Sessanta opere, tra oli disegni per ripercorrere l’intera produzione dell’artista dal 1920 al 1962, capolavori raramente esposti, fino al 7 giugno 2026
Le sale dello storico Palazzo di Città di Cagliari, ospita fino al 7 giugno 2026”Antonio Ligabue. La grande mostra”, curata da Francesco Negri e Francesca Villanti. L’evento è, organizzato e prodotto dal Comune di Cagliari – Assessorato alla Cultura Spettacolo e Turismo, Palazzo di Città-Musei Civici Cagliari con la partecipazione della Regione Autonoma della Sardegna, in collaborazione con Arthemisia . Il percorso espositivo presenta sessanta capolavori, quasi tutti provenienti da collezioni private, che comprendono oltre quelli fatti ad olio parecchi disegni che ripercorrono l’intero arco creativo de
lla sua carriera, un artista fuori da ogni schema, capace di trasformare la sua vita difficile in una straordinaria avventura pittorica.
Maria Francesca Chiappe –Assessora alla Cultura, Spettacolo e Turismo”In un tempo come il nostro, dove l’identità si costruisce con fragilità e desiderio di riconoscimento, l’arte di Antonio Ligabue parla con una forza estremamente attuale. In un tempo come il nostro, dove l’identità si costruisce tra fragilità e desiderio di riconoscimento, l’arte di Antonio Ligabue parla c
on una forza estremamente attuale In un oggi che celebra l’unicità ma fatica ad accoglierla davvero, l’artista ricorda che la diversità non è una deviazione, ma un’energia creativa da ascoltare”. Nelle sale di Palazzo di Città di Cagliari, viene proposto al pubblico, un avvincente percorso espositivo tra i temi centralidell’Universo di Antonio Ligabue: le scene di vita contadina, le carrozze, le troike , i postiglioni che rievocano la memoria delle stampe popolari e della tradizione rurale, fino ai celeberrimi autoritratti, nei quali l’artista affronta il proprio volto come un campo di battaglia interiore.
Scrive Francesco Negri nel saggio del catalogo “Sono trascorsi quasi sessant’anni dalla scomparsa di Antonio Ligabue. Da allora mio padre Sergio
Negri , e io ci siamo dedicati alla salvaguardia della sua produzione artistica. Il nostro lavoro è sempre stato guidato dalla volontà di studiare e approfondire la conoscenza dell’artista, anche attraverso il sostegno a progetti che valorizzassero le sue opere in esposizioni complete e importanti. Nel 1966 mio padre, continua Francesco Negri, sentì la necessità di definire una precisa periodizzazione dell’arte di Ligabue, suddividendola in tre periodi distinti che riflettono l’evoluzione dei caratteri tecnici psicologici ed estetici: primo periodo(1928-1939); II periodo (1939-1952); III periodo (1952-1962). Questaripartizione permette di apprezzare pienamente lo sviluppo artistico di Ligabue nel corso della sua carriera”.
Figura complessa e p
rofondamente umana , Ligabue – definito da una parte della critica , il van Gogh italiano – è stato per anni emarginato, che ha trovato nella pittura la sua forma espressiva più autentica e di riscatto e che ha saputo trasformare il suo dolore in arte. Le sue opere non sono semplici rappresentazioni della realtà, ma visioni di un mondo interiore che esplode in colori accesi, pennellate vigorose e animali carichi di vita e simbolo. Le fiere, tema ricorrente del suo immaginario, sembrano incarnare la sua stessa forza istintiva: tigri, aquile e leoni dipinti con energia quasi febbrile, in cui la natura si fa metafora dell’anima.
Accanto a esse, animali domestici, cavalli, buoi e cani fedeli, osservati con uno sguardo di empatia, rimandano al bisogno di affetto e appartenenza di un uomo spesso incompreso. Lungo il percorso espositivo incontriamo opere raramente esposte come “Circo all’aperto (1955-1956) o “Leopardo
nella foresta”(1956-1957), “Aratura”(1944-1945), “Diligenza con castello”(1957-1958) e “Autoritratto con berretto da fantino(novembre 1962). Ogni opera è un grido, una confessione, una rivelazione: Ligabue dipingeva come si vive – con urgenza, con passione, con dolore e meraviglia. La bella mostra di Cagliari, è anche un’occasione per riscoprire Antonio Ligabue lontano dagli stereotipi, attraverso opere che hanno costruito la sua leggenda e che invitano a riflettere sul valore dell’arte come strumento di liberazione personale e riconciliazione con il mondo.
Nel catalogo della mostra, afferma la curatrice Francesca Villanti, “ La vita diun artista e la sua arte formano un tutto invisibile. Questo vale, in genere, per tutti gli artisti, ma nel caso di Antonio Ligabue biografia e opera si fondono inestricabilmente. L’estenuante lotta per la sopravvivenza, lo strazio dell’abbandono, la solitudine e l’emarginazione: tutto confluisce nella sua pittura. Ogni pennellata nelle sue opere è intrisa di esperienze di via. Spesso dolorose e semp
re intense.
I suoi quadri sono potenti testimonianze di un’esistenza randagia, vissuta ai margini della società e sull’orlo della follia, dove l’arte diventa al contempo rifugio e grido d’aiuto. Osservare le opere di Ligabue significa immergersi nella sua vita, ogni colore, ogni forma riecheggia i tumulti della sua anima fragile tormentata. È attraverso questa profonda connessione tra vita e arte che la pittura di Ligabue raggiunge vette di rara espressività, trasformando il dolore in suggestioni fantastiche che colpiscono e commuovono, rivelando l’essenza più intima di un artista straordinario”.
“Io sono un grande artista” ha ripetuto più volte Antonio Ligabue nel
corso della sua vita,” la gente non mi comprende, ma un giorno i miei quadri costeranno tanti soldi e allora tutti capiranno chi veramente era Antonio Ligabue”. La mostra è accompagnata da un catalogo, con l’iconografia di tutte le opere presenti edito da Moeblus.
Descrizione immagini:
Foto copertina catalogo
Foto 1 Antonio Ligabue “Aratura con buoi”| s.d. (1948-949) olio su tavola e faesite 53X60 cm collezione privata Negri 62-219/PII
Foto 2 Antonio Ligabue “Lotta di galli”| s.d.(1958-59) olio su tavola di faesite 57,5x67cm collezione privata Negri351-347/P III
Foto 3 Antonio Ligabue “Cane setter con paesaggio”| s.d. (1954-55) olio su tavola e faesite 31,3×18,5 collezione privata Arch. Negri752/ P. III
Foto 4 Antonio Ligabue “gatto con cassettone”| s.d. (1954) olio su tavola e faesite 58x56cm Collezione privata Negri 85-100/P III
Foto 5 Antonio Ligabue “vaso con pesci rossi” s.d. (1949-1950) olio su tavola e faesite 25,2×20,8cm Collezione privata Arch. Negri 984/PII
Foto 6 Antonio Ligabue “Autoritratto con berretto da motociclista | s.d. (1954-1955) 80×70 cm Collezione privata Negri 112-89/P. III
Foto 7 Antonio Ligabue “Pointer con paesaggio” | s.d.(1952) acquaforte 200×252 mm collezione privata
Foto 8 Antonio Ligabue “Cervia con cerbiatti” |s.d. (1955) acquaforte 216×246 mm collezione privata
Le immagini che documentano il testo sono tratte dal catalogo della mostra:
Cagliari “Antonio Ligabue” cura di Francesco Negri e Francesca Villanti, Palazzo di Città, fino al 6 giugno 2026; Orario dalle 10.00 alle 18.00 da martedì alla domenica, Contatti tel. 070 6776482.
