Alla Bibliomediateca Mario Gromo si riscopre l’attore di Cabiria nel centenario della sua scomparsa
Torino rende omaggio a una figura poco conosciuta, ma significativa della storia del teatro e del cinema italiano. Lunedì 26 ottobre, alle ore 17.30, la Bibliomediateca Mario Gromo di via Matilde Serao 8/A ospiterà l’incontro “Sotto il segno di Gemelli”, dedicato a Enrico Gemelli, attore teatrale e cinematografico di cui ricorre quest’anno il centenario della morte.
L’evento sarà l’occasione per presentare il volume di Ico Ferrero intitolato “Da Garibaldi ad Archimede. Enrico Gemelli, dai teatri di guerra ai teatri di posa”, pubblicato da Edizioni Mille con il patrocinio del Museo Nazionale del Cinema.
Il libro ripercorre la vicenda umana e artistica di Gemelli, protagonista di un percorso singolare che lo portò dai campi di battaglia ai palcoscenici e infine al grande schermo.
Particolarmente legato alla storia del cinema italiano, Enrico Gemelli è ricordato per aver interpretato il personaggio di Archimede nel celebre kolossal Cabiria, capolavoro del cinema muto diretto da Giovanni Pastrone e realizzato a Torino nel 1914.
Un ruolo che lo colloca tra i protagonisti di una stagione fondamentale per la nascita dell’industria cinematografica nazionale.
A dialogare con l’autore saranno Silvio Alovisio e Armando Petrini dell’Università degli Studi di Torino, che offriranno un approfondimento sul contesto storico, teatrale e cinematografico in cui operò l’attore.
L’appuntamento avrà inoltre un importante valore documentario. Durante l’incontro verrà infatti presentato il fondo archivistico dedicato a Enrico Gemelli, recentemente depositato presso il Museo Nazionale del Cinema. Un patrimonio di documenti che contribuirà a preservare e valorizzare la memoria di un interprete che attraversò alcuni dei momenti più significativi della cultura italiana tra Otto e Novecento.
L’iniziativa rappresenta dunque non solo la presentazione di un volume biografico, ma anche un’occasione per riscoprire un protagonista dimenticato della scena teatrale e cinematografica, restituendogli il posto che merita nella storia culturale del Paese.
