Un percorso espositivo, curato da Massimo Bertozzi, in quattro sezioni di oltre centodieci opere di ottanta artisti, sul gioco e divertimento nell’arte italiana tra la metà dell’Ottocento ai primi cinquant’anni del Novecento, nell’ottocentesco Palazzo Cucchiari fino al 26 ottobre 2025
La Fondazione Giorgio Conti istituita dalle sorelle Franca e Daniela per celebrare la memoria del padre, dal 2015 vengono organizzate pregevoli mostre dell’arte novecentesca. Dopo quella suggestiva dell’anno passato sulla
riscoperta della Belle Epoque, quest’anno per celebrare il decimo anno dell’istituzione gli ambienti di Palazzo Cucchiari sede della Fondazione ospitano una grande mostra“In gioco. Illusione e divertimento nell’arte italiana 1850-1950”, curata da Massimo Bertozzi, fino al 26 ottobre 2025. L’esposizione intende esplorare il tema del gioco nelle sue molteplici declinazioni, così come è stato rappresentato da oltre ottanta artisti italiani tra la seconda metà dell’Ottocento alla prima metà del Novecento.
Nel percorso espositivo, si contemplano oltre centodieci opere, comprendenti dipinti, bronzi e sculture di legno, molte delle quali, oltre
cinquanta, raramente o quasi mai esposte al pubblico. Gli ambienti, della sontuosa residenza ottocentesca di Palazzo Cucchiari, sede della Fondazione Giorgio Conti, vengono trasformati in un parco divertimenti con un corpus di opere che si dipanano dai bambini che imitano i grandi con i dipinti di Silvestro Lega o di Gioacchino Toma, mentre per i ragazzi a volte orgogliosi, a volte delusi dei propri giocattoli si trovano nei dipinti di Fausto Pirandello o di Riccardo Franc
alancia; dove persistono i giochi tradizionali, come quello del cerchio, ancora vivo nei dipinti di Campigli dove si insinua il “mondo in miniatura” dei giocattoli raffigurato da Casorati e Corrado Cagli, poi il mondo arcaico dei “giocolieri”professionisti,della gente del circo e delle maschere del carnevale, immortalato da Mosé Bianchi e Gino Severini, da Capogrossi e Alberto Donghi fino a Primo Conti e Antonio Ligabue.
Per poi finire con l’attualità dello sport e delle sfide alla sorte, con i dinamismi futuristi di Mario Sironi, Gerardo Dottori e Roberto Iras Baldessari, la verità moderne di Carrà, la
giocosa plasticità di Medardo Rosso e gli ardimenti fisici di Francesco Messina e di Marini. “Ne è venuta fuori una esposizione molto articolata, scrive nel saluto istituzionale sul catalogo, Franca Conti, Fondazione Giorgio Conti Onlus – dedicata a diversi aspetti del gioco, dal divertimento popolare che affronta le sue radici nella tradizione, di gioco dei bambini, che è sempre un momento di crescita e formazione, dal gioco illusionistico dello spettacolo e dell’esibizione pubblica, fino alle sfide, nella partita a due contro tutti, dello sport, come nel confronto aleatorio con la sorte e con il destino”. Dunque, la mostra si sviluppa in quattro diverse
sezioni non ordinate cronologicamente, ma per temi.
Nella prima sezione ripercorriamo gli “svaghi e ricreazioni del quotidiano”, il gioco è nella storia dell’uomo; per poi proseguire con “Crescere ed imparare: un gioco da ragazzi”,il gioco è quasi un connotato dell’età dell’infanzia, anche se in realtà per un bambino il gioco sembra un’ ingresso anticipato nel mondo dei grandi. La terza parte offre gli
“intrattenimenti e spettacoli: l’invenzione del tempo libero”, tra nostalgie dl paradiso perduto e necessità di evasione dal mondo reale, si fa strada nelle poetiche degli artisti il rimpianto per la condizione dell’infanzia, l’età dell’innocenza che viene frettolosamente considerata l’età dei giochi. Infine la quarta ed ultima sezione “Sfide, competizione e destino”.
Il gioco, si propone come sfida e competizione, a trasformarsi in una forma di spettacolo, con lo sviluppo di ogni genere di sport e la legalizzazione delle lotterie e dei casinò. La vita moderna produce la scoperta del tempo “libero”, che in un società dinamica e intraprendente non può restare tempo ”perso” e va trasformatoin tempo socialmente utile e produttivo. “Per ogni artista, direbbe Roger Caillos, il gioco è una «isola incerta», scrive il curatore della mostra Massimo Bertozzi, uno spazio sospeso tra una realtà che prende a modello l’organizzazione e le regole della vita quotidiana e un’altrove, fitti
zio ma imitato dal vero, dove le regole sono state riorganizzate e riscritte. Una «realtà magica» dove la curiosità della scoperta, il piacere dell’invenzione e l’estro della creazione scendono a patti con la regola che tiene insieme norma e capriccio, lo stesso bisticcio dialettico che accomuna il gioco e l’arte”.
Una mostra da non perdere in quanto per la prima volta troviamo opere di alta qualità come la tela del 1872 dipinta da Silvestro Lega “Le bambine che fanno le signore”, proveniente dall’Istituto Matteucci di Viareggio, “La carrozzella” di Carlo Carrà eseguita nel 1916, prestata dal MART di Rovereto; il ritratto di Cesare Lionello del 1911, dipinto da Felice Casorati; il “Baraccone da fiera” di Alberto Capogrossi, prestato dalla Presidenza della Repubblica Italiana, “Gli zingari” di Massimo Campigli; importanti le sculture presenti nella mostra tra le quali si segnalano il “Cantante a spasso” di Medardo Rosso e la “Ballerina” di Giacomo Manzù del 1938, “Il Nuotatore” di Marino Marini, il “Lottatore” di Emilio Greco e il “Marciatore” di Francesco Messina.
La mostra è accompagnata da uno splendido catalogo pubblicato dalla Sagep Editori con saggi di Massimo Bertozzi, Daniela Ferrari, Camilla Testi, Ivana Mulatero, Sandra Berresford.
Descrizione immagini:
Foto copertina catalogo: Federico Zandomeneghi,”Enfant à la poupée”, 1888-1890, pastello su carta applicata a cartone, cm 45,9×38, Collezione Privata, Courtesy Società di Belle Arti, Viareggio
Foto1 Adolfo Tommasi, “Nel parco Valdisonzi, Villa Corsini, 1891ca. olio su tela, 121x126cm. Collezione privata. Courtesy, Società di Belle Arti, Viareggio
Foto2 Leonardo Bistolfi, “Le lavandaie”, 1882, 45x35x38cm,
Museo Civico Gipsoteca Bistolfi, Casale Monferrato
Foto3 Egisto Ferroni, “Bambina al bagno in Arno”, 1890, olio su Italia, 80x45cm, Courtesy Galleria d’Arte Goldoni, Livorno
Foto 4 Lorenzo Viani, “Viareggio in maschera”, 1917-1923, olio e collage su cartone 100x71cm Collezione privata. Courtesy Galleria d’Arte Goldoni, Livorno
Foto 5 Antonio Ligabue “Il circo”, 1928-1939, olio su tavola, 37,5x 46,8cm, Collezione Miche Berra, Comodato Museo Civico Luigi Malé di Dronero, Cuneo
Foto6 Ercole Drei, “Danzatrice col cerchio”, 1913 bronzo fuso a tuttotondo, 34.5x14x14,5cm, Museo Civico di Taverna(CZ)
Foto7 Ottone Rosai, “La partita a carte”, 1940, olio su tela,60x50cm, GAM – Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea – Torino
Foto8 Alberto Martini “Partita a bigliardo”, 1912, pastello su carta, 88,5×118,4cm, Pinacoteca Alberto Martini- Fondazione Oderzo Cultura, Oderzo (TV)
Le immagini che documentano il testo sono tratte dal catalogo della mostra:
Fondazione Giorgio Conti: “In Gioco. Illusioni e divertimento nell’arte italiana 1850-1950”, a cura di Massimo Bertozzi, fino al 26 ottobre 2025 al Palazzo Cucchiari 1, via Cucchiari 1, Carrara.
Orari. Dal 28 giugno 2025 al 14 settembre 2025 : Martedì, mercoledì,Giovedì – Domenica dalle ore 9,30 alle 12,30 e dalle 16.00 alle 20.00; mentre Venerdì e Sabato ore 9,30 -12,30 e 15.00 – 23.00. Chiuso il Lunedì. Ingressi: €12.00; ridotto €10.00; gratuito giovani fino a 18 anni, portatori di handicap, giornalisti con tesserinonazionale.Tel.+39058572355.[email protected] www.palazzocucchiari.it
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