Artista eclettico, nella sua vita praticò molte discipline, tra le quali la musica la pittura e la poesia
L’edizione critica del volume “ Benvenuto Benvenuti “ Un colloquio di Aleardo Kutufà d’Atene”( foto copertina) , pubblicazione di Ermanno Tallone(Lucca , edizioni A. Lippi 1944 – in 300 esemplari numerati), programmata in occasione della mostra dal titolo “L’ora delle Lampade. Dialoghi di Aleardo Kutufà tra estetismo dannunziano, fantasmi crepuscolari e sogno del Medioevo”, che il nostro giornale se ne è occupano il 17 giugno 2025, promossa dal Comune di Collesalvetti, ideata e curata da Francesca Cagianelli, con Stefano Andres, Emanuele Bardazzi, e di Francesca Cagianelli.
”Dialoghi di Aleardo Kutufà tra Livorno e l’Europa”, costituisce una tappa fondamentale nell’ambito dell’ormai pluriennale attività culturale – scrive nel saggio Francesca Cagianelli – colligiana, orientata stavolta verso un inedito percorso nella Livorno primo novecentesca, ordito sulle tracce dell’ancora insondata produzione artistica, critica e letteraria di Aleardo Kutufà, personalità di eccezione tra le fila di quel circuito spiritualista cittadino, attraversato tanto dalle sperimentazioni divisioniste coordinate da Benvenuto Benvenuti con la regia di Vittore Grubicy de Dragon, quanto alle riflessioni esoteriche del belga Charles Doudelet, capofila del simbolismo internazionale riscoperto in Italia anche alle pionieristiche iniziative della Pinacoteca Comunale Carlo Serrvolini “di Collesalvetti.
Chi era Aleardo Kutufà d’Atene? Scrittore artista e critico d’arte di origine greche, eclettico simbolista, nasce a Livorno nel 1891 dal Cavaliere Nicola Kutufà e dalla marchesa Gemma Turini Del Punta, Aleardo Enrico Leopoldo Paolo rivendicherà sempre con orgoglio le proprie origini aristocratiche, coltivando nostalgicamente la memoria degli antenati e mantenendo per sempre con orgoglio le proprie origini aristocratiche, coltivando nostalgicamente la memoria degli antenati e mantenendo per tutta la vita un saldo legame spirituale con l’Ellade, vagheggiando l’Oriente, greco, bizantino, turco e quello favoloso descritto nelle “Mille e una notte”. Iscrittosi al Liceo classico Nicolini di Livorno, presumibilmente nel 1911 conosce Ettore Serra, con cui intreccerà una “domestichezza fraterna”, mentre pubblicherà a cura dell’editore R. Giusti di Livorno un trattato di filosofia dal titolo “La Metafisica teologica”, intriso di speculazioni deiste e antitradizionali. 
Grazie alla precocità culturale di Serra, Kutufà percorse le strade dell’estetismo, fino ad avvicinarsi alle teorie estetiche di Angelo Conti e al pensiero di Nietzsche, e condividendo l’amore per Beethoven, Wagner e Catalani, oltre che il gusto per i Primitivi e per i Preraffaelliti. Sarà proprio Carlo Servolini, nella sua Commedia Labronica delle Belle Arti a documentare questa straordinaria stagione culturale, celebrando Kutufà in veste di “culto poeta, letterato ed altro”, condannato a un ingiusto oblio, in quanto “imitando l’antico tanto bene, divenne creator, si che tutt’altro che un mestierante fu”. Ne deriverà quel cenobio coordinato dallo stesso Carlo Servolini, che Gino Mazzanti rievocherà nel 1968 nei termini di una sorta di fratria ( G. Mazzanti, Ricordo ventennale di un maestro. Carlo Servolini pittore e acquafortista (1876-1948), in “Le Venezie e l’Italia”, VII, 3, 1968), enucleando coordinate assolutamente inedite rispetto alla germinazione nella Livorno del Caffè Bardi di un humus simbolista, alimentato dall’estetica ruskiniana, dall’estetismo dannunziano e dal revival neogotico.
Descrizione immagini
Foto copertina libro Benvenuto Benvenuti “La casa del Geometra”1911-1913 carboncino su cartone collezione privata – particolare
Foto 1Marcel-Lenoir (Jules – Oury) “La Pensée”, cromotipia, da “Album de la Décoration”, vol. II, Paris, 1900ca.
Foto 2 ”il balcone di Giulietta” collezione Lazzara
Le immagini che documentano il testo sono tratte dal volume:
Benvenuto Benvenuti “ Un colloquio di Aleardo Kutufà d’Atene Pubblicazione di Ermanno Tallone. Edizione critica a cura di Francesca Cagianelli. Testi di Stefano Andres, Emanuele Bardazzi, e di Francesca Cagianelli, 48pp. ill. edizioni A. Lippi Lucca 1944 ,s.i.p.
