Nei giorni 21/22/23 novembre 2025, per la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne
In occasione di questa importante Giornata di riflessione sul tema della violenza contro la donna, nei giorni che vanno dal 21 al 23 novembre, dalle ore15 alle 20, si terrà l’apertura straordinaria al pubblico degli atelier d’artista ubicati presso il Cortile delle Arti di via Vanchiglia 16, a Torino. In ciascuna giornata, l’ ultimo ingresso è previsto per le ore 21.40.
Fra i tanti ospiti fissi del Cortile delle Arti creato da Adelma Mapelli, due artisti si metteranno in gioco, con le loro opere e creazioni, in uno scambio vicendevole: Claudio Cravero, che ospiterà nel suo spazio Marta Scavone. Vediamo da vicino, grazie alla gentile collaborazione dei due artisti, il loro progetto per queste giornate.
Nelle opere di Marta Scavone la fotografia diventa un linguaggio di resistenza e uno strumento di introspezione, con l’ utilizzo dell’autoritratto come mezzo di costruzione e decostruzione del sé, indagando i meccanismi di potere, manipolazione e idealizzazione che permeano le relazioni e la società contemporanea. In uno spazio scenico costruito con precisione teatrale, trasformato in laboratorio visionario, il corpo diventa narrazione, simbolo e denuncia.
Sparkling Contusions affronta con forza poetica il tema del love-bombing, una forma di amore tossico che cela controllo e abuso sotto l’apparenza del fascino. I lividi colorati e gli strass a forma di cuore incarnano la duplicità di un affetto che ferisce, esponendo cicatrici invisibili lasciate dalla manipolazione emotiva.
In Reversal of an Aesthetic il corpo femminile emerge da un mare immaginario, sospeso tra attrazione e oppressione. I tacchi a spillo, simbolo di una femminilità imposta e performativa, sono strumenti di equilibrio precario in un mondo sommerso dalle aspettative sociali. L’opera riflette sulla tirannia dell’immagine e sulla fatica di essere donne autentiche in un contesto che misura il valore attraverso l’apparenza.
Ultimo Eccesso alle 21:40 esplora la violenza invisibile dei nuovi spazi digitali. Il volto, imprigionato nei fili colorati delle piattaforme social, diventa emblema di un disagio collettivo: la connessione si fa costrizione e la parola si trasforma in arma. Il titolo, ironico e amaro, denuncia la trasformazione del “contatto” in “eccesso”, dell’incontro in sopruso.

Con Ethereal Bride l’artista chiude il suo percorso narrativo e fotografico con una riflessione sull’idea di unione e purezza idealizzata. La “sposa immateriale”, sospesa tra sogno e assenza, incarna l’illusione romantica nutrita da miti culturali e fiabe d’amore. Dietro la veste eterea si cela la dissonanza tra aspettative e realtà, tra il desiderio di fusione e la perdita dell’identità individuale.
L’insieme di queste opere compone un racconto visivo potente e fragile, in cui la femminilità è esplorata come esperienza vissuta, ferita e risignificata, al di là degli stereotipi di genere a cui siamo abituati. La mostra è un invito alla consapevolezza e alla rinascita: un viaggio nell’estetica della vulnerabilità che diventa, attraverso l’arte, atto di liberazione e presa di parola.
Marta Scavone (1998) è un’artista multidisciplinare che vive e lavora a Torino. Dopo il diploma in Fashion Design, si laurea con lode in Fotografia presso l’Istituto IED di Torino. Fin dall’infanzia studia musica, danza e teatro, che contaminano il suo approccio alla fotografia, spingendolo oltre i confini del concetto tradizionale. Il suo lavoro artistico unisce fotografia, moda, scenografia e teatro, esplorando temi contemporanei attraverso immagini costruite dall’atmosfera onirica.
Marta Scavone è rappresentata a Torino dalla galleria Febo e Dafne. Ha esposto a livello internazionale, in mostre a Torino, Milano, Parigi, Johannesburg e New York. Tra le fiere d’arte si segnalano The Others e The Phair a Torino.
“Uso la fotocamera come uno strumento di creazione e immaginazione”, ha dichiarato l’artista.
History of Violence di Claudio Cravero è una riflessione sulla rappresentazione della violenza nell’immaginario contemporaneo.
Viviamo in una società che ha neutralizzato la morte, rimuovendola dallo spazio dell’esperienza per relegarla nei territori anestetizzati dell’intrattenimento. Secondo Umberto Galimberti, la morte è il pensiero che fonda ogni altro pensiero: ciò che ci costringe a pensare, perché ci sottrae ogni illusione di durata. Eppure, la modernità l’ha trasformata in un’ombra, un fantasma silenzioso. In questo vuoto simbolico si inserisce questo nuovo progetto di Claudio Cravero che non mostra la morte, ma la sua messa in scena, il suo simulacro.
I corpi da lui fotografati giacciono in stanze comuni, senza identità e senza volto. La scelta di occultare lo sguardo nel punto in cui, secondo Emmanuel Lévinas, la relazione etica prende forma non è casuale: priva la figura della sua individualità e del suo diritto a una biografia. La “perdita del mondo”, diceva Hannah Arendt, inizia dalla perdita del volto e della parola, della narrazione, della possibilità di apparire agli altri.
In alcune fotografie compare un coltello, simbolo esplicito di violenza, che poi scompare. La rimozione progressiva dell’arma non è solo un gesto estetico, ma un’operazione critica. Cravero elimina la causa, la dinamica, l’agente; rimane solo il risultato, come in una dissezione fredda e muta. È qui che il suo progetto si avvicina a Michel Foucault: non è la violenza in sé a interessare, ma le forme attraverso cui viene codificata, messa in scena e disciplinata. L’immagine non testimonia, istituisce uno spazio di potere e lo mette in crisi.
History of Violence è anche e soprattutto una denuncia radicale e poetica contro la violenza sulle donne, che ogni giorno si consuma nei luoghi più consueti, tra le mura domestiche e nel silenzio assordante della normalità.
La locandina dell’evento permette di cogliere tutte le opportunità artistiche e umane che il Cortile delle Arti offrirà nei tre giorni dedicati allo scottante tema della violenza contro le donne, che si inserisce nell’altrettanto e, forse, ancor più vasto, argomento della disparità di genere o della mancanza di una parità effettiva di opportunità tra uomo e donna all’interno della società italiana. Si ringrazia Claudio Cravero per l’immagine di copertina.

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