La narratrice di fiabe
Articolo di Katia Bernacci, fotografia di Marino Olivieri
E ra una notte senza luna, e il cielo sembrava aver dimenticato come si fa a brillare. Non si parlava d’altro, due bambini erano scomparsi, e la notizia si era diffusa con un sussurro gelido, correndo di porta in porta. In paese, nessuno dormiva. Gli anziani dicevano che la foresta aveva dei segreti. Alcuni pensavano al peggio. Altri, temevano qualcosa di peggio ancora.
Ed è dalla sparizione di due bambini, Hansel e Gretel, che il nuovo libro di Elisabetta Barberio, “Wild, l’eco della foresta nera”, edito da DeA, prende spunto per poi volare, in una indagine a tutto campo dal sapore criminologico, dove l’amore fa capolino, e la venatura gotica incanta.
Con una scrittura interessante e originale, che fa subito intuire la capacità tecnica dell’autrice, Elisabetta ci conduce nelle atmosfere di inizio Milleottocento, in casa dei fratelli Grimm, Jacob e Wilhelm, due linguisti, filologi e studiosi tedeschi nati rispettivamente nel 1785 e nel 1786 a Hanau, vicino a Francoforte, conosciuti per aver raccolto e rielaborato le fiabe della tradizione popolare tedesca. La loro opera più famosa è Kinder und Hausmärchen (Fiabe del focolare), pubblicata tra il 1812 e il 1822, che raccoglie fiabe come Hansel e Gretel, Cappuccetto Rosso, Biancaneve, Raperonzolo e I musicanti di Brema.
Forse non tutti sanno però che ci fu una ragazza che contribuì alla raccolta di quei racconti, si trattava di Henriette Dorothea Wild, conosciuta come “Dortchen”, nata nel 1793 a Kassel, in Germania. Dortchen fu inizialmente un’amica di famiglia dei Grimm, con i quali praticamente era cresciuta, per poi diventare moglie di uno dei due fratelli, Wilhelm, il più sensibile tra i due.
Il romanzo della Barberio possiede la capacità di rievocare più storie contemporaneamente, da un lato quella di una donna importante, che è stata dimenticata con il passare del tempo ma che tanto ha donato alla cultura collettiva, e dall’altra quella del mistero di una scomparsa che scuote tutti coloro che ne vengono a conoscenza, i lettori moderni stessi.
Alcuni studiosi ritengono che la fiaba di Hansel e Gretel sia ispirata alla Grande Carestia del XIV secolo (1314–1322), quando molte famiglie, in preda alla fame, furono costrette ad abbandonare i propri figli nei boschi; in questo caso la storia dei due bambini sarebbe molto più antica di quel che si pensa.
Ma cosa accadde realmente, e come faceva Dortchen a sapere dei due bambini?
Questo dovrete scoprirlo da soli seguendo l’intreccio di “Wild, l’eco della foresta nera”, possibilmente senza perdervi nella nera notte senza luna….
Libro: Elisabetta Barberio, Wild, l’eco della foresta nera, DeA 2025
