Le telecamere dell’AMP Area Marina Protetta hanno ripreso una Vaccarella…
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AMP Isola di Bergeggi – Via De Mari, 28D, Bergeggi SV – Direttore Dr. Davide Virzi
Quella ripresa dalla webcam dell’Area Marina Protetta di Bergeggi il 17 settembre è stata identificata come Vaccarella, Aetomylaeus bovinus. La notizia dell’avvistamento è stata pubblicata ieri, 18 settembre.
È un animale davvero notevole. Non è un pesce osseo, ma un pesce cartilagineo, quindi un parente di squali e razze. Appartiene ai Myliobatiformi ed è strettamente affine alle aquile di mare. Il nome scientifico oggi utilizzato è Aetomylaeus bovinus; nella letteratura meno recente si trova spesso come Pteromylaeus bovinus.
La forma è inconfondibile: grandi pinne pettorali simili ad ali, muso molto prominente e appuntito, occhi laterali e una coda estremamente lunga e sottile. Proprio il muso permette di distinguerla abbastanza bene dalla comune aquila di mare, Myliobatis aquila, che presenta una testa più arrotondata.
Vive soprattutto in ambienti costieri, su fondali sabbiosi o fangosi, ma nuota facilmente in piena acqua. Si alimenta prevalentemente di animali bentonici: molluschi, crostacei e policheti. Possiede denti modificati in robuste piastre trituratrici, perfette per rompere conchiglie e carapaci.
La cosa che rende particolarmente interessante l’immagine di Bergeggi è la rarità dell’incontro. La vaccarella è una specie fortemente minacciata e l’osservazione documentata all’interno dell’Area Marina Protetta ha quindi un valore naturalistico considerevole.
“Vaccarella” è un nome popolare piuttosto ambiguo. In diverse regioni italiane è stato applicato a vari batoidei, compresa l’aquila di mare e alcune pastinache. Treccani documenta proprio questa pluralità di significati.
L’ Aetomylaeus bovinus (Geoffroy Saint-Hilaire, 1817), in passato indicato spesso come Pteromylaeus bovinus, è un batoideo della famiglia Myliobatidae, quindi parente stretto delle aquile di mare. Non è una razza nel senso più ristretto del termine, anche se appartiene al grande gruppo che comprende razze e pastinache.

Quanto è rara nel Mar Ligure?
Qui viene il punto più interessante.
La vaccarella è storicamente compresa nella fauna ligure: l’AMP di Portofino la include nell’elenco dei Condroitti del mare e della costa ligure, ancora con il vecchio nome Pteromylaeus bovinus.
Ma presenza nell’elenco faunistico non significa affatto presenza comune.
Uno studio scientifico del 2023 dedicato proprio agli squali e ai batoidei giovani del Mar Ligure e Alto Tirreno ha raccolto dati relativi a 222 esemplari di Condroitti. Fra questi compare una sola vaccarella, un individuo di circa 80 cm di larghezza del disco. Per confronto, nello stesso dataset risultavano 89 verdesche, 39 mobule e 27 squali capopiatto.
È un’indicazione molto eloquente della scarsità delle osservazioni.
Ed è in grave difficoltà!
A livello globale e mediterraneo la situazione è seria. La valutazione internazionale corrente la considera Critically Endangered – CR, “in pericolo critico”. La valutazione globale risale al 2020; quella mediterranea al 2016.
Attenzione però a una discrepanza interessante: la Lista Rossa italiana del 2013 la classificava ancora come DD – Data Deficient, perché non esistevano dati sufficienti per stabilire l’andamento della popolazione italiana. Quindi non è una contraddizione: sono valutazioni effettuate in anni e ambiti geografici differenti.
Una delle minacce principali è la cattura accidentale in reti da posta, reti a strascico, tramagli e altri attrezzi da pesca.
Può raggiungere dimensioni considerevoli. Le fonti classiche riportano fino a circa 150 cm di larghezza del disco. Il corpo vero e proprio è relativamente corto, mentre la coda sottilissima può essere molto lunga.
La caratteristica che salta subito all’occhio nella fotografia è però il muso sporgente, quasi “a becco d’anatra”. È proprio uno dei caratteri utili per distinguerla dall’aquila di mare Myliobatis aquila.
Una biologia riproduttiva affascinante:
Non depone uova sul fondo. È vivipara aplacentale: gli embrioni utilizzano inizialmente il vitello e successivamente ricevono dalla madre nutrimento attraverso secrezioni uterine ricche di sostanze nutritive, una forma di istotrofia uterina.
La gestazione è indicata intorno ai sei mesi e una femmina produce pochi piccoli, circa 3–7, già molto grandi: intorno ai 45 cm di larghezza del disco alla nascita.
È una strategia riproduttiva “lenta”: pochi discendenti relativamente sviluppati. Proprio questo rende molti grandi Condroitti particolarmente vulnerabili a una mortalità aggiuntiva dovuta alla pesca.

Uno studio pubblicato nel 2025 ha seguito le vaccarelle dell’arcipelago maltese per ben 14 anni, dal 2011 al 2024, utilizzando anche la foto-identificazione dei singoli animali.
I risultati suggeriscono che alcune baie possano essere utilizzate regolarmente dagli individui giovani e quindi funzionare come habitat importanti nelle prime fasi della vita, forse vere e proprie aree nursery. Lo studio conferma inoltre che, pur potendo essere trovata dalla superficie fino a profondità considerevoli, la specie mostra una forte associazione con le acque costiere poco profonde, con una preferenza media entro circa 30 metri.
Ed è proprio questo che rende intrigante Bergeggi a 18 metri.
Non basta un singolo individuo per parlare di nursery, naturalmente. Ma se negli anni comparissero altre vaccarelle, soprattutto giovani, la serie di registrazioni della webcam potrebbe assumere un autentico interesse scientifico.
Un particolare storico che riguarda proprio l’Alto Tirreno
Ho trovato anche un’informazione che penso ti interesserà particolarmente.
La Lista Rossa italiana ricorda che negli anni Sessanta e Settanta, proprio nell’Alto Tirreno, le vaccarelle venivano colpite dalla pesca subacquea: gli animali venivano arpionati nelle zone chiamate “catini” all’interno dei posidonieti.
La ripresa davanti alla webcam, dalla quale ho tratto le immagini di questo articolo dopo averle modificate con Chat GPT, è una documentazione moderna di una specie oggi criticamente minacciata in un settore del Mediterraneo nord-occidentale nel quale le segnalazioni scientifiche risultano scarse.
Le considerazioni che accompagnano notizie come questa non possono prescindere da un dato fondamentale: la presenza di specie a rischio di estinzione testimonia il valore straordinario di questo ambiente e rende ancora più urgente la sua tutela.
Le battaglie che da sempre sosteniamo su Civico20News, in difesa dell’ambiente e dell’Area Marina Protetta di Bergeggi, acquistano dunque ancora maggiore significato. Un patrimonio naturale tanto prezioso si trova infatti a convivere con le molteplici pressioni derivanti dalla vicinanza dei porti di Vado Ligure e Savona e con progetti che, a nostro giudizio, potrebbero comprometterne il delicato equilibrio.
Abbiamo seguito e contrastato il progetto di trasferimento davanti alle coste liguri della nave rigassificatrice Golar Tundra, attualmente a Piombino, e continuiamo a guardare con grande preoccupazione all’ipotesi di un deposito di GNL nell’area di Bergeggi.
Non perderemo di vista queste e altre possibili minacce. Continueremo a vigilare, a documentarci e a informare i nostri lettori sui potenziali rischi connessi a progetti che riteniamo incompatibili con la salvaguardia di un ecosistema così prezioso.
La comparsa della vaccarella, Aetomylaeus bovinus, specie oggi gravemente minacciata, non è quindi soltanto una splendida notizia naturalistica: è anche un richiamo alla responsabilità. Proteggere Bergeggi significa custodire un luogo nel quale il Mediterraneo riesce ancora a offrire rifugio a specie sempre più rare.

Immagini tratte dal filmato delle fotocamere subacquee dell’AMP Isola di Bergeggi e modificate con Chat GPT.
