In seguito alla mobilitazione degli agricoltori. l’accordo si blocca e va alla Corte di Giustizia UE
C’è stata la pronta e compatta mobilitazione, il 20 gennaio, con presidio a Bruxelles da parte del mondo agricolo italiano (ed europeo) per l’annunciata firma del Mercosur. davanti alla sede del Parlamento Europeo con l’obiettivo di bloccare le follie della Von der Leyen che mettono a rischio il reddito degli agricoltori europei e 400 milioni di cittadini.
Per Coldiretti la firma del Mercosur, senza reciprocità e le dovute garanzie sui controlli «sarebbe oltre che, come detto, un grave danno per cittadini consumatori e agricoltori, un pericoloso precedente per tutti i futuri possibili accordi che permetterebbero così di far entrare in Europa, e finire sulle nostre tavole, cibi prodotti senza gli stessi standard sanitari, ambientali, di lavoro etico e di sicurezza alimentare per i consumatori europei, che sono richiesti agli agricoltori della UE», ma soprattutto importare prodotti che sono realizzati con regole completamente diverse e con lo sfruttamento della manodopera minorile
Coldiretti invita alla mobilitazione con un comunicato durissimo: “C’è un miglioramento sulle clausole di salvaguardia ottenuto dal Governo italiano, con il passaggio dal 10% originariamente previsto al 5% della soglia per far scattare la tutela sui prodotti agricoli sensibili. Insufficienti, invece, i requisiti di reciprocità. Il Governo italiano ha richiesto il divieto di importazione di prodotti con residui di sostanze vietate in Europa, ma ora è la Von der Leyen che deve dare risposte”.
A togliere d’impaccio la stucchevole presidente ci ha pensato il Parlamento europeo, che di fatto blocca il Mercosur. L’Eurocamera ha approvato con 334 voti a favore 324 contrari e 11 astenuti la richiesta di inviare il testo dell’accordo commerciale Ue-Mercosur alla Corte di giustizia dell’Unione europea per un parere legale. Il che equivale a dire che l’accordo commerciale, con prevalenti riflessi sullo scambio dei prodotti agricoli tra le due aree, Sudamerica ed Europa, rimarrà «in stallo» per diversi mesi. Ora il Parlamento Ue, infatti, per l’attuazione definitiva dell’intesa, dovrà attendere l’esame della Corte, che potrebbe prendere mesi. Solo dopo i parlamentari europei potranno votare la ratifica finale dell’accordo.
Il trattato creerebbe la più vasta area di libero scambio al mondo, con oltre 700 milioni di consumatori con un’area di libero scambio tra Ue e Mercosur, ovvero Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay.
Il «mercato comune del Sud» è stato istituito nel 1991. Nel loro complesso, i Paesi aderenti costituiscono la sesta economia più grande del mondo, con una popolazione totale di 270 milioni di persone.
Nel dicembre 2024 l’Unione europea ha raggiunto un accordo politico con i quattro membri fondatori del Mercosur: Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay. L’accordo prevede che, nell’arco di dieci anni, il Mercosur liberalizzi il 90% delle importazioni di beni industriali europei e il 93% dei prodotti agricoli, riducendo progressivamente le barriere tariffarie e non tariffarie. Attualmente le tariffe tra i due blocchi sono molto elevate. Parliamo di dazi fino al 35% sui ricambi auto, al 20% sui macchinari, al 18% sui prodotti chimici e al 14% su quelli farmaceutici. Mentre l’Ue impone dazi fino al 15% circa sui prodotti agricoli sudamericani.
Se il mondo industriale è favorevole, la reciprocità, insieme all’obiettivo di aumentare i controlli, per Coldiretti rimane un punto essenziale più volte ribadito: chi vuole esportare in Europa deve rispettare gli stessi standard produttivi, ambientali e sanitari richiesti alle nostre imprese agricole. Attendiamo il parere dell’Alta Corte, ma se no ne uscissero posizioni determinati, secondo Coldiretti, la Presidente Von der Leyen dovrà tradurre in regolamenti gli impegni richiesti dall’Italia su un principio di reciprocità valido per tutti gli scambi commerciali e non solo per quelli del Mercosur. Dimostri una volta di capire le esigenze dell’economia reale, tutelando gli interessi veri dei contadini che continuano a voler produrre all’interno del continente europeo e non come altri settori produttivi che hanno preferito delocalizzare.
Questo accordo, così com’è – ribadisce Coldiretti – finisce per favorire soprattutto l’industria chimica tedesca, produttrice di fitofarmaci vietati severamente in Europa, che esporta anche nei paesi del Mercosur e senza reciprocità ce li rimanda nel piatto attraverso i cibi, a discapito della salute dei cittadini consumatori europei.
Coldiretti sottolinea che, in ogni caso, la palla è totalmente nel campo della Commissione da cui ci si aspetta un’iniziativa risolutiva in difesa degli standard europei.
Non c’ solo in ballo la posizione degli agricoltori, perché l’accordo farebbe risparmiare alle imprese dell’Ue quattro miliardi di euro di dazi all’anno, per cui, il mondo imprenditoriale, su posizioni antitetiche, preme perché si arrivi a sbloccare l’accordo.
Il tempo, badando per una volta alla nostra salute, potrebbe essere galantuomo?
