Centonovantasei capolavori in 236 pagine in ordine alfabetico per autore, un’ampia produzione artistica del Novecento e dell’arte contemporanea più recente, con opere anche dell’Ottocento. Un patrimonio, destinato a vivere nelle sedi museali del Friuli Venezia Giulia
Il monumentale catalogo della “Collezione Antonio Cattaruzza. Opere in dono alla Regione Friuli Venezia
Giulia”, realizzato dall’Ente Regionale per il patrimonio Culturale del Friuli Venezia Giulia, raccoglie 196 opere collezionate dall’ingegnere nel corso della vita dedicata alla ricerca e all’amore per l’arte. Grazie, all’atto di donazione, perfezionato nel 2024, la Collezione Cattaruzza diventa bene pubblico, destinato alla fruizione da parte della comunità.
Un gesto molto significativo che testimonia la grande fiducia nelle istituzioni regionali, cui è affidato il compito di accogliere, custodire e valorizzare le opere per renderle accessibili a tutti affinché diventino bene condiviso e occasione di conoscenza, ricerca e partecipazione, trasformando la memoria individuale in esperienza collettiva.
Dunque,capolavori che delineano un’ampia panoramica sulla produzione artistica del Novecento e dell’arte contemporanea più recente, includendo anche significative testimonianze ottocentesche. Il catalogo, realizzato dall’Ente regionale per il Patrimonio Culturale del Friuli Venezia Giulia, diretto da Lydia – Alessio Vernì, curato da Lorenzo Micelli, Conservatore della Galleria Regionale d’Arte Contemporanea “Luigi Spazzapan” e curatore della Collezione Antonio Cattaruzza,
raccoglie il lavoro di ricerca, e la schedatura di tutte le opere condotto da Matteo Bonanomi e Francesco Nodari, accompagnati dalle preziose indicazioni di Antonio Cattaruzza.
La collezione delinea un’ampia panoramica sulla produzione artistica del Novecento e della contemporaneità più recente, includendo anche significative testimonianze ottocentesche. Un patrimonio che dialoga con l’Europa centrale – profondo è il legame con l’arte austriaca, dettato da ragioni affettive e biografiche del donatore – ma anche con la stagione delle avanguardie e con le ricerche che hanno segnato lo scorso secolo,
riservando particolare attenzione alle personalità locali che hanno saputo lasciare un segno nel panorama artistico italiano.
“Attraverso questa donazione, afferma il Presidente della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia Massimiliano Fedriga, si arricchisce in modo tangibile la memoria culturale della nostra regione – ma, soprattutto, si rinnova un messaggio di amore per l’arte e per la comunità, che l’ingegner Cattaruzza ha voluto trasmettere alle generazioni presenti e future”. 
Alcune opere dei grandi autori presenti in collezione, tra i quali Arp, Cocteau, Ernest, Léger, Picasso saranno esposte per la prima volta al pubblico alla Galleria Regionale d’Arte Contemporanea “Luigi Spazzapan recentemente inserita nel circuito AMACI, in futuro le opere saranno esposte nelle sedi museali della Regione Friuli Venezia Giulia, in parte permanente e in parte a rotazione, diventando oggetto, di volta in volta, di nuove esposizioni e narrazioni attraverso progetti espositivi specifici.
È nella natura di questa di confine misurarsi con molteplici appartenenze e attraversare frontiere che un tempo sono state presidi armati e che per l’arte diventano linee di scambio, afferma Mario Azil, Vice presidente e Assessore Regionale alla Cultura e allo Sport della Regione Automa Friuli Venezia Giulia –di
influenza e di invenzione. La donazione Cattaruzza dialoga con l’Europa centrale, con la grande stagione delle avanguardie e con le esperienze che hanno interrogato il secolo scorso, senza rinunciare alla forza delle personalità locali che hanno saputo incidere nel paesaggio culturale italiano”.
Grazie all’attenta opera di catalogazione, il volume restituisce in maniera approfondita il valore storico-artistico della collezione, offrendo una lettura organica e ragionata del percorso del collezionista. Le 196 opere censite, sono presentate in ordine alfabetico per autore, lungo una narrazione di 236 pagine che ne approfondisce la genesi e consente di collocare le opere all’interno del contesto storico e artistico di appartenenza.
Anna Del Bianco , Direttore centrale Cultura e Sport, “Si tratta di un patrimonio che ha accompagnato il collezionista per tutta la vita, nutrendo la sua esperienza
personale di incontri, scoperte e relazioni profonde per la storia dell’arte. Oggi, grazie a questo gesto, un nucleo di opere private entra a far parte del patrimonio pubblico, trasformando il bene privato in bene pubblico e la memoria individuale in storia collettiva”.
Dalla lettura emergono le molteplici anime della collezione, la sua grande ricchezza stilistica e l’alta valenza estetica e didattica: da un lato i grandi protagonisti della modernità europea – Ernest, Arp, Cocteau, Léger, Picasso, Mirò – che conferiscono alla raccolta un respiro internazionale; dall’altro l’attenzione verso gli artisti italiani – tra i quali spiccano De Chirico, Severini, Maccari, Mastroianni, per arrivare al contemporaneo Cattelan- e alcune delle più note firme regionali, capaci di restituire la complessità culturale del Nord-Est, come Crali, Celiberti, Music, Dudovich,
Mascherini, de Finetti, Černigoj.
Lydia Alessio – Vernì, Direttrice generale Ente Patrimonio Culturale Friuli Venezia Giulia – ERPAC – “Si tratta di un gesto importante che permette di ampliare e rafforzare le collezioni dell’Ente, arricchendo le risorse a disposizione dei cittadini, degli studiosi e degli appassionati d’arte, e offrendo nuove di conoscenza, ricerca e fruizione pubblica”. Un corpus eterogeneo per tecniche e linguaggi – oli, pastelli, disegni, grafiche, sculture, vetri, tecniche miste che, tuttavia, si unisce a formare un insieme unitario e lineare: ogni opera è un tassello di un percorso coerente, costruito con grande sensibilità e rigore critico dall’ingegner Cattaruzza, nel corso di una vita dedicata alla ricerca e all’amore per l’arte.
Lorenzo Micelli, Curatore della collezione Anto
nio Cattaruzza,“Il valore della donazione Catturuzza risiede anche nella sua capacità di unire dimensione privata e bene comune,trasformando il patrimonio personale in occasione di crescita collettiva. Accogliere questa raccolta significa offrire a studiosi, appassionati e cittadini l’opportunità di confrontarsi con opere di qualità, di approfondire tematiche stilistiche e storiche, e di sperimentare percorsi formative didattici di grande efficacia.
Oltre all’importante valore artistico delle opere, ciò che colpisce è la loro capacità di raccontare la storia umana e personale di Antonio Cattaruzza. La collezione rappresenta, infatti, una biografia visiva e affettiva del donatore: ogni opera richiama un’emozione, una novità, una scoperta e risponde non solo al gusto personale dell’ingegnere, ma al suo vissuto più profondo. Un viaggio estetico nel tempo, fatto non solo di oggetti, ma di relazioni, intuizioni, desideri e scoperte.
Nella conversazione tra Antonio Catarruzza e Lorenzo Michelli, riportata nel libro si legge:”Per me collezionare ha sempre significato abitare altri mondi, in cui si collegano epoche, sogni, intuizioni. Ogni opera è una porta, e chi entra nella mia collezione ha la possibilità di aprire quella porta, senza bisogno di una chiave accademica. Solo con gli occhi. Solo con le emozioni della propria sensibilità, ha commentato l’ingegnere Antonio Catatruzza.
“Questa collezione – continua – frutto di cinquant’anni di ricerche nel mondo dell’arte, rappresenta un’autobiografia per immagini. Essa non mi appartiene più perché è diventata patrimonio della collettività, ed altri, spero, potranno emozionarsi e anche riconoscersi in essa. Se
almeno una persona, uno studente, un giovane collezionista, un visitatore curioso guarderà la collezione e si emozionerà, allora questa donazione non sarà stata vana”.
L’elegante volume rilegato in copertina cartonata già di per se emoziona, aprendo e contemplando le opere riportate non sarà da meno.
Descrizione immagini:
Foto copertina catalogo opera di Max Ernst “The Queen”
Foto 1 Max Ernst “The Queen”, realizzato da Egidio Costantini, vetro rosso di Murano, cm59x22(diametro)
Foto 2 Tristano Alberti “Omaggio a Matisse”,databile anni Sessanta del Novecento, tempera e acquerello su carta,mm260x380
Foto 3 Augusto Černigoj “Case” 1953 olio su compensato, cm39x63
Foto 4 Jean Cocteau “Tre teste del dio Pan” , 1960 pennarelli nero, rosso, blu, giallo su cartoncino bianco, mm
500×320
Foto 5 Tulio Crali “Il Castello di Gorizia sotto il tiro del cannone”, databile 1939, penna e inchiostro marrone, acquerello di diversi colori su carta bianca
Foto 6 Giorgio de Chirico “Ettore ed Andromaca”, post 1966 bronzo a patina scura , cm45x20x15
Foto 7 Joan Mirò “Donna”, figure con luna e stelle, databile anni Settanta del Novecento acquaforte a colori,mm240x220
Foto 8 Ugo Nespolo “Personaggio ” olio su carta, mm 430×310
Foto 9 Pablo Picasso “Baccanale o Coppia e flautista in riva al lago”, 1959 linoleumgrafia, mm 430×510
Foto 10 Jules Fernand Henri Léger “Testa di donna”, 1953 olio su carta, cm48x31
Foto 11 Salvo “La casa di Arturo” pennarelli su carta mm210x300
Foto 12 Carlo Sbisà “Mazzolino di fiori”, 1961 olio su tavola, cm 34×44
Le immagini che documentano il testo tratte dal catalogo:
“La collezione Antonio Cattaruzza. Opere in dono alla Regione Friuli Venezia Giulia”, curato dall’Ente Regionale per il Patrimonio Culturale del Friuli Venezia Giulia , pp.236, copertina cartonata, riccamente illustrato, San Marco Edizioni, 2025, s .i. p.
