La mostra presenta un nucleo di opere inedite e recenti, chiudendo un percorso di ricerca dedicato al concetto di isola, come dispositivo semantico metafora esistenziale. L’esposizione offre poi, una riflessione profonda, dove la pittura dell’artista emiliano sposa l’identità sarda con un respiro universale
Si conclude l’anno che il MAN ha dedicato al concetto di Isola e lo fa con la mostra di Alfredo Casali, “Isolitudine”, curata da Massimo Ferrari e Chiara Gatti,con il coordinamento di Rita Moro, fino al 1 marzo
2026. L’esposizione prosegue il lavoro di indagine avviato dal museo sul concetto di insularità e sulle sue declinazioni visive. Alfredo Casali , attraverso un linguaggio pittorico intimo e sognante, esplora il paesaggio sardo non nei suoi tratti turistici, ma come frammenti di terra, nuvole e isolamento. Attraverso una serie di opere recenti e inedite, l’artista approfondisce il rapporto tra pittura, identità e confine, costruendo un immagine dell’insularità come condizione esistenziale e mentale. Esponente di una ricerca pittorica profondamente votata al linguaggio stesso della pittura e alla sua persistenza in un equilibrio esatto fra narrazione e astrazione, fra segno e materia. Alfredo Casali presenta in questa occasione al MAN, un nucleo di opere inedite. Le sue tele, sospese tra narrazione e astrazione esplorano il legame fra appartenenza e distacco, traducendo in forme essenziali la tensione fra radicamento e desiderio d’altrove.
Il neologismo “isolitudine” plasma nella sua pittura una condizione esistenziale complessa e affascinante: quella di chi identifica nell’isola – nelle sue coordinate fisiche, ma anche nel suo abitare l’inconscio – una necessità ancestrale di appartenenza e, insieme, un sentimento melanconico di isolamento. Veleggiando nei territori dell’identità della memoria, della percezione di sé e del mondo, l’isolitudine ne diviene uno stato mentale, una sofferenza appagante del
vuoto intorno, la vertigine al cospetto del deserto liquido. Pagine intense della letteratura insulare moderna, da Salvatore Satta a Gesualdo Bufalino, hanno restituito i fossili di una vita vissuta ai margini e comunque al centro, di un microcosmo che è anche l’infinito, in una solitudine che è anche bellezza. In tale acuta tensione fra radicamento e distacco, fra sete d’altrove e orgoglio di quella remota territà teorizzata dall’antropologo Matteo Meschiari, si ritrova una dimensione universale che accomuna popoli lontani, tutti figli di un’isola, tutti abitanti dell’isolitudine.
Alfredo Casali se ne fa interprete in pittura. Sin dalle sue prime opere giovanili, influenzate dall’astrattismo lirico di Gastone Novelli o di Cy Twombly, dalla poesia visiva e da una figurazione sospesa, carica di attese ed erede della lezione silenziosa di Morandi, l’artista ha tratteggiato nello spazio confini minimi, luoghi vitali circoscritti alla dimensione di un quotidiano intimo, sublimati come archetipi domestici: la casa, l’albero la sedia, la toppa di paesaggio che affaccia sul vuoto del mare o del cielo, rigore formale, sintesi geometrica e una cura del segno come elemento espressivo e letterari, derivato dalla sua solida formazione filosofica, nutrono una pratica pittorica e un immaginario coerente, profondamente meditato, lento nel gesto, nelle pause, nella scansione dei piani che costruiscono altri vuoti. La sua poetica rarefatta ed essenziale oggi approda alle soglie dell’isola, che è un disegno dai bordi slabbrati sulle
mappe della coscienza, una epifania di roccia e sabbia sul piano cartesiano della geografia umana e cosmica. L’esposizione offre al visitatore una riflessione profonda dove la pittura dell’artista emiliano sposa l’identità sarda con un respiro universale.
Anche in questo caso il progetto espositivo è accompagnato da un catalogo bilingue italiano – inglese pubblicato dalla casa editrice di Busto Arsizio Nomos Edizioni, copertina cartonata. Oltre alle opere presenti in mostra il volume ospita, scritti di Massimo Ferrari, Chiara Gatti e Leonardo Bragalini.
Alfredo Casali, nasce a Piacenza nel 1955, dove oggi lavora e vive. Si laurea in filosofia all’Università di Bologna nel 1983 , sotto la guida di Luciano Anceschi. Dopo un articolato percorso tra pittura, poesia visiva e studi tecnici, approda a un linguaggio artistico personale, caratterizzato da una ricerca poetica essenziale e dalla ricorrenza di elementi archetipici organizzati in cicli tematici. Tra i primi a riconoscere il valore della sua opera è Giovanni Fumagalli, che lo accoglie nella storica Galleria delle Ore di Milano e lo affianca come guida e maestro tra il 1986 e il 1996. Casali partecipa alla XXXII Biennale d’Arte Città di Milano (1993) e alla Biennale di Cremona (1993 e 1999), e nel corso degli anni espone in numerose mostre personali e collettive. Tra le esposizioni più significative si ricordano: la personale al Centro Culturale San Fedele di Milano (2011), la partecipazione alla mostra dedicata a Imre Reiner e all’astrazione
internazionale presso il Museo d’arte di Mendrisio (Svizzera) , le collettive “Sogno e Confine (Galleria Biffi, Piacenza, 2012) e “La natura obliqua” (Il Chiostro arte contemporanea, Saronno). Nel 2014 espone in una personale alla Galleria Ceribelli di Bergamo. Tra le mostre recenti, nel 2019 è presente allo Studio d’arte del Lauro di Milano e, nel 2023, al MAN Museo d’arte della Provincia di Nuoro per un progetto condiviso con il Polo Territoriale universitario di Agrigento. La recente mostra allestita nel 2023 al Magazzino del Sale di Cervia dal titolo “Alfredo Casali, Giovanni Fabbri, Geografie, Vita, territorio, storia”,anticipa di pochi mesi la grande antologica del 2024 “Alfredo Casali. La memoria delle cose”, curata da Massimo Ferrari per Volumnia nella navata rinascimentale della ex chiesa di Sant’Agostino a Piacenza. Nel 2025 espone negli spazi della Galleria Stefano Forni di Bologna.
Hanno scritto di Alfredo Casali: Michele Tavola, Franco Fanelli, Sara Fontana, Stefano Fugazza, Ivo Iori, Stefano Crespi, Flavio Arensi, Chiara Gatti, Marina Di Stasio, Rocco Ronchi,Giorgio Seveso, Leonardo Bragalini,Massimo Ferrari e Claudia Tinazzi.
Descrizioni immagini:
Foto copertina catalogo
Foto 1©Alfredo Casali “Il grande vuoto”, olio su tavola, 2021, 30x40cm
Foto 2©Alfredo Casali “Troppo mare mi stanca”, tecnica mista su cartoncino/tavola 2024, 15x21cm
Foto 3 © Alfredo Casali “Isolitudine”, olio su tela, 2024 35x45cm
Foto 4 © Alfredo Casali “L’isola”, acrilico su tela, 2025 40x30cm
Le immagini che documentano il testo sono state tratte dal catalogo della mostra:
“Alfredo Casali. Isolitudine”, a cura di Massimo Ferrari e Chiara Gatti, “MAN di Nuoro via Sebastiano Satta 27, fino al 1 marzo 2026, Orario dal martedì alla domenica 10.00 -19.00, Lunedì chiuso, Tel.07874 252110.

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