Oltre ottanta raffinati capolavori da Monet Van Gogh, Picasso Kandinsky, e tanti altri provenienti dal Kunst Museum di Svizzero di Winterthur, fino al 30 agosto 2026
Un ’occasione da non perdere per visitare la grande mostra – evento al Museo Casa Cavazzini “Impressionismo e modernità. Capolavori dal Kunst Museum Winter hur”, a cura di David Sc
hmidhauser e VaniaGransinigh, disponibile fino al 30 agosto 2026.
La mostra prodotta dalla Regione Friuli Venezia Giulia con Promo TurismoFVG, Comune di Udine e MondoMostre, è curata da David Schmidhauser, capo curatore del Kunst Museum di Winterthur, e da Vania Gransinigh, responsabile dell’unità organizzativa Civici Musei di Udine e conservatore responsabile di Casa Cavazzini.
Questa iniziativa presenta 84 capolavori di alcuni dei protagonisti assoluti dell’arte tra la fine dell’Ottocento e la prima metà del Novecento. Il percorso attraversa oltre cinquant’anni di ricerca artistica. “Questa esposizione incarna pienamente l’idea di una cultura di frontiera, scrive Massimiliano Fedriga – Governatore della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia – capace di fare da ponte fra territori,
tradizioni e sensibilità diverse, collocando il Friuli –Venezia Giulia al centro di un dialogo europeo vivo e contemporaneo”.
Il percorso espositivo , si snoda attraverso sei sezioni tematiche, offrendo un ampio racconto delle trasformazioni che hanno attraversato l’arte europea tra la fine del XIX secolo e la prima metà del Novecento, mettendo in luce la nascita della modernità artistica attraverso le sue principali correnti. Federico Pirone , Assessore alla Cultura del Comune di Udine”Se le opere provenienti da Winterhur raccontano dunque la storia delle arti visive sviluppatesi nei grandi centri di innovazione e
avanguardie artistica a livello europeo, le ricche raccolte museali udinesi ricostruiscono invece una narrazione culturale locale, tipicamente italiana e strettamente legata alle vicende che portarono alla costituzione di uno Stato nazionale unitario nel nostro Paese”.
Il Friuli Venezia Giulia e la città di Udine rappresentano oggi un esempio virtuoso di strategia culturale ampia, scrive Simone Todorow di San Giorgio –Amministratore Delegato Mondo Mostre – consapevole e di lungo periodo, capace di riconoscere nella cultura uno strumento centrale di crescita, attrattività e posizionamento internazionale.
Questa mostra, continua l’Amministratore di MondoMostre non è solo un’esposizione di capolavori: è un attraversamento della modernità, un racconto
di idee e visioni che continuano a parlare al presente, e una conferma di come l’arte possa essere, ancora oggi, uno strumento potente di dialogo tra istituzioni, territori e pubblico.
Il ricco itinerario espositivo prende avvio dal’Impressionismo, che segna una frattura decisiva con la tradizione accademica artisti come Vincent Van Gogh, Claude Monet , Camille Pisarro e Alfred Sisley, che abbandonano i soggetti storici per concentrarsi sulla vita quotidiana, sul paesaggio e sulla percezione istantanea, facendo della luce, del colore dell’atmosfera gli elementi centrali della pittura.
Dopo l’Impressionismo prende forma il Postimpressionismo, i pittori impressionisti cercano nuove forme espressive nella pittura. A rappresentare questa sezione gli organizzatori scelgono Oldilon Redon, Albert Marquet, Pierre Bonnard , Édouard Vuillard, Murice Denis e Felix Vallotton. L’obbiettivo comune è affrancare la
pittura dalla mera riproduzione del visibile e concepire il colore, e la superficie come mezzi espressivi indipendenti.
Dall’Impressionismo, questi artisti salvano la luminosità e l’emozione del colore, concentrandosi sulla composizione e sulla solidità, cercando immagini che perdurino oltre il momento. Parallelamente a questo movimento si sviluppa il cubismo, che da il via a uno dei cambiamenti più radicali che abbia interessato l’arte moderna: la grande scomposizione della realtà.
Nei primi anni del Novecento Pablo Picasso e Georges Braque rivoluzionano in modo radicale il linguaggio figurativo, si aggiungeranno anche Juan Gris e Fernand Legèr. Il cubismo segna un punto di svolta cruciale nell’arte moderna, da cui si svilupperanno i diversi percorsi artistici del XX secolo.
L’itinerario espositivo prosegue poi con un’ampia sezione dedicata al Surrealismo, espressione delle suggestioni novecentesche legate al sogno, all’inconscio all’immaginazione. Opere di artisti come René Magritte, Max Ernest, Yves Tanguy e Giorgio De Chirico.
L’ultima sezione della mostra è dedicata all’Astrattismo, declinato in diverse direzioni, dal concretismo geometrico di Piet Mondrian e del gruppo olandese De Stijl, Paul Klee, Vasilij Kandinskij e Sophie Taeuber – Arp. 
Nella mostra si contempla anche la scultura, documentata da alcuni più importanti maestri dell’epoca, con opere che spaziano da Auguste Rodin , Edgar Degas , Medardo Rosso e Aristide Maillol a Costantin Brancusi e Hans Arp, che chiude il percorso con le sue sculture e i suoi rilievi astratti.
“In un epoca segnata da frammentazioni, afferma Stefano Lazzarotto, Console generale di Svizzera a Milano – questa mostra ci ricorda che
l’arte è tra i linguaggi più potenti della diplomazia:non impone, propone. Non divide, unisce. Non semplifica, arricchisce la complessità del reale”.
Questi straordinari capolavori ci fanno molto riflettere, nonostante viviamo in un epoca dominata dalle immagini digitali e dall’intelligenza artificiale , queste opere ci ricordano che abbiamo ancora bisogno di tanta arte tradizionale che ci dia tanta ispirazione.
Konrad Bitterli, Direttore del Kunst Museum Winterthur “L’arte moderna era guidata dal sogno di creare un mondo nuovo per un uomo nuovo, a livello locale e nazionale. Quest’utopia sarà forse fallita, ma l’arte di quest’epoca ci ricollega alla mostra: Impressionismo e modernità”. 
L’iniziativa è accompagnata da uno splendido catalogo pubblicato da Moebius Editore, rilegato copertina cartonata, curato da Vania Gransinigh e David Schmidhauser .
Descrizione immagini
Foto copertina catalogo © Vincent van Gogh “Joseph Roulin (particolare) 1886
Foto 1 © Claude Monet” Nave ormeggiata a Fécamp”, 1868olio su tela 61,5×46,5cm
Foto 2 © Camille Pisarro “Boulevard Montmartre, Martedì grasso, tramonto”1897, olio su tela 54x65cm
Foto 3 © Pierre-Auguste Renoir “Donna che si asciuga” 1912-1914 circa, olio su tela 67x52cm
Foto 4 ©Pierre Bonnard “Marina grande veliero”, 1911 circa, olio su tela 56,5×42,5cm
Foto 5 ©Odilon Redon “Fiori di campo”, 1905-1908 circa , olio su tela 65x50cm
Foto 6 © Félix Valotton “Mele” 1919, olio su tela 54x73cm
Foto 7 © Georges Braque “Bicchiere posato su uno spartito(Natura morta con chitarra) 1919, olio su tela 73,5x116cm
Foto 8 © Pablo Picasso “Tavolino con chitarra” 1920, colore coprente su carta, 28x21cm
Foto 9 © Fernand Léger “Natura morta” 1927, olio su tela,147x114cm
Foto 10 © Giorgio de Chirico “Autoritratto con tavolozza” 1924, pittura a tempera su carta 76x61cm
Foto 11 © Piet Mondrian “ Composizione A” 1932, olio su tela, in cornice dell’artista 55x55cm
Foto 12 © Vasilij Kandinskij “Forma di scala (su macchie) 1929, olio su cartoncino 48,5×48,5cm
Le immagini che documentano il testo sono state tratte dal catalogo della mostra:
“Impressionismo e modernità. Capolavori dal Kunst Museum Winterthur”, curata da Vania Gransinigh e David Schmidhauser a Casa Cavazzini Udine, fino al 30 agosto 2026.
Orari di visita:dal martedì al giovedì dalle ore 10.00 alle 19.00 ; dal venerdì alla domenica 10.00 alle 19.00 chiusura il lunedì, con apertura straordinaria il 1 maggio e il 1 giugno 2026. Per Informazioni +39 0432 1272591.
