Un viaggio lungo oltre un secolo e mezzo attraverso la Penisola italiana, raccontando l’evoluzione e l’importanza storica delle ferrovie
In occasione dei centoventi anni delle Ferrovie dello Stato Italiano, l’evento viene celebrato con una mostra al
Vittoriano di Roma, e accompagnata da un catalogo “Le ferrovie d’Italia 1861-2025. Dall’unità nazionale alle sfide del futuro” curato da Edith Gabrielli , edito da Silvana Editoriale. Il volume, un’opera storiografica che funge da approfondimento e documentazione del percorso espositivo, delle ferrovie create nel 1905 in epoca giolittiana. “Mai più di ogni altra riforma amministrativa, la realizzazione delle ferrovie contribuirà a consolidare la conquista dell’indipendenza nazionale”: con queste parole Camillo Benso, conte di Cavour, già negli anni quaranta dell’Ottocento individuò il ruolo delle ferrovie nel percorso del Risorgimento.
La pubblicazione – che accompagna, la mostra organizzata dal VIVE, Vittoriano Palazzo Venezia di Roma dal 7 novembre 2025 all’11 gennaio 2026 – guida il lettore in un viaggio lungo oltre un secolo attraverso la storia della rete ferroviaria italiana a partire dall’Unità d’Italia fino alle sfide della mobilità contemporanea a quella futura. Il testo di carattere storico – celebrativo dopo le presentazioni istituzionali, affronta diversi temi trattati da: “Le ferrovie d’Italia e il Vittoriano: le ragioni museo logiche di una mostra” di Edit
h Gabrielli”; “Le ferrovie tra mito e immaginario collettivo”, di Andrea Giuntini e Stefano Maggi; “Sui binari tra passato e futuro. L’Italia, leferrovie e le arti visive” di Lorenzo Canova; “Le ferrovie dello Stato nell’età dell’innovazione” di Alessandra Calise.
Il testo prosegue poi nella seconda parte, riportando le quattro sezioni della mostra. Nella prima sezione “1861-1904. La genesi e lo sviluppo del sistema ferroviario italiano”. Narra dell‘iniziativa delle ferrovie in Italia che ebbero inizio nel 1839, quando Ferdinando II di Borbone, re delle Due Sicilie, inaugurò il tratto Napoli – Portici. Nel 1861, anno dell’Unità d’Italia, la rete f
erroviaria poteva contare oltre duemila chilometri di linee distribuite in modo disorganico lungo laPenisola, spesso realizzate grazie a capitali, competenze , materiali stranieri. Alla nascita del Regno d’Italia il treno rappresentava già un potente simbolo di progresso e unificazione. Le opere, presenti in mostra, di molti artisti evidenziano questo momento.
Il treno in pochi decenni entrò nella vita quotidiana degli italiani, impose un tempo comune, creò nuove professioni, ridisegnò distanze e mentalità. Ai primi del Novecento, l’Italia: poteva dirsi collegata da Nord a Sud, attraverso un sistema ferroviario veramente nazionale. Anche in questo campo la visione di Camillo Cavour era divenuta realtà. Nella seconda sezione “1905-1944. Dalla nazionalizzazione alla Seconda
guerra mondiale”. Con la nazionalizzazione, avvenuta nel 1905, segnò una svolta decisiva nella storia dei trasporti italiani. Nacquero così le Ferrovie dello Stato: il loro obbiettivo consisteva nell’unificare e rendere più moderno ed efficiente l’intero sistema del trasporto su rotaie.
Le grandi industrie metalmeccaniche, come l’Ansaldo, la Breda, la FIAT e le acciaierie Terni, trovarono nelle Ferrovie dello Stato un potente volano di sviluppo. Nella terza sezione si sviluppa la rinascita ma anche le contraddizioni sorte dal 1945 al 1984. La rete ferroviaria italiana durante la seconda guerra mondiale venne devastata da Nord a Sud, praticamente nel 1945 ripartì da zero. Grazie agli aiuti del cosiddetto Piano Marshall (il programma
americano di ricostruzione europea), le infrastrutture rientrarono in funzione con inattesa rapidità.
Le Ferrovie dello Stato poterono così presentarsi come il simbolo della rinascitamateriale e morale del Paese. Quarto capitolo del libro affronta il tempo nuovo del sistema ferroviario italiano che va dalla trasformazione degli anni ottanta, fino alla separazione tra infrastruttura e servizi di trasporto dando vita a Trenitalia e rete Ferroviaria Italiana (RFI), riunite sotto la holding Ferrovie dello Stato Italiane. Nel nuovo millennio il processo di rinnov
amento si è rafforzato attraverso investimenti mirati all’ammodernamento delle rete, all’Alta Velocità e alla mobilità sostenibile.
Ancor prima del 1861, la storia dell’unità naz
ionale e la storia delle ferrovie italiane risultano pressoché inseparabili. In linea con la visione di Cavour, i binari hanno reso concreta lageografia politica, collegando territori divisi da secoli di frontiere, favorito scambi economici e culturali, ridotto distanze, creato opportunità di lavoro e di mobilità sociale. I treni e le stazioni hannoanche contribuito a plasmare una nuova identità collettiva, fatta di viaggi, incontri, pendolarismi,emigrazioni, ritorni.
In questo processo ormai ultrasecolare, le ferrovie sono state fonte d’ispirazione per letterati e artisti, diventando metafora potente della modernità, della velocità, del progresso, talvolta anche delle loro innegabili contraddizioni. Un libro, ricco di documentazione, fotografiche, opere d’arte e di immagini di sicuro interesse, in grado di restituire ai lettori l’importanza storica delle ferrovie, nonché la dimensione emotiva e immaginaria dei viaggi in treno.
Descrizione immagini:
Foto: copertina catalogo
Foto 1 Carlo Binelli “Inaugurazione della ferrovia ligure – subalpina Torino – Genova coll’intervento di Sua Maestà Vittorio Emanuele II. Genova, 20 febbraio 1854”. 1854 acquerello e tempera a guazzo su cartoncino, 19,5×25,5cm Genova, Istituto Mazziniano – Museo del Risorgimento
Foto 2 Angelo Morbelli “Alla Stazione Centrale (di Milano)” 1887 , olio su tela, 86x132cm Ferrovie dello Stato S.p.A.
Foto 3 Ettore Tito “Passa il treno”, 1909 olio su tela, 92x124cm Roma, collezione privata
Foto 4 Ivo Pannaggi “Treno in corsa”, 1922 olio su tela,100x120cm Macerata, Fondazione Cassa Risparmio della provincia di Macerata- Museo Palazzo Ricci)
Foto 5 Angelo Tinotel “Senza titolo” 1980 olio su carta, 40x28cm Roma, collezione privata
Foto 6 “Seduta della carrozza Centoporte”, 1928 104x96x210cm Fondazione Fs Italiane
Foto 7 “Coppia di bandiere, da capotreno in astuccio”, 1980, lunghezza 30cm, larga 10cm. Museo Ferroviario Torino Porta Nuova “Ingegnere Riccardo Bianchi”
Foto 8 Indicatore di posto telefonico di servizio FS, 1975 lunghezza 45cm, larghezza 35cm, prof. 10cm Museo Ferroviario Torino Porta Nuova “Ingegnere Riccardo Bianchi”.
Le immagini che documentano il testo sono tratte dal libro:
“Le ferrovie d’Italia 1861-2025 Dall’unità nazionale alle sfide del futuro”, a cura di Edith Gabrielli, pp.208, ill. 170 copertina cartonata, Cinisello Balsamo ( Milano), 2025,€32.00
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