Il film Joker – Folie à Deux di Todd Phillips è stato molto criticato dal pubblico sin dalla sua anteprima avvenuta durante il Festival di Venezia nel 2024, per essere stato concepito secondo la formula di un musical.
In effetti, il musical è un genere che o si ama o si detesta alla follia, visto che ci sono persone a cui non piace il fatto che gli attori si mettano a cantare di punto in bianco per poi tornare a recitare, perché li estrania e li fa tornare alla realtà demolendo così il muro della sospensione di credulità formatosi tra lo spettatore e gli attori.
Il primo film era autoconclusivo ma, visto il successo riscosso, sia il regista Todd Phillips sia l’attore Joaquin Phoenix avevano detto che si sarebbe parlato di un secondo capitolo solo se la sceneggiatura fosse stata molto buona. L’annuncio del sequel era stato fatto due anni prima dell’uscita e le persone erano felici, ma alla notizia di un possibile musical hanno storto il naso, per il fatto che il tema principale del film è “l’amore” malato tra Joker e Harley Quinn, interpretata dalla cantante Lady Gaga e che in questo capitolo chiamata Lee Quinzel e non più la follia di Arthur Fleck e la sua controparte annessa di violenza che aveva reso il film vietato ai minori di 14 anni.
Il rating vale anche per il secondo film, non tanto per la violenza, ma per le scene di sesso e poca violenza. Il film è molto concentrato su Lee invece che su Joker, ci sono persone che hanno definito il film un videoclip della cantante, per quanto appunto fosse concentrato sul suo personaggio rispetto a quello di Joaquin Phoenix.
Nel film vediamo quanto Lee sia innamorata solo di Joker, tanto è vero che prima di farci sesso trucca Arthur come la sua controparte criminale. Quando nel bel mezzo del processo Arthur davanti al giudice dice che non c’è nessun Joker, ma solo Arthur Fleck lei si alza e se ne va, dandoci conferma di quel pensiero scaturito in precedenza.
L’avvocato dice ad Arthur di spiegare i suoi atteggiamenti un po’ sopra le righe come azioni fatte da uno sdoppiamento di personalità per via dei suoi traumi infantili per scampare alla pena di morte. Sono poche le scene ambientate al di fuori dall’edificio, luogo dove Arthur è ricoverato per infermità mentale, tra cui la famosa scalinata vista nel primo capitolo e che rivediamo alla fine del secondo capitolo.
C’era veramente bisogno di un sequel del film Joker uscito nelle sale nel 2019?
Le opinioni sono molto contrastanti. Molte persone erano felici che ci sarebbe stato un continuo della storia, ma quando hanno saputo che sarebbe stato un musical si sono ricredute e improvvisamente hanno dichiarato di non sentirne più il bisogno. La scelta di Lady Gaga per impersonare Lee è stata un po’ azzardata, ma dopo aver reso il sequel un musical è al contrario azzeccata.
Nel primo film la musica era una componente fondamentale per capire appieno il personaggio di Arthur Fleck, entrare nella sua testa e distinguere la realtà dalla sua immaginazione. Lady Gaga è una bravissima cantante, ma come attrice non l’abbiamo potuta vedere molto, solo nella quinta stagione della serie American Horror Story e in film come A Star is Born del 2018, ovvero il terzo remake del film del 1937 con Janet Gaynor come protagonista e in House of Gucci uscito nel 2021 che non ha riscosso molto successo al botteghino.
In passato ci sono stati film che sono stati un fallimento o per via del casting o per il fatto che fosse l’ennesimo remake o rivisitazione di un’opera fin troppo usata in precedenza. Questo è stato il caso del film Cenerentola del 2021 con protagonista Camila Cabello e Nicholas Galitzine, che per entrambi i precedenti motivi è stato un flop.
Le canzoni all’interno del film sono sia originali come per esempio “Million to One” sia cover di brani conosciuti e già più che noti come “Somebody to Love” dei Queen e “Material Girl” di Madonna. Lo stesso schema, di usare canzoni originali e cover era già stato utilizzato in precedenza nel film uscito nel 2001 Moulin Rouge! con protagonisti Nicole Kidman ed Ewan McGregor aggiudicandosi, oltre a un grande successo di pubblico anche due premi Oscar per la miglior scenografia e migliori costumi su otto delle candidature. Forse perché era una storia meno conosciuta, siccome lo spunto è l’opera La Traviata di Giuseppe Verdi, a differenza di una tra le fiabe più famose al mondo che cambia per il fatto che la protagonista sogna di fare la stilista e non il solito principe azzurro.

Ilaria Tasso
