui perché potrei dire troppo
Carissima Margherita, il revisionismo italico vieta di parlare dei crimini dei Liberatori