Giuliana Tofani Rossi illustra “grossolane bugie” che vengono raccontate

La nostra affezionata lettrice replica a “un limite è stato oltrepassato” esprimendo le proprie considerazioni in piena libertà di espressione come garantito da Civico20News a tutti.
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Sabato 22 marzo, ho visto la trasmissione su La7 condotta da Massimo Gramellini dove Fausto Bertinotti, parlando del Presidente Giorgia Meloni e del Manifesto di Ventotene, ha affermato: “un limite è stato oltrepassato”. Non voglio entrare nel merito di questo manifesto, ma voglio parlare delle grossolane bugie che vengono raccontate dai comunisti e prendo a prestito una frase di Gino Bartali:” gli è tutto sbagliato, gli è tutto da rifare.
Onorevole Bertinotti, anche io ero filo partigiana e a volte ho partecipato, a Torino, alla fiaccolata del 24 aprile. Ho cambiato idea dopo aver letto il libro “L’ausiliaria e il partigiano” di Massimo Novelli che racconta la storia dell’ausiliaria sedicenne Marilena Grill uccisa dai partigiani, con un colpo alla nuca nella notte tra il 2 e il 3 maggio 1945 al Rondò della Forca. Assieme a Marilena Grill furono uccise l’ausiliaria ventenne Ernesta Raviola e due donne “colpevoli” di aver lavorato alla mensa dei tedeschi. Non sappiamo se Marilena Grill, Ernesta Raviola e le due donne senza nome, uccise di notte e lasciate sul marciapiede, siano state violentate, come usavano fare alcuni partigiani comunisti. Dal libro di Novelli sappiamo però che è stato ucciso anche il padre di Ernesta Raviola perché, a guerra finita, aveva cercato di sapere chi era l’assassino di sua figlia e andava in giro a fare troppe domande. Lo hanno attirato in un tranello e gli hanno chiuso la bocca per sempre. 
I partigiani comunisti, contrariamente a quanto ci vogliono far credere, non sono stati i liberatori che stavano dalla parte giusta. In realtà essi hanno tentato di imporre la dittatura comunista che non erano riuscii a portare in Italia durante il biennio rosso. La storia gestita dalla sinistra italiana non rappresenta la verità. La verità è quella raccontata da Giampaolo Pansa 22 anni fa ne “Il sangue dei vinti” che parla dei crimini compiuti dai partigiani comunisti a guerra finita. La verità è quella raccontata nel film “Il segreto di Italia” del 2014 di Antonello Bellucco che, a Torino, non è mai stato proiettato. Il film parla della strage di Codevigo avvenuta il 28 aprile 1945, a guerra finita. La verità è che “Bella ciao” non è una canzone dei partigiani, ma è una vecchia canzone popolare a cui, dopo la seconda guerra mondiale, sono state cambiate le parole.
I comunisti vogliono far credere che Mussolini è stato un feroce dittatore. Innanzi tutto Mussolini non era un dittatore perché l’Italia era un regno in cui regnava Vittorio Emanuele III di Savoia. Il 30 ottobre 1922 il Re incaricò Mussolini di formare il governo di coalizione costituzionale. Le Camere votarono la fiducia a grande maggioranza. Alle elezioni del 6 aprile 1924 la Lista del Partito nazionale fascista (PNF) ottenne il 66% dei voti.
Nel pomeriggio del 25 luglio 1943, in un colloquio di venti minuti a Villa Savoia, il Re revocò l’incarico al Duce e lo sostituì con Pietro Badoglio. Nel 1924 ci furono tre omicidi eccellenti, ma viene ricordato solo quello di Giacomo MATTEOTTI che, dopo la fine della seconda guerra mondiale, fu santificato: in ogni città e paese italiano c’è una via a lui dedicata. Marilena Grill abitava a Torino al n.25 di Corso Oporto che ora si chiama Corso Giacomo Matteotti. Perché viene ricordato solo l’omicidio di Giacomo Matteotti Segretario del Partito Socialista Unitario e non vengono ricordati gli altri due politici uccisi nell’anno 1924? Uccidere un fascista non è reato? Nicola BONSERVIZI, il fondatore del Fascio di Parigi, fu ammazzato il 20 febbraio da un anarchico italiano esaltato dal clima d’odio diffuso dagli antifascisti. Il deputato fascista Armando CASALINI fu ucciso a Roma il 12 settembre da un comunista che lo colpì a morte per vendicare Giacomo Matteotti. Casalini fu ucciso in tram, sotto gli occhi della giovane figlia Lidia.
Un’altra balla che viene raccontata sul fascismo è che Mussolini fece “sciogliere” il partito comunista e gli altri partiti. Non ci fu alcuna legge che sciolse i partiti. Banalmente il PNF rimase partito unico perché gli altri preferirono non presentarsi alle elezioni sapendo che avrebbero preso pochissimi voti in quanto non erano in grado di competere con le idee rivoluzionarie del fascismo come la Carta del Lavoro del 21/04/1927. Negli anni che vanno dal1925 al 1927 Camera e Senato vararono le leggi definite fascistissime. Con queste leggi ci fu lo scioglimento di associazioni segrete come la massoneria, la decadenza dei deputati “assenteisti”, l’introduzione della pena di morte per attentati contro i Reali, il capo del governo e lo Stato, la sostituzione dei consigli comunali e provinciali con Podestà e Presidi di nomina governativa. In riferimento alla pena di morte bisogna ricordare che il 29 luglio del 1900 c’era stato un regicidio e che Mussolini aveva subito sei attentati.
Nel 1928 venne approvato dalle Camere, a stragrande maggioranza, il disegno di legge elettorale elaborato dal Ministro della Giustizia e del Culto Alfredo Rocco consistente nella riformulazione della legge elettorale approvata nel 1925.
Vorrei ricordare all’On. Bertinotti e a tutti i simpatizzanti del comunismo, che Lenin e Stalin non si sono limitati a sterminare lo zar e tutta la sua famiglia. Non voglio neppure pensare che cosa possano aver subito le giovani e belle figlie dello zar prima della morte. A lavorare nei gulag venivano inviate anche persone che non avevano fatto nulla, ma, con la scusa che erano contro la rivoluzione, erano spediti in Siberia a lavorare gratis, finché morivano e venivano sostituiti da altri poveri diavoli. Mussolini invece inviava i dissidenti che avevano commesso reati contro lo Stato, in bellissime isole come Ventotene, dove non erano costretti a lavorare per mantenersi, ma venivano mantenuti a spese dello Stato. Vorrei ricordare all’On. Bertinotti e a tutti i simpatizzanti di sinistra , compresi i miei figli, che quando Mussolini è stato appeso con la testa in giù a Piazzale Loreto, le sue tasche erano vuote. Mussolini non ha mai voluto neppure uno stipendio per il Suo lavoro di capo del governo del Regno d’Italia e manteneva sé stesso e la famiglia con i proventi del suo lavoro di giornalista.
On. Bertinotti, penso che se la Costituzione della Repubblica italiana fosse rispettata, non ci sarebbero cittadini di serie A che ricevono il vitalizio, anzi i vitalizi, perché possono essere più di uno, e cittadini di serie B che, se non hanno almeno 20 anni di contributi, non solo non hanno diritto alla pensione, ma perdono tutti i contributi pensionistici versati che ammontano a circa il 35% dello stipendio lordo.
Da anni sostengo che i vitalizi dei politici sono illegali per due ragioni: la prima è che l’art. 69 della Costituzione non li prevede, la seconda è che le pensioni devono essere gestite da un ente previdenziale. Le Camere e le Regioni possono pagare solo gli stipendi, non certo le pensioni. Molti sostengono che si tratta di un diritto acquisito. Penso che lo sia, ma solo per gli ex politici anziani che hanno come unico mezzo di sostentamento il vitalizio o che, pur avendo un’altra piccola entrata, senza il vitalizio, dovrebbe cambiare in peggio il loro tenore di vita.
L’Onorevole Maco Rizzo, in una intervista a Gurulandia, ha raccontato che dopo sei mesi che era al Parlaamento Europeo ha capito che il parlamento non conta niente perché è già stato tutto deciso da fuori, dalle lobby, dalla Commissione europea che tratta con le grandi lobby. Marco Rizzo giunge alla conclusione che l’Unione Europea, così come è, non va bene e che bisogna ricostruirla su basi economiche diverse. Aggiungo che con lo scandalo del Qatargate, è venuto alla luce che alcuni europarlamentari sono stati trovati in possesso di denaro liquido contenuto in sacchi neri dell’immondizia, ma non ne ho più sentito parlare.
Vorrei anche ricordare che i partigiani comunisti, che qualcuno chiamava “grattigiani” vogliono far credere che il vicebrigadiere dei Carabinieri Reali Salvo D’Acquisto e il grande campione del ciclismo Gino Bartali, fossero dei loro eroi. Invece entrambi appartenevano alla Repubblica Sociale Italiana.
Giuliana Tofani Rossi
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