Una selezione di 70 opere di reperti archeologici dai maggiori Musei della Sardegna, esposte accanto a opere dei maestri moderni da Gauguin a Mirò Matisse Arp Giacometti – fino al 16 novembre 2025
Le vacanze sono momenti per dedicarsi anche alla cultura, chi si trova nelle splendide località turistiche della Sardegna, per godersi momenti di meritato riposo, non può non far visita alla mostra allestita al MAN
diNuoro,“Isole e Idoli”, curata da Chiara Gatti e Stefano Giuliani col contributo di Matteo Meschiari, e l’allestimento dell’architetto Giovanni Maria Filindeu. L’esposizione, che si è realizzata grazie alla partecipazione di Fundació Pilar Joan Miró Mallorca, Musée du Louvre e Fondation Giacometti Parigi, ed disponibile al pubblico fino al 16 novembre 2025.
Negli ultimi quattro anni, il MAN , scrive Tonino Rocca – Presidente del MAN – ha presentato al pubblico un programma pensato per alternare,ogni estate, mostre dedicate all’arte moderna con mostre dedicate invece ai linguaggi del contemporaneo tesi all’analisi di tematiche di grande attualità”.
Quale legame profondo unisce un’isola ai suoi simulacri? E come vanno assorbito e interpretato tale legame i maestri del Novecento in viaggio fra Mediterraneo e mari del Sud?
“Isole e Idoli”, nasce per rispondere a queste domande attraverso una selezione di oltre settanta opere di reperti archeologici, presenti in mostra, provenienti dai maggiori musei di archeologia della Sardegna, dal Menhir Museum di Laconi e dai Musei della
Bretagna, oltre al prestito eccezionale concesso dal Dipartimento di antichità greche, etrusche e romane del Musée du Louvre di Parigi.
Accanto a questi reperti, sono affiancate opere dei maggiori maestri moderni provenienti da importanti collezioni europee, fra cui la National Gallery Prague ( per le sculture di Gauguin) , la Galleria d’arte moderna di Milano, il Musée départemental Maurice Maurice Denis, il Museo della città di Locarno, la Fondazione Giacometti e gli Archives Henri Matisse, cui si aggiungono l’Archivio Florence Henri e collezioni private italiane come Diffusione Italia International Group srl e la collezione di stampe di Enrico Sesana.
Chiara Gatti, “Un’isola si ma nongeografica. Non un luogo fisico, ma un concetto che si fa luogo. Un’idea di un’isola, di île lontaine, esattamente come lo era stato per lui Le Pouldu, come lo sarà per Joan Miró il suo amato atelier di Montroig, in Catalogna («un mondo a parte»), oppure l’isola – collina dell’utopia di Alberto Giacometti sul Maloja dove, da bambino, si imbatté in una pietra nera, cupa e potente come un oracolo,conficcata nel terreno e pulsante di energia
atavica,un monolite,un idolo una profezia .
Non serve – continua la curatrice Chiara Gatti nel testo del catalogo –il revisionismo postcoloniale per affermare che, nella statura ieratica, non vi sia nulla di primitivo, esotico, conturbante. È astrazione allo stato puro. Sono dee madri, pietose e grandiose allo stesso tempo, come prefiche egizie, come offerenti etrusche, come ancelle rubate alla pittura vascolare greca. E i loro sguardi che scrutano nel vuoto, immersi in un’attesa casoratiana, ricordano l’immobilità disarmata della Melencolia Dürer, allegoria dell’inteleltto umano che medita sul destino del cosmo”.
Ponendosi criticamente come una riflessione sui concetti odierni di alterità, primitivismo e sulle loro ricadute nel cuore del dibattito postcoloniale – esteso ben oltre la storia dell’arte – la mostra affonda dentro ragioni antropologiche connaturate alla presen
za di figure totemiche nei circoscritti perimetri di un’isola e spiega quanto maestri del calibro di Gauguin, Pechstein, Miró , Arp o Matisse, nel corso dei loro viaggi, abbiano rielaborato tale convivenza, proiettando le loro stesse icone statutarie nella dimensione assoluta del sacro.
Partendo dalla prima “fuga” di Gauguin verso la Bretagna, avvenuta nel 1866, secondo un concetto di isola come luogo ideale, immune dalle derive del mondo civilizzato, il percorso narra l’esperienza di Jean Arp, che collezionava statuette cicladiche, irretito dal loro magnetismoconcentrato in un pugno, e di Max Pechstein approdato nel 1914 nell’arcipelago di Palau, dove visse a contatto le comunità locali dell’isola di Augaur e vi ritrasse volti maschili solenni come divinità. Joan Miró, nei suoi appunti quotidiani, evocava le statue
Moai dell’Isola di Pasqua, come riferimento potente per nuove forme scultoree, riconoscendo in esse l’incarnazione di uno spirito ancestrale.
Alberto Giacometti che aveva trovato la propria isola i massi eratici del Maloja, fece di ogni suo ritratto un idolo, un custode del tempo inginocchiato al cospetto dell’immateriale. Un passo affidato al testo del catalogo scrive Matteo Meschiari :” Il punto è cercare di capire non tanto la sociologia, la filosofia e la geopolitica dell’essere e vivere l’isola , quanto in che modo la geomorfologia Terra-Mare contenga in sé dei fossili di pensiero mitico, in che modo l’incontro tra roccia e acqua sia una specie di campo morfogenetico in grado di generare mito.
Gli stereotipi concettua
li legati all’isola sono un filtro oscurante: esclusione, separatezza, solitudine, naufragio, arroccamento, prigione, esilio, confino, sono solo i più diffusi, ma appena ci spostiamo in culture Ocean – centered come quella vichinga o quella polinesiana, ci rendiamo conto che l’Occidente è impastoiato in un paradigma coloniale geocentrico che dà sempre priorità alle terre, uno sguardo continentale che perpetua un moderno geocentrico che dà sempre priorità alle terre, uno sguardo continentale che perpetua un modello geocentrico egemonico dove il mare è vuoto.
Per chi vive in mare, al contrario, l’acqua è il centro del mondo, le sue mappe indicano paesaggi sommersi e moti di correnti, mentre le isole, soprattutto quelle oceaniche, sono piccole pause, zone di sospensione nell’immensità salata, e l’arcipelago è un iperoggetto bucherellato tenuto assieme dal dinamismo delle acque, dal pieno del mare”.
Un affondo dedicato alla Sardegna preistorica offre, infine, un approfondimento sul mondo dell’idolo in terra sarda, articolato intorno a quattro nucleo tematici principali: il toro (simbolo maschile associato al cul
to del potere e della fertilità), la Dea Madre(figura femminile legata alla nascita e alla continuità della vita), il “capovolto”( rappresentazione dell’aldilà e del rovesciamento rituale), e le statue menhir antropomorfe, veri idoli scolpiti nella pietra e destinati a dominare il paesaggio come presenze eterne.
Stefano Giuliani ,”È interessante notare oggi come culture anche molto lontane tra loro, spesso provenienti da territori insulari, abbiano espresso il loro sentire religioso con modalità simili, sia nel mezzo che, in certi casi,nella concezione figurativa, con una stilizzazione progressiva delle forme che giunge a un esito che oggi ci appare quasi moderno nel suo gusto estetico”.
La mostra è accompagnata da un catalogo rilegato copertina rigida, bilingue italiano-inglese, MAN – Edizioni Interlinea, con saggi di Matteo Meschiari Stefano Giuliani e Chiara Gatti, Interventi di Manon Six , Paola Rosina Rita Moro, Antonio Cosseddu, Michele Tavola, Ludovico Laugier, Alessandro Castiglioni.
Descrizione delle immagini:
Foto copertina catalogo
Foto 1 Statua Menhir maschile, Bau Caddore. 2800-2500 a.C. Laconi, Museo della Statuaria Preistorica della Sardegn, Foto Nicola Castangia
Foto 2 Paul Gauguin, “Paesaggio in Bretagna – Vacche all’abbeveratoio”, 1885, olio su tela, Milano, Galleria d’Arte Moderna
Foto 3 Florence Henri, Composizione “la gloria che fu della Grecia, 1933c., fotomontaggio- stampa fotografica analogica del 1975, 23×29,5cm. Collezione privata, Courtesy Galleria Martini & Ronchetti Genova
Foto 4 Paul Gauguin “Il cantastorie parla”, 1894 xilografia 9×11,5cm, collezione privata
Foto 5 Giuseppe Biasi “Donne al lago”, 1927,pittura e tempera su carta, 16,5x22cm, collezione d’arte della Fondazione di Sardegna
Foto 6 Joan Miró “Senza titolo”, 1974c., acrilico su tela, 163x131cm, Palma di Maiorca , Fundació Pilar i Joan Miró a Mallorca
Foto 7 Alberto Giacometti “Uomo a mezzo busto”, 1965, bronzo 59,1x19x32,1cm, Parigi Collezione Fondacion Giacometti
Le immagini che documentano il testo sono tratte dal catalogo della mostra:
“Isole e Idoli”, curato da Chiara Gatti e Stefano Giuliani , Edizioni MAN- Interlinea , 2025 €25.00
Vademecum mostra:
Nuoro : Isole e Idoli” Museo MAN , Via Sebastiano Satta 27, Orario 10.00-19.00, chiuso il lunedì. Informazioni +39.0784.252110 Sito ufficiale:http://www.museoman.it
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