Le carceri minorili nel dossier realizzato da “Radicali Italiani” e “Nessuno tocchi Caino”, con la discutibile collaborazione di “Azione”.

In un’Italia ostaggio di deplorevoli baby gang formate da immigrati di seconda generazione, quasi tutti minorenni, c’è chi si permette di dire che gli Istituti Penali per Minorenni (IPM) sono delle “fabbriche di recidiva”.
Parole assai gravi e discutibili che, però, “Radicali Italiani” – realtà politica con una valenza pari allo 0% – sostiene con fierezza ed orgoglio.
Sulla Pagina Facebook ufficiale “Radicali” si legge che gli IPM sono dei “luoghi in cui la pena, invece di aprire strade nuove, finisce troppo spesso per replicare gli stessi meccanismi che hanno condotto al reato. In questi mesi, durante le nostre visite, abbiamo incontrato ragazzi immersi in condizioni che difficilmente possono sostenere un autentico percorso di crescita”.
Come sempre accade, nel mondo radicale non si pensa mai alle vittime dei minorenni. Costoro si trovano in carcere perché hanno commesso reati e danneggiato persone oneste e per bene.
Le persone per bene non interessano a certe realtà di Sinistra; per loro importante è stare sempre con galeotti e delinquenti, d’altronde è lì che attingono voti.

Il Segretario politico di “Radicali Italiani”, Filippo Blengino, con la sua nota verve, insiste: “Abbiamo visto spazi sovraffollati, personale costretto a inseguire emergenze senza sosta, progetti educativi presenti ma fragili, incapaci di reggere l’urto dei bisogni profondi e complessi dei giovani detenuti”.
In queste parole si legge tutta la retorica – trita e ritrita – di “Radicali Italiani” che sa solo parlare di sovraffollamento delle strutture detentive. Mai una volta che siano in grado di dire perché le carceri sono sovraffollate. Allora lo diciamo noi.
Le carceri – comprese quelle minorili – sono piene e sovraffollate perché il nostro Paese è popolato da migliaia di delinquenti – che vanno chiamati col loro nome – che hanno fatto delle norme giuridiche carta straccia e se ne sono infischiati delle persone oneste.
Secondo “Radicali Italiani” e “Nessuno tocchi Caino” – altra realtà sodale con i galeotti – è negli Istituti Penali per Minorenni che “la recidiva trova terreno fertile: non come destino individuale, ma come prodotto di un sistema che, così com’è, finisce per riproporre il ciclo criminale che dovrebbe invece spezzare”.
Dispiace smentire i pro-detenuti ma le carceri italiane non creano recidiva.

La recidiva la creano le condizioni che sussistono al di fuori delle carceri dove, educatori, assistenti sociali, cooperative sociali, taluni sacerdoti, non esitano mai a schierarsi dalla parte di chi delinque, anziché da quella delle Forze dell’Ordine e delle vittime dei galeotti, maggiorenni o minorenni che siano.
Filippo Blengino fa sapere: “abbiamo presentato alla Camera dei Deputati, con l’on. Fabrizio Benzoni di “Azione”, un dossier sulla situazione degli IPM in Italia realizzato insieme a Nessuno Tocchi Caino: un passo necessario per riportare al centro la responsabilità collettiva e il dovere di trasformare questi luoghi da generatori di fallimento a spazi reali di rinascita”.
Parlare di “spazi reali di rinascita” lascia un po’ l’amaro in bocca a quelle persone che si sforzano di vivere secondo le regole e che – loro malgrado – devono tollerare una criminalità crescente, un’insicurezza palpabile, che – come spesso abbiamo detto – è figlia di un’immigrazione criminale ed incontrollata di cui la Sinistra è garante.

Vero è quando “Più Europa”, “Partito Democratico”, “Alleanza Verdi Sinistra”, “Azione”, “Movimento 5 Stelle”, dicono “la Destra è al Governo da tre anni e si lamenta del tema sicurezza”. Nulla da eccepire, è verissimo.
Il problema è che in tre anni non si possono cancellare i danni sulle politiche migratorie dei Governi Draghi, Conte, Gentiloni, Renzi, Letta, Monti, che sull’immigrazione selvaggia ed incontrollata hanno costruito un’impalcatura vergognosa ed imbarazzante.
Il Governo di Giorgia Meloni può fare di più? Assolutamente sì. Chi ha votato “Lega” e “Fratelli d’Italia” si aspettava un “pugno di ferro” maggiore e una “tolleranza zero” maggiormente visibile.
Il Governo sui temi della sicurezza è assai cauto.
Il motivo è chiaro: avendo il partito del Premier Meloni, la “fiamma tricolore” nel simbolo, il rischio di essere accusati di autoritarismo e presunto fascismo è dietro l’angolo. L’Esecutivo, perciò, si destreggia a “camminare sulle uova”.

Chi fa cronaca sa benissimo che il Governo sta lavorando e sta facendo “i salti mortali” per riportare “ordine e disciplina” in un’Italia, divenuta il “Paese del bengodi”.
Il tema delle carceri tiene banco nelle Aule della democrazia dove – siccome non si vuole guardare mai la Luna, ma sempre e solo il dito – ci si spertica nel difendere i diritti dei detenuti ma mai quelli delle vittime.
Sicuramente torneremo sul tema ma, per il momento – citando Roberto Benigni e Massimo Troisi – “non ci resta che piangere”.

Forse, caro Elia, non ci rendiamo conto del grave vulns causato nella legislazione e nel Paese, dall’opera nefasta dei Radicali.Per sintetizzare, sono sempre stati portatori della “cultura della morte”. Dall’aborto, all’eutanasia, alla distruzione della famiglia composta da Padre e Madre, al matrimonio omosessuale.Per non parlare di tutte le inziative di depenalizzazione sull’uso di droghe e sostenza tossiche e contro le carceri come istituzioni, a prescindere dai reati. Oggi , per troppa acquiescenza,, stiamo raccogliendo i frutti e che frutti! con ricadute sula vita dei più deboli. Grazie per il tuo valido e determinate contributo per svegliare le coscienze
Caro Francesco, la bellezza di “Civico 20 News” è proprio che non ha paura di andare contro il mainstream. I “Radicali” sono dei propugnatori di idee folli e mortifere. Basta vedere come stanno gongolando per la scelta delle Kessler.