Un libro di storia, geografia, antropologia curato dal professor Francesco Prontera, uno tra i massimi studiosi della materia, pubblicato dalla Leo S. Olschki Editore
Il volume, ”Al di qua delle colonne d’Ercole. Scoperta e rappresentazioni del Mediterraneo” curato dal professore Francesco Prontera,- uno dei maggiori studiosi della tematica – pubblicato dalla Leo S. Olschki Editore di Firenze, si concentra sulla scoperta dello spazio Mediterraneo e sulla rappresentazione come parte del mondo conosciuto dalla colonizzazione greca e fenicia fino all’origine dell’idea della nozione di clima Mediterraneo. Tra mappe mundi antiche, carte nautiche, il libro accompagna il lettore alla conoscenza di quel primo Mediterraneo che fu per gli antichi Greci l’Egeo. “Spazio di traffici e di conflitti, il Mediterraneo rappresentò il centro del mondo per la civiltà greco – romana; ma come si arrivò a concepire la sua unità? 
La distinzione tra mare interno ed esterno alla Colonne d’Ercole fu un esito imprevisto della colonizzazione greca e fenicia fra VIII e VII sec. a.C. L’orizzonte geografico di Omero, infatti, era ancora circoscritto al bacino orientale del Mediterraneo e solo la colonizzazione portò ad ambientare le peripezie di Ulisse in Occidente, dove i coloni greci ritrovarono la Rupe di Scilla, le Isole di Eolo/Eolie e l’isola di Circe/Circeo. Così in Occidente, e più tardi nel Mar Nero, emigrarono con i Greci anche i culti eroici e i miti di Eracle e di Achille. Il Mediterraneo venne descritto sistematicamente dai geografi antichi Giri della terra e dei Peripli, occasionalmente da Erodoto il Padre della storia, per poi prendere forma della cartografia. La funzione permanente svolta dal mare interno nelle costruzioni della cartografia, da Erastotene a Tolomeo, non ha però alcuna incidenza sulla riflessione storico-antropologica degli antichi, orientata piuttosto della tripartizione continentale del genere umano (Europa,Asia e Libia/Africa). In tale prospettiva si collocano anche le considerazioni svolte da Strabone, storico e geografo greco attivo al tempo di Augusto, sul Mediterraneo come “spazio dell’impero romano”.
Nel Medioevo le mappe mundi cristiane ripresero l’immagine di una terra circolare con il suo mare interno, mentre nella civiltà islamica venne recepita precocemente la geografia tolemaica, come mostra la grande carta di Edrisi del XII secolo. La riscoperta del Mediterraneo come spazio a sé si deve, però, alla cartografia nautica e al portolano, due prodotti originali della civiltà tardo medievale. L’ultima parte del libro sposta l’attenzione sull’origine di un’idea che appartiene elusivamente alle rappresentazioni collettive dell’età contemporanea: la nozione di clima mediterraneo, codificata nella seconda metà dell’Ottocento dalla geografia tedesca con Theobald Fischer. Il volume si ferma alla vigilia del primo conflitto mondiale, quando il Mediterraneo è ormai diventato un territorio conteso nell’espansione coloniale europea. Un’opera letteraria che amplia la conoscenza storica e geografica del Mediterraneo. Un saggio affascinante e ben strutturato, rivolto a chiunque, sia appassionato alla storia antica, e alla geografia storica.
Autore:
Francesco Prontera, già ordinario di Storia greca e di Geografia storica del mondo antico presso l’Università di Perugia, ha fondato nel 1992 la rivista «Geografia Antiqua»(Leo S. Olschki, Firenze),che da allora dirige. Il suo principale campo di studi riguarda le rappresentazioni geografiche nella storia, nella letteratura e nella cartografia antica da Erodoto alal Tabula Peutingeriana. Una raccolta di saggi è uscita in Spagna (Oltre forma de mirar el espacio: geografia e historia en la Grecia antigua, Málaga, 2003) poi ampliata, in questa collana(Geografia e storia nella Grecia antica, 2011).
Descrizione immagini
Foto copertina”Hildreth Meière, Pillar of Hercules, pannelli, 1960. The Newark Museum of Art, Newark, NJ .
Foto 1 Una delle carte tematiche(isoterme annuali) che illustrano il saggio di Ficher sul clima del Mediterraneo
Foto 2 La diffusione dell’ulivo nel Mediterraneo. Parte della grande carta elaborata da TH. Fischer , De Ölbaum, Gotha, Justus Perthes 1904. L’intensità del verde corrisponde all’intensità della coltura.
Le immagini che documento il testo sono state tratte dal libro:
“Al di qua delle colonne d’Ercole. Scoperta e rappresentazioni del Mediterraneo”a cura di Francesco Prontera,pp.268, con 100 fig. di cui 18 a colori,Leo S. Olschki Editore, Firenze 2025 €29.00
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