Una delle espressioni più inquietanti e misteriose della criminologia
Gianluca Zanella, nel suo recente libro Serial killer. I volti del male, ci racconta gli omicidi seriali nel vero senso della parola, poiché ha scelto un’impostazione finalizzata appunto a coinvolgere il lettore con l’ausilio di un linguaggio che spinge a continuare a percorrer pagine trapuntate dalla più cieca violenza di alcuni tra i più temibili “mostri” americani e italiani.
Come è ben noto, il delitto seriale rappresenta una delle espressioni più inquietanti e misteriose della criminologia: sono soprattutto l’efferatezza dei crimini e la mancanza di movente a suscitare interrogativi; sono state ipotizzate relazioni con l’attività cerebrale anomala, determinata da traumi cranici e lesioni del cervello durante la nascita o lo sviluppo, con un cattivo funzionamento del sistema limbico e dell’ipotalamo; inoltre potrebbero essere alla base di questo comportamento deviante anomalie genetiche determinate dal cromosoma Y soprannumerario.
Ma in genere gli psichiatri tendono a far risalire tutte le anomalie a fattori psicologici e all’ambiente in cui è cresciuto il soggetto. In genere il serial killer ha un’età compresa tra i 20 e i 40 anni, prevalentemente di sesso maschile; ha una cultura di livello medio-basso e svolge professioni poco gratificanti. Spesso il suo passato familiare è trapuntato da abusi e violenze, dalla sofferenza e dall’abbandono. Oggi con serial killer si indica chi “uccide in serie” più persone (almeno tre), in un arco di tempo variabile, da pochissime ore ad anni, questa caratteristica è importante poiché consente di differenziarlo dallo spree killer e dal mass murder.
Difficilmente l’assassino utilizza armi da fuoco per annientare la vittima, che sottopone invece a strangolamento, torture e mutilazioni. Dopo l’omicidio può compiere atti di necrofilia o cannibalismo. La motivazione più profonda alla base dei delitti seriali è l’appagamento di fantasie sessuali. Attualmente i criminologi hanno elaborato una serie di categorie che identificano i vari assassini seriali in base al loro modus operandi.
Le categorie principali sono sei e comprendono il Visionario, il Missionario, l’Edonista, il Dominatore, il Sadico sessuale e il Sadico terrorizzatore. Si aggiunga che il serial killer può essere organizzato o disorganizzato: nel primo caso si tratta di criminali che non lasciano nulla al caso, curando al massimo le loro azioni, anche dal punto di vista simbolico, al fine di compiere un omicidio che visualizzi le loro visioni.
Quelli disorganizzati non premeditano assolutamente le loro azioni criminali: uccidono a caso rispondendo a un impulso, utilizzando un’arma improvvisata, spesso trovata sul luogo del delitto lasciano tracce, anche di notevole rilievo.
Comunque non è facile penetrare il dedalo di follia che caratterizza questi criminali, Gianluca Zanella ha provato a farlo, offrendoci un panorama variegato e sempre inquietante, ma tragicamente reale.
Gianluca Zanella, Serial killer. I volti del male, Diarkos, pag. 372, Euro 14,90.
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