Con la scusa della Palestina, l’Italia è in balia della follia dei facinorosi
La tragedia che si sta consumando nella striscia di Gaza suscita orrore e emozioni fortissime in tutto il mondo, per cui, il manifestare pubblicamente lo sdegno, con la partecipazione di milioni di cittadini, non stupisce.
In Italia i sindacati di base, in segno di solidarietà con la popolazione palestinese nella Striscia di Gaza, lunedì 22 settembre hanno indetto uno sciopero nazionale. Regia cialtronesca di chi, per finalità del tutto diverse, manipola un sentimento genuino e stravolge gli obiettivi della mobilitazione stessa, favorendo violenze e devastazioni che hanno lasciato attoniti coloro che, per un sentimento di giustizia e compassione avevano aderito a una protesta che ritenevano civile.
Invece di invocare l’intervento di una mediazione internazionale per dividere i contendenti e giungere a una soluzione negoziale, sono entrati in campo i cattivi maestri, con la loro opera devastatrice di ogni ordinamento democratico e civile.
Già nel novembre 2024 il segretario della Cgil Maurizio Landini inneggiava alla rivolta sociale. Lunedì, pur non associando la sua sigla agli organizzatori delle violenze di piazza, nel corso di una trasmissione televisiva ammette che lo sciopero di oggi è “politico” proprio come quello a “metà del 1943 contro la guerra” che secondo molti scatenò la crisi del Fascismo. C’è da combattere quindi un “regime” che sicuramente, secondo il suo ragionamento, risponde a quello di Netanyahu. Ma il sottotesto è evidente: il problema rimane il governo Meloni “complice se non si interviene” nella polveriera in Medio Oriente.
Le manifestazioni violente di ieri in 80 città d’Italia, sebbene promosse dai sindacati di base, derivano da quella radice culturale. Un sindacato che, al di là delle diverse sigle, punta a sovvertire l’ordine democratico fomentando l’odio e mobilitando le piazze. Ieri l’acme di questa escalation verbale: cortei ufficialmente organizzati per condannare i crimini di Gaza e le scelte del governo israeliano di Netanyahu, che si trasformano in canea contro il governo italiano. Nei giorni scorsi anche il quartetto dei leader di sinistra aveva caricato di odio verso la democrazia e il governo italiano le aspettative del 22 settembre.
Così lunedì in tutt’Italia, ma a Torino in particolare si è vissuta una giornata di efferate violenze orchestrate da gruppi addestrati alla guerriglia che nulla avevano a che veder con il mondo del lavoro. La cialtronaggine dei sindacati di base ha voluto rivestire il saccheggio delle città con lo strumento tipico delle lotte per il lavoro e le rivendicazioni sindacali, fallendo miseramente.
Basti un dato che risulta di gran lunga superiore a quello registrato per le altre categorie produttive a livello nazionale. Alla Gtt di Torino azienda notoriamente sindacalizzata, più del 70% degli operatori ha deciso di lavorare regolarmente e alcune corse sono state confermate anche negli orari che erano esclusi dalle fasce di garanzia. Non tutti i lavoratori del settore trasporti, infatti, hanno aderito allo sciopero. Purtroppo, i disordini creati dai manifestanti, hanno costretto la Gtt a limitare le corse a causa delle strade chiuse per il corteo.
La cronaca delle singole azioni è ormai nota, con il seguito di oltre 60 agenti dele forze dell’Ordine feriti, le invettive contro il governo e i danni ingenti alle strutture pubbliche, con il blocco, oltre ogni limite, alla libertà di movimento dei cittadini, dal blocco delle autostrade alle stazioni ferroviarie ai porti.
La premier Giorgia Meloni definisce “indegne” le immagini che arrivano dagli scontri a Milano nel corso della manifestazione pro-Pal. “Sedicenti pro-pal’, sedicenti ‘antifa’, sedicenti ‘pacifisti’ che devastano la stazione e generano scontri con le Forze dell’Ordine”
I disordini di ieri sollevano interrogativi profondi sulla natura delle manifestazioni, sui rischi di infiltrazioni violente e sulle possibili derive eversive. Le forze dell’ordine continuano a monitorare la situazione per prevenire ulteriori disordini nei prossimi giorni, mentre resta da chiarire se e in quale misura le frange più radicali stiano tentando di strumentalizzare una protesta sociale e internazionale per finalità che nulla hanno a che fare con la pace.
L’obiettivo formale della protesta era l’azione di Israele verso la popolazione della striscia di Gaza, già bersagliata dai terroristi di Hamas, ma vedi caso, nessun capo popolo ha cercato di danneggiare le rappresentanze diplomatiche o le Istituzioni religiose e culturali vicine all’ebraismo e a Israele.
C’è sicuramente una regia, una strategia del caos che usa le tensioni internazionali per destabilizzare il quadro politico nazionale e sovvertire la volontà popolare che tre anni fa si è espressa chiaramente in favore del centrodestra.
Chi è il puparo? Lo stesso interrogativo ce lo stiamo ponendo purtroppo in molte altre occasioni, dalle proteste contro la Tav alle manifestazioni a favore delle farneticazioni climatiche che stanno minando il benessere dei cittadini e l’economia dei Paesi industrializzati.
La democrazia è rispetto della volontà della maggioranza. Tutto il resto è illegalità, fomentata da politicanti che pretendono in Parlamento di ispirarsi al metodo democratico e alla legalità, pur essendo dei totalitari, per non parlare dei cattivi maestri di cui i nostri atenei e non solo, sono ormai zeppi.
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