Di Alessandro Mella
Leggendo il titolo di questo pezzo molti avranno pensato ad un celebre film di tanti anni fa, trasposizione cinematografica di un celebre romanzo, ambientato nell’immaginaria isola greca di Navarone.
Ma se questa non esistette che nella fantasia del suo autore, esiste davvero ancora oggi la località di Navarino proprio in Grecia sulle coste del Mediterraneo.
Com’è noto nell’autunno del 1940 l’Italia avviò una campagna militare al motto mussoliniano “Spezzeremo le reni alla Grecia!”. In verità le cose andarono piuttosto male ed i greci opposero una tale eroica resistenza che la loro capitolazione fu possibile solo in primavera dopo l’intervento tedesco.
In questo contesto, comunque, moltissimi italiani si trovarono a servire sul territorio greco fino almeno allo sbandamento generalizzato seguito ai fatali fatti dell’8 settembre 1943.
Secondo Peretti era nato il 27 (secondo altre fonti il 26) giugno 1913 figlio di Teonesto e di sua moglie Maria Rosetta ma il padre ebbe sfortuna e non vide crescere i figlioli Secondo e Mario poiché morì assai giovane nel 1929. (1)

Il nostro prese la carriera militare e lasciò Rivoli Torinese, ove viveva, per arruolarsi nella Regia Marina nella quale ebbe una buona vita raggiungendo il grado di secondo capo specialista cannoniere.
E fu proprio con la guerra in corso che il nostro Peretti venne destinato alla Grecia e precisamente proprio a Navarino dove avvenne il fatto fatale che lo consacrò eroe spezzandone, però, la giovane esistenza.
Il 28 aprile 1943, infatti, un incendio si sviluppò nei locali magazzini dipendenti dal comando Regia Marina di Patrasso e le fiamme rapidamente avvolsero l’edificio fino ai piani superiori ove erano stoccati anche esplosivi. Il nostro intervenne e fece del suo meglio per collaborare alle operazioni ma un’esplosione lo travolse ed uccise. Lontano, lontanissimo, a Cascine Vica nel torinese, egli lasciava la moglie Onorina ed il piccolo figliolo Giorgio.
Circa un mese dopo la famiglia pubblicò il necrologio, certo in seguito alla tardiva ricezione della dolorosa notizia, avendo cura di citare solamente una “fatale disgrazia”. (2)
Dopo poche settimane, vennero la caduta del regime e l’armistizio e la vicenda eroica di Secondo Peretti finì per un poco nell’oblio e così gli incartamenti che lo riguardarono ma che furono ripresi a conflitto finito.

Con il Decreto Presidenziale del 5 agosto 1951, finalmente, gli venne concessa la medaglia d’argento al valor militare alla memoria con la seguente ed importante motivazione:
PERETTI Secondo di Teodoro e di Rosetta Maria, 2° Capo Cannoniere A., nato a Torino il 26-6-1913, Matricola 29625, “alla memoria”. “Sviluppatosi un incendio nel pianterreno di un fabbricato adibito a deposito materiali, accorreva spontaneamente sul posto – e salito al piano superiore ove erano immagazzinati esplosivi e tentava di allontanare il materiale pericoloso. Perdeva la vita nel generoso intento in seguito allo scoppio degli esplosivi raggiunti dal fuoco. Magnifico esempio di spirito di abnegazione spinto sino al conscio sacrificio della vita”. Navarino (Grecia), 28 aprile 1943. D.V.M. 144 Comando Marina Patrasso. (D.P. 5 agosto 1951). (3)
Molto probabilmente furono, contestualmente, avviate le procedure per il rientro in Italia della salma del caro eroe il quale riposa oggi a Rivoli.
Tale traslazione risulta intuibile da un trafiletto pubblicato nel 1954 per cura della famiglia, la quale desiderava ringraziare cittadinanza ed autorità per le “onoranze tributate al loro caro”. (4)

Il fatto che ciò fosse avvenuto in anticipo rispetto all’anniversario del drammatico episodio lascia pensare che non si trattasse di una semplice commemorazione ma di qualcosa di più importante come il ritorno in patria del bravo sottufficiale di marina.
E questa fu la storia di Secondo Peretti, piemontese proveniente da una contrada senza mare, che divenne intrepido soldato del Mediterraneo e che cadde da eroe nella lontana ed oggi sorella terra di Grecia ed il cui ricordo non si dovrebbe perdere ma tramandare ai posteri. Magari con una via dedicata in quella Rivoli in cui aveva mosso i primi passi della sua breve ma preziosa vita terrena.
Alessandro Mella
NOTE
1) Secondo altre fonti, si veda seguire la motivazione della medaglia al valore, il padre si chiamava invece Teodoro.
2) La Stampa, 127, Anno LXXVII, 28 maggio 1943, p. 2.
3) Gazzetta Ufficiale, 113, Anno XCIII, 15 maggio 1952, p. 1774.
4) La Nuova Stampa, 77, Anno X, 31 marzo 1954, p. 7.
