Il Piemonte rischia di avere la più grossa moschea d’Europa. Il Governatore Cirio prova a bloccarne l’edificazione.
Da settimane non si fa che parlare del progetto di un nuovo Centro Islamico formato da una moschea e uno spazio culturale/universitario nell’area dell’ex Fonderia Nebiolo, in Via Bologna, a Torino.
Dalla comunità maomettana si sono alzate proteste ed invettive ai danni del Governatore del Piemonte, Alberto Cirio, “Forza Italia”, il quale è andato anche nelle reti nazionali ad esprimere la sua contrarietà ad un progetto che mina le fondamenta politiche, urbanistiche e geopolitiche piemontesi.

Il Presidente Cirio insiste nel dire che ci deve essere una distinzione tra luogo di preghiera e “simbolo identitario nazionale” perché un conto è la libertà religiosa, costituzionalmente sancita, ed un altro è dar vita da un “grande polo di riferimento internazionale o ad un “simbolo dell’islam” in Europa”.
Cirio, ai microfoni di molti colleghi, non ha esitato a tuonare che “quando un’opera assume questa portata simbolica e geopolitica, le Istituzioni hanno il dovere di intervenire e approfondire”.
Non si può, poi, ignorare quanto accaduto il 17 e 18 ottobre scorsi a Torino.

Maranza, immigrati di seconda generazione, neo-maggiorenni di provenienza nordafricana, si sono uniti in protesta contro il Governo, creando diversi problemi e disagi per la sicurezza degli onesti.
Molti membri della comunità maomettana, negli ultimi due decenni, hanno creato tanti problemi per la sicurezza del Piemonte, basti guardare quanti di questi si trovano “ospiti” delle carceri presenti nella nostra regione.

Alberto Cirio, appartenente ad un partito liberale e esageratamente europeista, lo sa bene ed infatti ha chiarito: “Qualcuno vuole costruire nella mia regione la moschea più grande d’Europa, non solo un luogo di preghiera e di cultura, ma un centro di islamizzazione finanziato dal governo del Marocco. Noi quella moschea qui non la vogliamo in quei termini e faremo di tutto per bloccarla”.
L’islamizzazione in Italia non può e non deve trovare spazio ed è per questo che sono migliaia i piemontesi che – pur non avendolo votato – si uniscono ad Alberto Cirio e lo incoraggiano ad andare avanti.
L’immagine di copertina è stata generata con Microsoft Copilot AI.
